Per il Financial Times, DOCK3, l'Incubatore di Startup dell'Università di Roma Tre, è il migliore Incubatore Universitario Italiano in Europa

23
Mar

Per il Financial Times, DOCK3, l’Incubatore di Startup dell’Università di Roma Tre, è il migliore Incubatore Universitario Italiano in Europa

Nel dinamico panorama dell’innovazione e dello sviluppo economico, il mondo delle startup si distingue come un crocevia cruciale in cui le idee audaci si trasformano in realtà tangibili, business ed imprese.

Le startup non sono solo imprese emergenti, ma veri e propri laboratori di innovazione, capaci di sfidare lo status quo e di plasmare il futuro dei settori più disparati.

È innegabile che il mondo delle startup rappresenti il motore dell’innovazione e della competività in un’economia sempre più globalizzata. Le nuove idee, i modelli di business disruptive e le soluzioni tecnologiche avanzate non solo stimolano la crescita economica, ma contribuiscono anche a risolvere sfide e problemi sociali e ambientali cruciali.

In questo contesto, gli incubatori o hub o acceleratori, svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere e accelerare il percorso di crescita delle startup, fornendo risorse, supporto, formazione e opportunità di networking.

A tal proposito, qualche giorno fa, il Financial Times ha pubblicato i ranking relativi ai migliori Hub ( o se volete Incubatori o Acceleratori ) per Startup a livello Europeo: Europe’s Leading Start-up hubs 2024.

A vincere questo ranking è stato UnternehmerTUM di Monaco di Baviera in Germania, ovvero della Università Tecnica di Monaco di Baviera – sia Universitario che non-Universitario, seguito da Hexa in Belgio e SETsquared nel Regno unito ( un incubatore unione di 5 Università Inglesi: Bath, Bristol, Cardiff, Exeter, Southampton e Surrey.).

Vi riportiamo qui le prime posizioni.

Il Ranking creato dal Financial Times è stato realizzato con il contributo di Statista e Sifted per le analisi e nato con lo scopo di identificare i migliori hub europei per l’accelerazione e l’incubazione di startup.

Questi ranking non solo mettono in luce i protagonisti del mondo dell’innovazione, ma offrono uno sguardo privilegiato sulle eccellenze che animano il tessuto imprenditoriale europeo.

Come possiamo vedere, solo guardando alle prime 6 posizioni, c’è un forte predominio del Regno Unito che è chiaramente ad un livello superiore dal punto di vista del contesto, dei capitali, della propensione a fare impresa e della mentalità imprenditoriale e quindi del mondo venture capital / angels rispetto ad altri paesi. Difficile, quindi, da soverchiare in Europa e che può competere senza problemi anche con USA, CHINA e GIAPPONE.

Eppure, il risultato della TUM come primo incubatore non ci sorprende perché proprio noi del Team dell’Osservatorio Economico collaborando con il n1 dei Professori della Harvard Business School, che ha lanciato i più grandi Unicorni al mondo, già dal 2021 abbiamo scoperto, proprio a detta del Prof, che questo incubatore era uno dei migliori in Europa. E così è stato!

Ora, guardando bene a questo ranking dal punto di vista dei criteri utilizzati per comporlo e produrlo, si ben comprende che sono stati messi nello stesso basket Incubatori Non Universitari e Incubatori Universitari e che sono stati presi in considerazione efficacia del Networking, Mentoring e la Valutazione degli Alumni, ovvero di chi ha esperenziato da startupper l’hub e i suoi servizi / supporto. Quest’ultimo parametro legato alla valutazione degli hub da parte degli Alumni (il giudizio dato da parte dei destinatari dei programmi di accelerazione e incubazione a cui hanno partecipato) sembra aver pesato molto sul voto finale.

Quindi, sorprendente è il risultato dell’Incubatore della TUM perché è riuscito a battere anche Incubatori Non Universitari. Che, volendo e secondo il nostro avviso, potrebbero essere strutturati e sviluppati in maniera più facile, spregiudicata, veloce, agile e potente attraverso risorse umane skillate, esperenziate, networking e capitali ingenti.

In tal senso, va detto che e’ decisamente più complicato sviluppare e gestire un Incubatore Universitario per tante ragioni. Anzitutto, ci può e ci deve essere un approccio più responsabile ed etico e ci si deve attenere anche a quelli che sono gli obiettivi e i valori Universitari. Di certo, non si può proporre imprenditoria tout court o giusto per.

Anche se essere un Incubatore Universitario potrebbe rappresentare un vantaggio per certi aspetti in tanto in quanto facendo leva su menti fresche, ricerca e community potrebbe essere più facile creare startup estremamente innovative dal forte capital intellettuale che portano a soluzioni disruptive che possono rivoluzionare settori e industry. A mancare però potrebbe mancare l’esperienza manageriale, di marketing e imprenditoriale di chi le fonda. Il che può incidere sulla sostenibilità di lungo termine del business e sul business development e il time to market. In altre parole, potrebbe mancare un esperienza holistica in fatto di gestione d’impresa tale da portare velocemente l’idea dalla fase embrionale alla fase dell’execution e al successo sul mercato in tempi rapidi trasformando la startup in un azienda solida con un business performante e sostenibile nel tempo.

Uno dei motivi per i quali le startup falliscono è legato alla mancanza di competenze in fatto di marketing, management e imprenditoria nonché l’assenza di un esigenza vera e forte dei mercati di riferimento.

Il nostro pensiero è che tutte le startup devono essere concepite e pensate e gestite come aziende e non come progetti utilizzando le tecniche di marketing e management più sofisticate e avanzate per operare sui mercati. Solo in questo modo si potranno vedere risultati e vi sarà una gestione corretta.

Ma veniamo ad un risultato che ci riguarda da vicino, tra i primi 60 incubatori ( il ranking ne ha valutati 125) a livello europeo si piazzano 2 Incubatori Italiani: un Incubatore Non Universitario che è l’H-FARM di TREVISO che si piazza al 33esimo posto e un Incubatore Universitario, DOCK3, l’Incubatore Universitario dell’Università degli Studi di Roma Tre che si piazza al 56 esimo posto.

Come conseguenza, facciamo i complimenti all’Incubatore dell’Università di Roma Tre per questo risultato. Ora, dovrà continuare su questa strada intrapresa cercando di migliorare il ranking a livello di Mentoring, Networking e Alumni Evaluation aumentando gli sforzi in queste direzioni sempre focalizzandosi sulla qualità e l’experience!

DOCK3, quindi, viene automaticamente incoronato come l’Incubatore Universitario Italiano numero 1 su scala Europea. Un bel risultato che porta a prefissarsi nuovi traguardi, sempre più avvincenti e sfidanti. Qui il sito dell’Incubatore: https://www.dock3.it/

Oltre alla positiva valutazione da parte dei destinatari dei programmi, tra gli indicatori che hanno decretato il successo di UnternehmerTUM c’è anche il Networking! Del resto, la Baviera è la Baviera. Il tempio dell’Ingegneria e delle Industrie! Difficile da battere!

Ma il Networking non è una roba confinata oggi ad un territorio specifico geografico. Non è quindi impossibile lavorare su quel livello e migliorarsi ancora! Della serie: Roma non è la Baviera. Ma ricordiamo, guardando chi ha trionfato, che la Baviera non è l’Inghilterra. Di conseguenza, ce l’ha fatta ugualmente e, quindi, tutto è possibile!

Serve, quindi, focus oltreché sull’improvement dell’esperienza dell’HUB in generale per i destinatari del programma di incubazione e accelerazione anche sul networking e il mentoring.

Team Osservatorio Economia

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