[Analisi] La Classifica delle Università con crescita costante di iscritti nel triennio 2021-2024

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Apr

[Analisi] La Classifica delle Università con crescita costante di iscritti nel triennio 2021-2024

Cari Lettori dell’Osservatorio Economia, ben ritrovati nel nostro canale ufficiale!

Con questo pot mi piaceva l’idea di inaugurare un nuovo spazio da dedicare al famosissimo mondo Universitario. Lo scopo è quello di analizzare come le nostre Università stanno performando lato nuovi iscritti / immatricolati e quindi un pò il vero stato dell’arte di chi riceve il favore degli stakeholder a prescindere da ranking che girano e che giocano a dirci chi è l’Università più avanti e quella meno avanti e chi ha gli occhi azzurri e chi gli occhi verdi senza però creare e condividere informazione affidabile ed autorevole ma fuorviante e poco veritiera.

In questa analisi, andrò ad analizzare, grazie agli open data del MIUR, quali sono le Università che performano meglio a livello di iscritti e in maniera costante e regolare negli ultimi 3 anni. Dal 2021 al 2024.

E quindi, ho deciso di analizzare vari dati e varie serie storiche a riguardo concentrandomi sull’asse temporale che va dal 2021 al 2024, prendendo in considerazione i dati al Dicembre 2023 condivisi dal MIUR sui nuovi immatricolati / nuovi iscritti per singole Università.

In questo post, analizzerò quelle che sono le Università che hanno fatto registrare una crescita di iscritti costante nell’arco del triennio preso in considerazione senza soluzione di continuità. Che quindi ogni anno hanno fatto rilevare un aumento di iscritti rispetto all’anno precedente.

Mi sono praticamente concentrato su quelle Università che hanno sempre performato in maniera positiva sulle immatricolazioni senza registrare down per 3 anni di seguito.

Per farla facile, andrò a scovare quelle università che hanno fatto filotto, ovvero crescita di iscritti nel 2021, nel 2022 e nel 2023.

In tal senso, va detto che tante Università fanno registrare nei 3 anni degli up & down. Quindi, rispetto al 2021 potrebbero avere comunque un aumento significativo degli iscritti / immatricolati oppure in ogni caso una crescita ma con dei down leggerissimi in uno dei 3 anni.

Ci tenevo a precisare quanto predetto al fine di far comprendere che le Università che citerò come quelle che vanno bene nel triennio non saranno le uniche Università ad andare bene mentre tutte le altre vanno male. Anzi, ci sono alcune Università che vanno bene a seconda dell’anno, nell’ultimo anno, o nell’anno precedente, e altre che performano meno bene registrando dei risultati alterni ma comunque un aumento rispetto al 2021.

Andiamo, quindi, a scoprire chi ha sempre performato bene facendo registrare più iscritti rispetto all’anno precedente nell’arco di 3 anni in maniera costante e progressiva.

Perché mi focalizzo su questo?..

perché banalmente vuol dire che ogni anno non c’è stato un calo e anzi c’è stato un aumento progressivo che è indice di fiducia da parte degli stakeholder.

Chiaro è che su questo risultato positivo possono incidere tanti fattori ma se avviene vuol dire che qualcosa di positivo c’è a livello di gestione dell’Ente.

Va anche fatto notare l’aspetto del volume di iscritti rispetto alla città di appartenenza. Nel senso che, molte Università di grandi città potrebbe beneficiare di un bacino potenziale di potenziali iscritti maggiore. Mentre Università di centri più piccoli potrebbero essere penalizzate in questo senso. Anche se va detto che all’aumentare della grandezza della città o della mediaticità dell’Università aumenta anche la competizione nella città stessa. Quindi, ci sono più competitor diretti e indiretti nelle grandi città a fronte di un più alto numero di potenziali iscritti e di popolazione locale e di un vantaggio competitivo geografico e mediatico nonché costi della vita Universitaria più alta per fuori sede. Ma è anche vero che Città più piccole possono venire scelte per motivi di living cost o facilità di raggiungimento. Ci sono poi differenze a livello di corsi di studio. C’è quindi un sistema di pesi e contrappesi.

A prescindere da questi discorsi, queste sono, se volete, le Università che generano maggiore fiducia fra gli stakeholder e quindi le persone e quindi quelle che fanno registrare ogni anno un aumento degli iscritti rispetto all’anno precedente nel triennio. Quindi una serie progressiva di aumento di iscritti nel triennio.

In ogni caso, addentriamoci..in questa analisi e vediamo cosa scopriamo:

La classifica dice che le Università che guadagnano più iscritti e quindi dove le persone si iscrivono sempre più nell’ultimo triennio e quindi in maniera progressiva sono:

In 1° posizione, si piazza l’Università di Roma Tre che fa registrare dal 2021 al 2024 un forte e costante aumento degli Iscritti annui passando da 5.673 (2021/2022) a 6.088 del (2022/2023) fino a 6.839 (2023/2024), ovvero guadagnando ben +1166 iscritti.

Quindi, siamo nel contesto della Capitale, altamente competitivo sul piano Universitario. Ci sono tantissime Università sia statali, che non-statali che telematiche e quindi tanta lotta per accaparrarsi gli studenti. Università di Roma Tre che ha da poco cambiato Rettore e DG. E che ha abilitato una nuova laurea in Farmacia e aperto sedi anche ad Ostia nonché il nuovo Rettorato in Via Ostiense e che ha trionfato come miglior Incubatore di Startup — DOCK3 Startup LAB a livello europeo e che risulta essere sempre più presente su tutta la città di Roma con i suoi complessi. Con 6.839 iscritti annui lascia alle spalle sempre più l’Università di Tor Vergata che sconta una posizione geografica che la penalizza, diventando ufficialmente la 2° Università di Roma per numero di iscritti a livello annuale dietro alla Sapienza e volando verso i 7.000 iscritti annui. Un grosso traguardo. Quindi, dopo la Sapienza, arriva Roma Tre, dopo Torvergata, etc.

In 2° posizione, si piazza, invece, l’Università Parthenope di Napoli che fa registrare dal 2021 al 2024 un forte e costante aumento degli Iscritti annui passando da 2325 (2021/2022) a 3011 (2022/2023) fino a 3310 (2023/2024), ovvero guadagnano ben +985 iscritti.

Un Università che inizia ad avere un peso e un influenza notevole sul territorio Campano raggiungendo il traguardo dei 3310 iscritti annui e che inizia a competere con le grandi. Vedremo se crescerà ancora e se inizierà ad insidiare la Federico II e i suoi 13.000 iscritti annui.

In 3° posizione, si piazza l’Università della Calabria che fa registrare dal 2021 al 2024 un costante aumento degli Iscritti annui passando da 4.112 (2021/2022) a 4.316 (2022/2023) fino a 4.704 (2023/2024), ovvero guadagnano ben +592 iscritti.

Anche l’Università della Calabra, registra aumenti costanti negli ultimi 3 anni. Quindi, si difende rispetto all’idea che i Calabresi tendono a lasciare la loro terra per andare a studiare fuori a Roma, a Napoli o in Toscana o in Piemonte.

Qua qualcuno potrebbe dire: bisognerebbe comprendere le ragioni di queste scelte? Perché questo accade?

Vero, sono d’accordo con voi. Ma come voi ben sapete è difficile scoprirle. Di certo, nel post covid è diventato più difficile viaggiare e quindi lasciare la propria città. Ma questo vale per tutti i luoghi essendo ormai la scelta universitaria aperta a tutto il mondo. Quindi, mettere tutti i fattori possibili nel basket delle potenziali ragioni può aver senso e può anche non avercelo. Anche perché ci sono risultati positivi sia al nord che al centro che al sud nonché negativi. Di conseguenza, ritengo che sia più un passaparola positivo ad aver inciso che altro. E quindi una reputazione positiva.

Subito dopo, le prime 3 arrivano:

4 – Università degli Studi di PALERMO +538 (da 8181 (2021) a 8719 (2024))

5 – Università degli Studi di SALERNO +529 (da 5.683 (2021) a 5.272 (2024))

6 – Università di PAVIA +501 (da 5.272 (2021)) a 5801 (2024))

7 – Università di Cassino +497 (da 923 (2021)) a 1420 (2024))

8 – Università del SALENTO +461 (da 3804 (2021)) a 4265 (2024))

9 – Università di UDINE +334 da 2.989 (2021)) a 2655 (2024))

10 – Università di Macerata MARCHE = +149 (da 2745 (2021)) a 2596 (2024))

11 – Università della TUSCIA +171 da 1.167 (2021)) a 1.338 (2024))

12 – Università di Brescia +75 da 3202 (2021), 3273(2022) a 3277 (2024)

13 – Università di PERUGIA +47 da 5.807 (2021)) a 5854 (2024))

Mancano le big, se notate. Perché mancano le big?…perché le big vivono di alti e bassi. Alcune sono stabili nei numeri anche se la crescita non è costante. Altre stanno esperenziando crisi perdendo ogni anno iscritti registrando una perdita di fiducia a causa di una brutta reputazione rispetto al modo di operare e di gestire l’Università o per via di crisi territoriali. E si potrebbe fare anche un analisi di quelle che registrano perdita costante di iscritti nel triennio. Anche quella perdita o calo di iscritti costante rappresenterebbe più una questione di Reputazione che altro.

In ogni caso, tra le non-statali, a registrare una crescita costante di iscritti nel triennio dal 2021 al 2024, ci sono sia la LUMSA che la LUISS: la LUMSA con iscritti 1422 nel 2024 da 686 del 2021. LUISS iscritti 2417 nel 2024 da 1714 del 2021.

La LUMSA, quindi, si piazza in prima posiziona con 736 iscritti guadagnati in 3 anni consecutivamente e inizia ufficialmente a tallonare e a competere fortemente con la LUISS che rimane anch’essa in crescita con più o meno 700 iscritti. Qui la partita si fa interessante. Entrambe crescono di più o meno 700 studenti nel triennio. Ma chiaramente la LUMSA inizia a pensare più in grande.

Per la Luiss, un risultato dettato dagli sforzi di comunicazione degli ultimi anni. Probabilmente. La LUMSA è sicuramente meno mediatica e meno conosciuta della LUISS. Per questo ritengo che il risultato di quest’ultima sia estremamente positivo e da tenere sott’occhio nei prossimi anni.

Questi dati e analisi possono aiutare chi deve prendere la scelta di iscriversi all’Università e non sa dove iscriversi perché non riesce a capire se l’Università dove si sta iscrivendo è valida oppure no. Questo momento di indecisione è dipeso dal fatto che l’esperienza dell’Università è un esperienza soggettiva e non si riesce a capire se sarà positiva oppure no nell’esperienza anticipata. In tal senso, anche confrontandomi con un Direttore di Università, mi è stato fatto notare che nella scelta dell’Università si va a vedere l’obiettivo raggiunto da familiari e parenti o amici come metro di valutazione. Quindi, una observation-based analysis o fact-based analysis. Esempio: mio cugino s’è laureato in giurisprudenza o lettere ma non trova nulla oppure viene sfruttato o sottopagato. Altro esempio: mio fratello ha studiato in quella università, gli hanno trovato lo stage e ora lavora in questa azienda / ente.

Suggerisco a chi si trova in una situazione tale.. di non prendere decisioni sulla base dei ranking fatti da associazioni private e che indicano quali sono le Università migliori..al mondo e in Italia..tipo QS o THE o CENSIS. Vi posso dire che non sono indagini né autorevoli né affidabili, a mio avviso. La voglia di fare classifiche del più bravo e meno bravo è molto forte ma nel caso delle Università non è facile a farsi. Anzi, sono molto fuorvianti e danneggiano l’immagine di molte Università che invece fanno bene il loro lavoro e ricevono la preferenza delle persone. Ed essendo ranking privati qualcuno potrebbe divertirsi a farci credere che alcuni Università — Business School siano top o scarse nel mondo. In realtà, non è così..

Per via della cosiddetta Asimmetria Informativa che si genera in quello che è il processo decisionale relativo alla iscrizione ad una Università piuttosto che ad un altra, questi ranking che trovano forte spazio mediatico, influenzano o possono influenzare le scelte anche se non dicono effettivamente la realtà e la verità, perché non basati su dati certi, favorendo alcune Università e danneggiando altre Università. La voglia di fare classifiche è molte forte. Ma se i dati non son certi..in questi ambiti, non ci siamo proprio. Si prende solo in giro.

Questo vale anche per il contesto nazionale. In più, non si possono confrontare Università Pubbliche con Università Private…per il gusto di dire HARVARD è la n1 al mondo..mentre l’Università di Bologna è la 133°. CHE RANKING E?..Una è un università privata americana, costosissima e che si regge su fundraising privati notevoli, l’altra è un Università Pubblica Italiana che si regge su contributi pubblici e tasse iscritti molto basse. Non è una comparazione. La parità di condizioni è alla base delle comparazioni serie. CETERIS PARIBUS. Già su questo si può chiudere il discorso.

Vi ho dimostrato che Università che nei ranking non performano bene e quindi non tendono ad essere nelle posizioni più alte comunque ricevono la preferenza delle persone.

Certo, poi, è chiaro che c’è una sproporzione devastante tra le Università Americane e le altre. Quindi, quando qualcuno, a livello di alta formazione ci dice l’MBA dell’Università XXX Italiana è 5° al mondo …o nelle prime 10 ..sappiate che è impossibile perché gli standard dei SERVIZI offerti sono di gran lunga inferiori rispetto ai paesi più avanzati su tantissimi livelli e il CONTESTO CULTURALE, SOCIALE ed ECONOMICO più o meno avanzato è quello che che incide. In più, sempre difficile confrontare mondi e contesti geografici diversi. Questo vale anche per il contesto nazionale italiano dell’Alta Formazione.

In generale, oggi, sempre più le Università competono sul PLACEMENT o prospettive di carriera e meno sul Contenuto della Ricerca / l’offerta formativa che ormai si assomiglia in tutto il mondo seguendo sempre e comunque quello che viene proposto negli Stati Uniti come punto di partenza.

Il placement sta diventando l’elemento cruciale per chi sceglie un Università. Da questo dipende il passaparola negativo o positivo. Le più o meno certe opportunità di placement o di successo professionale collegate all’esperienza universitaria. Ed è chiaro che per un Università inserita in un contesto sociale ed economico sviluppato o che interagisce o sa interagire a livello relazionale con le imprese e il mondo esterno risulta molto più facile trovare o anche individuare opportunità per i propri studenti di un Università che si trova in un area a cosiddetto FALLIMENTO DI MERCATO e quindi più appealing o anche banalmente meno organizzata.

Altro esempio: le Università della Lombardia risultano avere dei tassi di Placement vicini al 100%. Mentre già da Bologna in più le cose cambiano. E significativamente.

Certo è che se le opportunità sono localizzate in determinate aree geografiche il ragionamento inizia ad essere faccio l’Università qui a Reggio Calabria. Tanto poi lo stage e le opportunità di lavoro le trovo lì. Nel senso prendo la laurea qui e poi tanto trovo le opportunità altrove o all’estero. In più, con l’arrivo delle telematiche si abbattono costi da fuori sede e da pendolare.

Concludo questo punto dicendo che: le Università, se vogliono competere ed essere competitive, dovrebbero essere sempre più vicine al mondo delle imprese e organizzazioni a livello relazionale e interagire con un vasto numero di stakeholder con uffici appositi e avendo cosiddette politiche di coinvolgimento di alumni. E quindi in maniera strutturata. Molte università da Bologna in giù non sono abituate all’idea di comunità e quindi di relazioni. Il punto è che tutte le Università più blasonate giocano proprio su quello. Sul non è importante cosa fai ma chi conosci.. Detta così, è molto brutta. Nel senso, potrebbe significare: puoi anche non studiare tanto qui da noi in Università l’importante è avere le relazioni giuste. Quindi, servirebbe una policy per tutte le università che non performano bene sul placement di strutturare meglio questi uffici con risorse e commitment per potersi livellare alle più blasonate.

Quelli di QS dicevano che più comunichi esternamente più sali nel ranking come fa per esempio l’Università xxx. Rispondiamo ai signori che un Università deve lavorare sull’esperienza dello studente a 360 gradi. Quello è il marketing e la comunicazione più potente ed efficace. Perché se l’esperienza è negativa, il passaparola e quindi la reputazione sarà per conseguenza pessima. E quella reputazione pessima sarà la comunicazione e il marketing più influente. E questo vale anche nel senso opposto.

Se un ranking viene influenzato dagli sforzi di comunicazione, bè di certo non va a valutare la qualità dell’Università e del servizio formativo e quindi dell’esperienza vera dello studente.

Nel prendere decisioni rispetto all’iscrizione ad un Università, le persone prendono le decisioni sulla base di un passaparola positivo o negativo rispetto all’esperienza fatta-vera da amici, conoscenti o opinioni di terzi. Questo determina oggi la reputazione di un Università e la fiducia verso una determinata Università piuttosto che un altra. A prescindere, in altre parole, dalla voglia di far fare comunicazione alle Università…..e quindi dagli investimenti in comunicazione.

Oggi, Le persone sono influenzate da quello che dicono le altre persone offline e online sull’esperienza universitaria in primis a 360%.

L’esperienza è conoscenza..diceva qualcuno. Quindi, lavorare sull’esperienza! Se l’esperienza è buona vai su. Se l’esperienza è cattiva, vai giù.

Certo, poi, per molte Università è importante darsi un pò alla comunicazione contemporaneamente a quello che fanno perché comunque è un esercizio che non fa mai male.

Tornando alla classifica fatta, bé questa classifica da me stilata è stata creata sulla base di dati certi, inconfutabili. Gli iscritti all’anno accademico. Molti ranking, sia italiani che internazionali, non sono basati su dati certi ma su opinioni o valutazioni di gente le cui competenze sono tutte da valutare.

Nei prossimi post vi segnalerò l’andamento delle Telematiche, in generale, perché se ne fa’ un gran parlare!

Dr. Davide Scialpi

Direttore Osservatorio Economia