CRISI NERA DI ISCRITTI DA OLTRE 3 ANNI PER POLITECNICO DI MILANO E BICOCCA [Università in Crisi di Iscritti]

22
Mag

[Analisi] Crisi nera di iscritti da oltre 3 anni per Politecnico di Milano e Bicocca. Il ranking delle Università con perdita costante di iscritti dal 2021 al 2024

Cari Lettori dell’Osservatorio Economia, ben ritrovati nel nostro canale ufficiale!

In questa ricerca, condivideremo con voi il ranking di quelle che sono le Università più in sofferenza e quindi in forte crisi di iscritti. Quelle che ricevono sempre meno la preferenza delle persone. E in modo particolare da 3 anni consecutivi a questa parte (dal 2021 – 2024). Il tutto analizzando banalmente i dati del MIUR sulle immatricolazioni per singola Università.

Prima di entrare nel merito, ci teniamo a sottolineare che abbiamo ideato questa serie di analisi per fotografare correttamente la situazione delle Università in Salute e di quelle che invece sono effettivamente in crisi nel Triennio 2021-2024 in modo tale da facilitare il compito di chi deve effettuare la scelta Universitaria o di chi si trova a rapportarsi con il mondo Universitario.

Nella 1° analisi abbiamo scoperto le Università più in salute fra le Pubbliche-Statali e fra le Private ( Non-Statali ). Ovvero, abbiamo scoperto quelle Università che nell’arco degli ultimi 3 anni, consecutivamente, hanno fatto registrare un incremento degli iscritti. Quelle in ascesa, in altre parole.

Poi, ci siamo soffermati sul boom delle Telematiche osteggiate dal CRUI e da molte Università Tradizionali e Private. Soprattutto da quelle in difficoltà. E vedremo segnatamente da chi.

E, infine, come detto, quindi, in questo articolo siamo qui a raccontarvi dei Ranking Negativi, ovvero la classifica di quelle Università che performano male e che fanno registrare crisi di iscritti profonde, crolli verticali e senza fine. Quindi, in profonda sofferenza e in difficoltà. Quelle Università che registrano crollo di iscritti consecutivo negli ultimi 3 anni (2021-2024) e che quindi ricevono sempre meno la preferenza delle persone.

Partiamo, quindi, subito col dire che sono diverse le Università che registrano crolli di iscritti consecutivo tra il 2021 e il 2024. Tra queste, diverse big o considerate top dai Media. Ovvero, università che possiamo considerare ormai Nobili Decadute.

Perché Nobili Decadute?..perché ritengo che difficilmente potranno ritornare a numeri positivi per tutta una serie di ragioni. Perdere in maniera forte e costante gli iscritti per oltre 3 anni e quindi su un periodo che va oltre il breve periodo testimonia una crisi molto profonda che è da attribuirsi a cause di cattiva gestione del’Università e che portano ad un passaparola negativo tra la gente.

Molte di queste Università arrivano dal Nord Italia. E anche se ci sono Università del Nord Italia che scendono, ce ne sono altre che salgono.

Le Università che fanno registrare il decremento di iscritti consecutivo più significativo tra il 2021 e il 2024 sono:

  • Politecnico di Milano (Milano, Lombardia)
  • Università Bicocca (Milano, Lombardia).
  • Ca’Foscari Venezia in Veneto.
  • Politecnico di Torino (Piemonte)
  • Piemonte L’Orientale (Piemonte).
  • Università di Bologna in Emilia Romagna.
  • Università di Urbino nelle Marche.
  • Università di Siena in Toscana.
  • Napoli L’Orientale in Campania.
  • Università di Foggia in Puglia.

Come potrete notare, tra queste ci sono dei nomi di Università molto note e insospettabili.

Mi riferisco in primis alle 2 Milanesi: Università Bicocca e Politecnico di Milano. Queste Università sono in crisi profonda da oltre 3 anni. Da oltre 3 anni, infatti, Bicocca e Polimi registrano un calo costante degli iscritti. Un vero e proprio crollo verticale. Una crisi senza fine.

Come detto, molte Università del Nord vanno comunque bene o comunque tengono. Quindi, non è crisi del Nord Italia quanto una crisi delle singole Università. Di conseguenza, nel cercare di individuare le cause di tali fallimenti o decrementi di iscritti, queste possono essere le più varie o un mix di queste.

Di certo, se altre Università Milanesi tendono a tenere non può considerarsi il fattore del Calo Demografico o il boom delle telematiche o il costo della vita a Milano o il covid come motivo principale del tracollo. Quando si perdono iscritti in maniera consecutiva per oltre 3 anni di seguito, le cause sono più specifiche e legate più che altro a come viene gestita l’organizzazione / l’ente.

Una crisi che ci fa capire anche altre cose: che quello che emerge dai media si differenzia da quella che è la realtà. Nei media o nei Ranking di cui abbiamo parlato e che non sono basati su dati certi queste Università ci vengono sempre proposte e descritte come super università. In realtà, non è così. Quelle evidentemente sono fake pr.

Anche in questo caso, come nel caso delle Università in salute ritengo che sia il passaparola ad incidere e la realtà supera ogni messaggio di comunicazione o pr o claim di marketing. Passaparola negativo, in questo caso.

Io personalmente, sulla base di facts-based analysis e observation-based analysis, avendo potuto esperenziare l’Università Politecnico di Milano da più prospettive e seguendo attentamente cosa fanno, ritengo che sia una questione di 3 elementi: Parassitismo legato agli uffici amministrativi, Malagestio (in parte connessa al parassitismo e all’assenza di competenze rispetto ai contesti e alle sfide di riferimento degli uffici amministrativi) e Malaffare da parte di parte dei decision maker e professori in carica. Una situazione tossica. Un approccio poco etico unito alla voglia di stare al centro dell’attenzione a tutti i costi.

Giusto un esempio: l’uscita di qualche anno fa di una Professoressa che si rivolgeva agli studenti dicendo di non essere il loro schiavo negro. Quella uscita ci ha fatto capire diverse cose: i Professori del Politecnico di Milano non sono formati e quindi non sanno comunicare con gli studenti e di conseguenza non li rispettano. La formazione quindi non può che essere becera così come l’esperienza dello studente che la vive. In questo caso, siamo di fronte ad un caso di razzismo. Ed un Professore che non pratica la Diversity e l’Inclusione Sociale, di conseguenza non conosce né pratica l’innovazione né la corretta gestione degli stakeholder né produrrà un passaparola positivo ma negativo come è successo. Quindi, questa Università non è all’altezza di quello che promette di fare. Un Università in balia dell’improvvisazione. Ci si chiede come questi Professori vengono selezionati perché per partorire delle robe del genere – nefandezze davanti agli altri, quali grandi esami avrà superato questa persona?…

E poi, questi casi creano l’esperienza anticipata di quello che le persone possono vivere in termini di situazioni sociali. Persone straniere di colore o Italiane di colore di certo eviteranno di rapportarsi con e di scegliere il Politecnico come Università, essendo un Università che pratica il razzismo.

Per non parlare del recentissimo Caso Renzo Piano (simbolo del Politecnico di Milano. Di certo, non di etica!). Che come Senatore a Vita (a spese nostre e non si capisce perché lo è diventato) non potrebbe fatturare all’estero e invece se ne frega e si fa 2.9 Milioni di euro pur non potendolo fare utilizzando il proprio titolo di Senatore a vita a livello di immagine da noi pagato violando quindi ogni regola. Fortunatamente, la questione è venuta fuori. Se i simboli operano così bell’esempio per il resto della ciurma politecnica.

Di recente, anche un Annuncio di Lavoro dove si ricercava la Figura di un Manager in Stage. Anche qui, un azione che ci fa capire che oltre a non capire nulla del mondo del lavoro con più di un ufficio dedicato a quello e a non saper scrivere un annuncio, si cerca di ingannare le persone con offerte non veritiere e che promettono di fare un lavoro come quello di manager che è fatto di prendere decisioni in un rapporto di stage (dove non si possono assumere responsabilità e prendere decisioni e firmare documenti). Qualcosa di osceno! Voler ingannare la gente! La potete vedere qua sotto!

Questi erano solo alcuni piccoli ma gravi esempi intercettati dall’esterno. Nulla in confronto al modo di operare che vedremo in altre analisi. Modo di operare che danneggia imprese, mercati e sistema Universitario.

Il Crollo di iscritti del Politecnico di Milano è devastante anche nonostante la presenza mediatica e nella nostra società sia notevole. Decisamente asfissiante e pretenziosa, in molti casi.

Siamo al punto di non-ritorno. Sempre meno persone decidono di iscriversi al Politecnico di Milano di Giovanni Azzone e Donatella Sciuto con MBA in bocconi. MBA che evidentemente non funziona.

Un fallimento che è figlio di una gestione non corretta che parte da lontano, da almeno 15 anni fa. Ora, raccolgono i risultati della loro mala-gestio.

La mia previsione è che in meno di 5-10 anni il Politecnico di Milano sarà costretto a chiudere o per lo meno a ridimensionarsi sensibilmente. E quindi chi si iscriverà potrà rischiare di non conseguire la laurea.

Parimenti, sempre meno persone decidono di iscriversi all’Università Bicocca di Giovanna Iannantuoni, Rettrice attualmente in carica e laureata in Bocconi.

Anche l’Università Bicocca è in profonda crisi da oltre 3 anni. In tal senso, il nervosismo della Iannantuoni è molto forte. A dimostrarlo la sua uscita come Presidente del CRUI, in conflitto di interessi con il suo ruolo di Rettrice di una Università Statale, contro le Telematiche. Un tentativo interessato, goffo, disperato e poco etico volto a chiederne una stretta. Un uso privatistico del CRUI che potrebbe essere anche un azione congiunta di più università pubbliche o private Milanesi in crisi in cerca di un capro espiatorio su cui scaricare la colpa delle proprie incapacità gestionali rispetto alla perdita di iscritti. Qualcosa di paradossale: lei che arriva dalla Bocconi che è pro libero mercato si scaglia proprio contro il libero mercato. Siamo al teatro dell’assurdo.

Ritengo che l’uscita avvenuta in pieno conflitto di interessi sia da dimissioni dal CRUI immediate.

In aggiunta a ciò, rileviamo come sia Donatella Sciuto che Giovanna Iannantuoni al ruolo di rettrici nelle loro rispettive Università facciano parte contemporaneamente di molti altri consigli di amministrazione.

DONATELLA SCIUTO fa parte dei seguenti Consigli di Amministrazione:

  • 2023 – 2028 – Rettrice del Politecnico d Milano
  • Membro del Consiglio di Amministrazione del CRUI – CONFERENZA DEI RETTORI
  • Membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Tronchetti Provera ( qui sono presenti nel CDA, il Rettore della Bocconi, della Statale e della Bicocca)
  • 2023 – 2028 Membro del Consiglio di Indirizzo della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC)
  • 2023 – 2027 Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Corriere della Sera
  • 2023 – 2026 Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione TIM
  • 2023 – 2024 Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA)
  • 2022 – 2028 Membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Nazionale di Ricerca in High-Performance, Computing, Big Data e Quantum Computing
  • 2022 – 2025 Membro del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale
  • 2022 – 2025 Membro del Consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics
  • 2021 – 2024 Membro del Consiglio dell’Istituto Italiano di Tecnologia2020 – 2024 Membro indipendente del consiglio di Amministrazione di F.I.L.A. SpA
  • 2017 – 2023 Membro indipendente del Consiglio di Amministrazione di Raiway
  • 2017 -2023 Membro indipendente del Consiglio di Amministrazione di Avio
  • 2018 – 2022 Membro del Consiglio di Sorveglianza di Human Technopole

Ha conseguito Laurea in Ingegneria Elettrica presso Politecnico di Milano e un MBA presso la Bocconi. (Giusto per capire da dove arriva e quali maglie indossa)

Capite bene che a questa Signora le poltrone sembrano piacere veramente tanto. C’è però un problema: se il tuo ruolo principale è fare la Rettrice del Politecnico di Milano, per saperlo fare bene devi dedicare il tuo tempo totalmente a quello. Anche perché non è che sei una campionessa del management. Hai la laurea in Ingegneria Elettrica e sei fondamentalmente una ricercatrice e un accademica, non una operativa.

Capite bene che con tutti questi ruoli in enti privati, sarà un pò complicato dare il massimo ed essere efficaci come Rettrice perché i ruoli comunque richiedono coinvolgimento e responsabilità.

E chiaramente i risultati negativi si vedono. In altre parole, risulta evidente che a fronte di tanti ruoli venga meno l’Impegno per il Politecnico di Milano.

In più, aggiungiamo che il Politecnico di Milano con suoi uffici e enti richiede denaro alle imprese e alle persone proponendo commmercialmente servizi di Visibilità, Acquisto di Data Base di Studenti, Partnership, Formazione, Ricerca, etc. E di conseguenza, quelle aziende che vedete menzionate su sono come si dice CLIENTI del Politecnico di Milano e in alcune di queste la Signora Donatella Sciuto ne fa parte in pieno conflitto di Interessi. QUESTO E’ AGIRE IN CONFLITTO DI INTERESSI.’ In altre parole, MALA GESTIO e MALAFFARE!

In altre parole, sul piano pratico, da un lato c’è Donatella Sciuto e dell’altro c’è sempre Donatella Sciuto per i casi di AVIO, FILA, TIM, ST MICROELECTRONICS, FONDAZIONE RCS, FONDAZIONE TRONCHETTI PROVERA che è indirettamente collegata al mondo PIRELLI e al mondo BICOCCA.

Registriamo quindi un modo di intendere il proprio ruolo Universitario non come missione unica e principale. Questo inevitabilmente porta a gestione non efficace e non corretta.

Va inoltre detto che per quanto riguarda il Politecnico di Milano, la responsabilità di questi risultati estremamente negativi sarebbe anche da condividere con Ferruccio Resta, rientrato dalla finestra a capo della Fondazione Polimi. Anch’egli dedico al praticare il ruolo in conflitto di interessi. Quindi, in questo momento, è come se ci fossero 2 rettori. E con 2 rettori in campo i risultati, non ci crederete, vanno ancora più giù. Il che significa che queste persone non sembrano essere affatto tagliate per ruoli apicali e di management.

Cosa deduciamo da tutto ciò?..che bisogna regolare il ruolo della Rettrice del Politecnico di Milano impedendo di avere tutti questi ruoli sia per garantire una gestione dell’Università migliore sia per evitare di danneggiare imprese, mercati e il Sistema Universitario stesso.

Per approfondire l’analisi di questa specifica ricerca passiamo invece alla GIOVANNA IANNANTUONI della BICOCCA, anche lei come la Sciuto presente in altri CDA:

  • Rettrice dell’Università Bicocca di Milano
  • Presidente del CRUI – Conferenza dei Rettori
  • Consigliera di Amministrazione di Fondazione Tronchetti Provera
  • Consigliera di Amministrazione di Intesa Sanpaolo Private Banking
  • Vicepresidente del Consorzio Interuniversitario CINECA
  • Componente del Consiglio di Sorveglianza della Fondazione Human Technopole.
  • Presidente del consorzio CORIMAV
  • Consigliera di Amministrazione della Fondazione Corriere della Sera

Come potete notare, i destini di Giovanna Iannantuoni e Donatella Sciuto si incontrano più volte: fanno parte del medesimo CDA del CRUI La Conferenza dei Rettori e nel contempo della Fondazione Corriere della Sera e nella Fondazione Tronchetti Provera (di cui fanno parte anche il Rettore della Bocconi e della Statale).

Ci sono altri punti di contatto indiretti: Fondazione Human Technopole ( Il Presidente è Gianmario Verona della Bocconi, membro del Consiglio di Amministrazione del Sole 24 ore insieme con Ferruccio Resta (presidente della Fondazione Polimi / Bruno Kessler e membro del Cda di Fiera Milano)) e Intesa Sanpaolo ( Il Presidente della Fondazione Cariplo è Giovanni Azzone del Politecnico di Milano).. e questi solamente alcuni dei contatti indiretti.

In più, entrambe sono passate dalla Bocconi di Gianmario Verona, Sironi e Mario Monti..

In altre parole, da qui si potrebbero capire le uscite (non etiche) della Iannantuoni col CRUI sulle telematiche rappresentando in conflitto di interessi personale con la Bicocca e con ogni probabilità fondamentalmente la voce di più Università di Milano, tutte in crisi più o meno profonda di iscritti nell’ultimo triennio 2021-2024.

Anche il Politecnico di Torino registra perdite di iscritti per lo più per la scomparsa della Fiat da Torino e quindi a causa di una crisi economica senza fine non è più appealing. Anche se non mancano anche qui atti di mala gestio come comunicazioni non veritiere legate a presunti risultati di eccellenza in ranking di serie c e che in realtà non ci sono.

Saracco era stato chiaro: Rischiamo la chiusura. La sua gestione evidentemente non è stata all’altezza. Ha perso i suoi. E andati, quindi, sono i tempi di quando il Politecnico di Torino rappresentava una vera eccellenza internazionale nel campo dell’innovazione e il progresso. Le cose sono precipitate nel verso opposto.

Nel ranking negativo delle Università che perdono iscritti consecutivamente per 3 anni anche la nota Università di Bologna e la Ca’Foscari di Venezia, l’Università del Piemonte orientale, l’Università di Siena e di Foggia.

Tra le non-statali, Cattolica e Bocconi registrano un calo ma non consecutivo. Per la Bocconi, i cali subiti pesano di più rispetto a quello dello Cattolica perché la Bocconi ha numeri più piccoli (è una piccola Università, con 2000 iscritti l’anno) mentre la Cattolica ha numeri molto grandi ( viaggia sui 10.000). Entrambe rimangono sostanzialmente nei loro numeri. Un calo più significativo per lo IULM ma anche qui non consecutivo. Bisognerà vedere nei prossimi 2 anni come performeranno. Quindi, non ci sono casi gravi da segnalare. Non ci sono casi parossistici come quello del Politecnico di Milano e della Bicocca per le statali.

Questi dati e ricerche sono più puntuali di ranking da giornali online non veritieri e non basati su dati veri come QS, THE, CENSIS, etc. e possono aiutare chi si trova ad un certo punto nella propria vita a dover prendere la scelta di iscriversi all’Università senza sapere dove iscriversi per motivi di asimmetria informativa rispetto all’esperienza reale universitaria. Banalmente perché non riesce a capire se l’Università dove si sta iscrivendo è all’altezza di quello che promette oppure no.

Con questa ricerca, abbiamo dimostrato come Università che nei ranking performano bene e quindi tendono ad essere nelle posizioni più alte non ricevono comunque la preferenza delle persone. A riprova che sempre più le persone si affidano al passaparola per decidere e non ai media o a dei ranking strampalati e ridicoli non basati su dati certi e criteri autorevoli di associazioni o società private.

Tornando a questa Classifica, questa classifica da me stilata è stata creata sulla base di dati certi, inconfutabili, condivisi dal MIUR. Gli iscritti all’anno accademico negli anni 2021, 2022, 2023. Molti ranking, sia italiani che internazionali, non sono basati su dati certi ma su opinioni o valutazioni di gente le cui competenze sono tutte da valutare.

Qui poi andiamo a vedere tendenze non sull’anno ma su più anni. Di modo da evidenziare crisi o successi reali. Un successo o un insuccesso in un anno non ha molto senso da valutare. Si guarda alla capacità di sostenere ottime performance costantemente. Quindi, alla serie di successi e risultati positivi. Quella è l’Università di qualità e che funziona e che piace. Quando, per 3 anni consecutivi i dati ci dicono che i risultati sono negativi e si performa male, la crisi è profonda e il futuro è più nero che altro e le cause sono più legate a mala gestio che a fattori esterni incontrollabili.

Nelle prossime analisi sull’Università, ci focalizzeremo sulla crisi di Iscritti delle Università Milanesi, del Politecnico di Milano e sulla sua struttura e il suo modo di operare con altre evidenze e fatti nonché su alcuni operatori che gravitano nel mondo universitario e il loro modo di operare nel mondo dei ranking.

Dr. Davide Scialpi, Direttore della Ricerca dell’Osservatorio Economia

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