[ANALISI] LE UNIVERSITÀ TELEMATICHE FANNO BOOM. LE UNIVERSITÀ PRIVATE TRADIZIONALI VERSO IL CROLLO.

14
Mag

[Analisi] Le Università telematiche fanno BOOM. Le Università private tradizionali verso il crollo.

Cari amici, in questo post analizzeremo il boom delle Università Telematiche, ovvero delle Università Non-Statali Digitali.

Nel precedente post, ci siamo soffermati sul successo di quelle Università che da 3 anni consecutivi a questa parte registrano un impennata di iscritti. E abbiamo detto: Università di Roma Tre tra le pubbliche e Lumsa, fra le private.

In questa analisi, ci soffermiamo sul successo delle Università Telematiche che sono esplose in seguito al covid e alla pandemia che ha limitato i classici trasferimenti e migrazioni nelle grandi città per studiare in taluna o tal’atra Università Pubblica o Privata cambiando sostanzialmente le regole del gioco.

Infatti, a pagarne le spese sono molte grandi Università del Nord e in particolare quelle di Milano. Infatti, queste registrano quasi tutte una flessione consecutiva in termini di iscrizioni negli ultimi 3 anni. Una vera e propria crisi. Un crollo verticale. (Lo vedremo nel prossimo post. Qui un anticipazione).

( Nell’infografica qui sopra sono riportati i dati del MIUR rispetto agli iscritti delle singole Università e vi abbiamo evidenziato come negli ultimi 3 anni, 2021, 2022, 2023, sia Politecnico di Milano che Università Bicocca perdono anno dopo anno iscritti. Un trend a ribasso devastante che probabilmente nel giro di 10 anni le porterà alla chiusura. Sulle ragioni del crollo parleremo più approfonditamente nelle prossime analisi)

Quali però le motivazioni che portano le persone oggi a scegliere una Telematica piuttosto che un Università Pubblica e Privata:

  • Flessibilità: Le università telematiche offrono programmi di studio flessibili che consentono agli studenti di seguire corsi da remoto, senza dover rispettare orari fissi. Questa flessibilità è particolarmente attraente per coloro che lavorano a tempo pieno o hanno altri impegni che rendono difficile frequentare le lezioni in presenza.
  • Accessibilità: Le università telematiche consentono agli studenti di accedere all’istruzione superiore senza dover trasferirsi o spostarsi in un’altra città o paese. Questo è particolarmente vantaggioso per coloro che vivono in aree remote o non hanno accesso a istituti tradizionali.
  • Variegata offerta formativa: Le università telematiche spesso offrono una vasta gamma di programmi di studio in diversi campi disciplinari, consentendo agli studenti di scegliere corsi che si adattano meglio ai loro interessi e obiettivi di carriera.
  • Tecnologia avanzata: Grazie ai progressi nella tecnologia dell’educazione a distanza, le università telematiche sono in grado di offrire esperienze di apprendimento di alta qualità, con risorse interattive, piattaforme di e-learning avanzate e supporto online dedicato.

  • Costi più bassi: In molti casi, i costi associati allo studio presso un’università telematica possono essere inferiori rispetto a quelli di un’università tradizionale, poiché gli studenti possono risparmiare su spese come alloggio e trasporti.

In altre parole, le università telematiche offrono un’alternativa conveniente e accessibile all’istruzione superiore, attrattiva per una vasta gamma di studenti che cercano flessibilità, accesso e qualità nell’apprendimento a distanza.

Il rapporto docenti-studenti è, nelle telematiche, enormemente più alto che nelle università tradizionali.

In più, permettono ai lavoratori di poter comunque provare a conseguire il titolo.

Per via del COVID e quindi della Pandemia, le telematiche o università cosiddette digitali hanno fatto il pieno. Si stima un 410% di immatricolazioni in più. Quindi, un acquisizione di potere comparata quindi ad una perdita di potere che è evidente cade lato Università Tradizionali e Non-Statali.

Il mondo universitario tradizionale (sia pubblico che non-statale) non le vede di buon occhio perché banalmente sottraggono grandi quote di iscritti. Una minaccia non da poco. Ma il modo con cui il mondo universitario tradizionale (sia pubblico che non-statale) si sta rapportando a quello delle telematiche è molto tossico. E ci fa capire tante cose.

Nel senso che non sembra andare nella direzione corretta. E il punto è semplice: Se il progresso dice telematiche, si va per le telematiche. Ma a molti non piacciono. E voi vi starete chiedendo, a chi?..

  • A quelle Università di Milano che risentono del calo di iscritti sia statali che non-statali.

La cosa diventa più sentita per quelle private. Quindi, a non amare le telematiche che comunque sono non-statali sono proprio le Università Commerciali o Non-Statali perché costano meno e non portano le persone dove vogliono loro.

Ma le non-statali non possono lamentarsi perché proprio a capo di alcune Telematiche ci sono proprio dei dirigenti che hanno conseguito la laurea nelle loro Università. Quindi, siamo al teatro dell’assurdo.

Nel prossimo post analizzeremo quali sono le Università Tradizionali e Non-Statali in crisi di iscritti. Nel precedente post abbiamo individuato quelle tradizionali e non-statali in salute nell’ultimo triennio.

Anyway, tornando alle Telematiche, ad oggi un 13% dei laureati arriva dalle Telematiche!

Telematiche ufficiali che sono 11 e a queste si aggiungono altre Università digitali ideate sul territorio italiano ma con accreditamento non presso il MIUR ma a Malta.

  • Università telematica degli studi “IUL”
  • Università telematica “e-Campus”
  • Università telematica “Giustino Fortunato”
  • Università telematica “Guglielmo Marconi”
  • Università telematica internazionale “Uninettuno”
  • Università telematica “Leonardo da Vinci”
  • Università telematica “Niccolò Cusano”
  • Università telematica “Pegaso”
  • Università telematica “San Raffaele”
  • Università telematica “UNITELMA Sapienza”
  • Università telematica “Universitas Mercatorum”

Pegaso, Nicolò Cusano e Uninettuno sono quelle con il più alto numero di iscritti.

Quindi la competizione nel campo inizia ad essere sempre più forte. Anche se le telematiche sono pochissime. E non tante come erroneamente e volontariamente dice la Iannantuoni.

E quando parlo di competizione parlo di competizione fra statali, non statali e telematiche che devono anche competere con l’incidere delle più grandi università internazionali blasonate di altri paesi.

Per via del basso tasso di natalità che inizia ad affacciarsi nei numeri degli iscritti, le Università competono per un numero sempre più esiguo di potenziali iscritti. Di conseguenza, alcune, tra le tradizionali private e pubbliche, vedono in lontananza, all’orizzonte, la fine del loro percorso.

Molte Università, soprattutto quelle delle grandi città del Nord e in particolare di Milano, sono in crisi di iscritti per tante ragioni: costo della vita troppo alta, diminuzione del numero dei potenziali iscritti, riduzione delle possibilità di lavoro di qualità per via di un cambiamento del tessuto economico industriale, la globalizzazione che rapisce potenziali iscritti, etc.

Tra le tante ragioni, ci sono anche le Università Telematiche, sempre più opzionate dalle persone per riuscire a conciliare vita lavorativa e il conseguimento di una laurea nonché anche esigenze di portafoglio e della mancanza di volontà a diventare fuori sede o pendolare sfruttando la possibilità di seguire tutto via web.

Capite bene che con le telematiche le persone raggiungono non solo economie di scopo ma anche di scala in tanto in quanto a fronte di investimenti esigui e non corposi come quelli che richiederebbe trasferirsi a Milano e magari iscriversi ad una Università Milanese (I.e: Se uno si iscrive alla Bocconi paga rette da 14.000 euro l’anno per 5 anni + affitti da 1000 euro al mese per 5 anni + costo di vita di 1000 euro al mese per 5 anni) riescono a risparmiare un sacco di soldi ed a conseguire comunque la laurea che chiaramente non si differenzia da quella di tali Università.

Questo non piace ad alcune Università, soprattutto a quelle delle grandi Città che da sempre per il loro sviluppo economico puntano tutto sulle Università sia statali che non-statali.

Da qui, delle uscite molto naive e surreali e anche un pò pretestuose e pretenziose nelle ultime ore da parte del CRUI con la Bocconiana e Bicocchiana IANNANTUONI che invece di occuparsi di come le Università tradizionali e non statali vengon gestite e quindi di malagestio e malaffare diffuso che queste sono diventate pensa alle telematiche che non fanno altro che aiutare le persone a laurearsi ma che danno chiaramente fastidio alle Università Tradizionali Private e Pubbliche perché rubano a queste iscritti, ogni anno vieppiù. In modo più forte alle Università Tradizionali Private.

Iannantuoni, laureata in Bocconi, che in questo caso, rispetto alla sua uscita contro le Telematiche, è in conflitto di interessi perché è RETTRICE dell’UNIVERSITA’ BICOCCA. Università che registra crisi di iscritti. Così come il Polimi della Donatella Sciuto con MBA in Bocconi. In altre parole, l’uscita sembra difendere il proprio interesse personale, quello della Bicocca.

Se si agisce così, è chiaro che non si sta agendo correttamente come Presidente del CRUI.

Da Economista, ricordo alla Bocconiana Iannantuoni e ai suoi amici che l’Italia ha tassi di laureati simili a quelli della Romania. E che se c’è un modo per far sì che questo tasso salga e le telematiche rappresentano un modo per, bè che ben vengano.

Magari alla Iannantuoni questo non piace perchè forse vede un mondo dove solo pochi si laureano prendendo come ha fatto lei la laurea in #Bocconi e pagandola salatamente. Un mondo esclusivo. E quindi poco inclusivo e poco volto a ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche. Anzi, ad aumentarle.

Capite bene che se questo è l’approccio della Iannantuoni non possiamo stare molto tranquilli con questo CRUI. Non parteggia per le telematiche. Chiede più rigore perché la sua Università è in crisi di iscritti. In più, non si capisce cosa intende per rigore perché nelle non-statali e pubbliche tradizionali non è che il rigore sia cosa ben praticata. Alcuni esempi per far comprendere il tutto: Se la Rettrice del POLITECNICO DI MILANO oltre a fare la rettrice è presente in altri consigli di amministrazione di aziende che comprano anche i servizi del Polimi, questo è conflitto di interessi e il rigore non c’è. Questo è MALAFFARE e MALA-GESTIO. E questo è successo anche per il Signor Bergamasco Ferruccio RESTA, che mentre era Rettore era nel contempo nel cda di Leonardo, in conflitto di interessi rispetto all’acquisto di servizi di visibilità e ricerca e fundraising del Politecnico di Milano.

E quindi, si fa un pò fatica ad ascoltarla sul piano del Rigore…vista la gestione a cui assistiamo quotidianamente nel mondo universitario.

E poi in Bocconi c’è Rigore?….Siam sicuri?…

Se si dice NO alle TELEMATICHE bisogna dire NO anche a DONATELLA SCIUTO e a FERRUCCIO RESTA e ai loro conflitti di interessi presenti e passati.

La verità è che molte Università Milanesi come Politecnico di Milano con a capo Donatella Sciuto, con MBA in Bocconi, Bicocca, Iulm, Bocconi ..sono in forte crisi di iscritti. Molto forte la crisi di iscritti del Politecnico di Milano. Da oltre 3 anni registra una riduzione di iscritti.

Chiede, quindi, una Stretta.

A questa uscita, noi si risponde con una risata visto che personalmente ritengo che una Rettrice di una Università come la Bicocca non può esprimere opinioni perché in conflitto di interessi rispetto al caso nonché che in Bocconi non vi sia tutto sto rigore . Quindi, della serie: DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA! MA QUALE RIGORE!!..MA QUALE STRETTA! NON MI SEMBRE MOLTO ETICO COME APPROCCIO!

E allora perché lo fa?…

Probabilmente, qualcuno da qualche Università Privata o anche come azione congiunta di Università Pubbliche e Private (per lo più, Milanesi), terrorizzato dal boom delle Telematiche che sottraggono iscritti, ha ordinato alla IANNANTUONI di intervenire perché vede minacciato il proprio orticello o business. Sarà così?…Chi lo sa!

Una cosa è certa. Le telematiche sono qui per stare.

Se chiede una Stretta sulle Telematiche, chiederemo per esempio una Stretta anche noi sull’operato del Polimi e sulle tante cose che fanno e che danneggiano mercati, imprese e sistema Universitario chiedendone la RE-GO-LA-MEN-TA-ZIO-NE.

Questi che vi ho fatto sono solo alcuni esempi di mancanza di rigore e magari nei prossimi post analizzeremo tutto ciò in profondità.

In altre parole, questa è la competizione ..cara la mia Bocconiana e Bicocchiana IANNANTUONI. E a LEI che arriva dalla Bocconi a cui piace tanto parlare di competizione per darsi delle arie in pubblico. Così come piace tanto a Mario Monti..o a Mario Draghi. Come mai ora non vi piace più?…

E allora, un pò di competizione non vi fa male perché vi aiuterà a lavorare un pò di più e a gestire meglio le cose. Speriamo siate in grado di farlo. Me lo auguro per voi.

Anzi, io rilancio: serve una liberalizzazione delle telematiche e non una stretta o più rigore come sostiene la Iannantuoni. L’uscita, tra l’altro della Iannantuoni è un pò naive perché non specifica i motivi di questa stretta.

A me sembra che qualcuno abbia detto alla IANNANTUONI questo: “Dì CHE LE TELEMATICHE NON VANNO BENE..CHE NON SI ISCRIVE PIU’ NESSUNO DA NOI!”

Di conseguenza, ci chiediamo chi sia lei e sulla base di quale analisi e di quale esperienza nel mondo universitario telematico lei arriva a queste conclusioni e poi chi stabilisce gli standard o il rigore? E in più se è in conflitto di interessi quello che dice non ha alcuna credibilità.

Sì alle TELEMATICHE, sì alle TELEMATICHE! E lo dice uno che ha studiato nelle Università Pubbliche!

La mia previsione è che le Università Tradizionali sia private che pubbliche andranno verso il crollo di iscritti. E le telematiche sono il presente e il futuro dell’Università, che piaccia o meno in Bovisa o in Piazza Sraffa o in Bicocca.

Le Telematiche tenderanno a sottrarre quote di iscritti principalmente alle Università Private o Non-Statali.

Pensate a chi vede dall’esterno questa situazione surreale. Cosa volete che pensi della Iannantuoni?..che usa il CRUI per motivi personali e privatistici essendo in conflitto di interessi con la Bicocca!

Ed è’ questo secondo voi un messaggio che ci fa capire che l’Università Italiana è in buone mani?.. a me sembra proprio di no.

Non so voi ma io chiederei addirittura le dimissioni dal CRUI e da Rettrice della Bicocca.

La “IANNANTUONI e co.!” è contro le Università Telematiche perché tolgono a lei lavoro e ad altri?..

Che dire, complimenti per l’etica professionale ma rilanciamo con un: se ne faccia una ragione! E’ il libero mercato, bellezza!..Lo stesso libero mercato che piace tanto in Bocconi!

Capite bene che stante così le cose e se questo è l’esempio che ci arriva dall’alto anche quello che viene proposto agli studenti a livello formativo su come operare nel mondo della gestione pubblica di un organizzazione pubblica o privata che sia …si rimane trasecolati e non fa bene alle Università menzionate e quindi alla loro immagine ma anche al Sistema Universitario.

Dr. Davide Scialpi, Direttore dell’Osservatorio Economia