Decaro in bilico in Puglia. La corsa si complica, spunta l’opzione della Segreteria Nazionale nel PD

5
Ago

[Regionali] Decaro in forse per la Puglia. La corsa rallenta. Ipotesi Leadership Nazionale nel PD

Cari amici, bentornati a queste latitudini digitali dal vostro Davide Scialpi.

In queste ore si stanno decidendo i candidati alle Regionali in diverse regioni italiane chiamate al voto il prossimo autunno e inverno. Oltre alle già note Campania, Marche, Toscana, Veneto e Valle d’Aosta, si è aggiunta ufficialmente anche la Calabria. Ma tra tutte, una delle partite più delicate resta quella della Regione Puglia, dove il centrosinistra è ancora lontano da una scelta chiara e condivisa.

Antonio Decaro, ex sindaco di Bari E Parlamentare Europeo per il PD, sembrava fino a poche settimane fa il nome naturale per raccogliere il testimone di Michele Emiliano. Anche in forza del suo risultato alle Europee in termini di voti presi. Ma qualcosa si è rotto. E oggi la sua candidatura è fortemente in bilico.

Come raccontato in un precedente articolo che ha fatto il giro del web, la posizione di Decaro si è indebolita anche a causa del terremoto giudiziario che ha colpito Milano. L’inchiesta della Procura, che coinvolgeva 74 indagati e riguarda presunti episodi di corruzione, turbativa d’asta e affidamenti sospetti a “archistar” e professionisti legati alla giunta Sala PD, avevano scatenato un effetto domino che ha sconvolto il mondo delle amministrazioni locali, aprendo interrogativi anche sulla tenuta del Partito suscitando nella base parecchia perplessità.

Nel frattempo, sullo sfondo, l’inchiesta ha prodotto gli arresti di molti degli indagati, legati alla giunta Sala e all’universo Boeri. Il che sta rappresentando, a ben vedere, una vera mannaia per il mondo di Antonio Decaro, da sempre vicino alle cosiddette archistar, oggi viste come poco etiche e da cui prendere nettamente le distanze. I pugliesi, infatti, temono che una volta tolte da Milano le archistar si propongano a Bari in nuove forme e modalità. (Boeri nonostante la tempesta mediatica s’è ripresentato in maniera arrogante a Viareggio ricevendo non pochi insulti).

La strada, quindi, verso la presidenza della Regione Puglia, che fino a pochi mesi fa sembrava tracciata per Antonio Decaro, oggi appare sempre più accidentata. L’ex sindaco di Bari, figura di punta del centrosinistra pugliese e nome circolato a lungo come erede naturale di Michele Emiliano, si trova ora in una posizione di stallo, tra resistenze interne pugliesi, contesto nazionale avverso e emersione del M5S che ha preso l’occasione e attaccato il PD per recuperare consenso.

In altre parole, il futuro politico di breve periodo di Decaro è tutt’altro che scontato.

A complicare il quadro c’è la difficoltà crescente della segretaria Elly Schlein, sempre più in affanno sul piano dei consensi e della leadership. Il “nuovo corso” del PD, annunciato a gran voce solo un anno fa, sembra già in fase calante: la linea identitaria non ha portato i risultati sperati, il PD per via dello scandalo milanese è sceso intorno al 21%.

In questo clima, il “campo largo” appare più come un campo minato. Il M5S, come detto, è riemerso proprio grazie agli scandali di Milano recuperando scena e consenso con le sue battaglie identitarie sulla legalità. E, per i pentastellati, correre in una coalizione dove figurano altre forze progressiste come AVS, CON di Emiliano, PD e un altra lista di Decaro vorrebbe dire suicidarsi politicamente per il semplice fatto che non avrebbe nessun appealing elettorale una volta inserito affianco ad altre 5 forze progressiste tradizionali rischiando una forte debacle in una regione dove i cinquestelle hanno ancora molto elettorato.

Per Decaro correre senza i cinquestelle potrebbe essere possibile ma anche molto rischioso. Vorrebbe dire rischiare il flop e la sconfitta ad appannaggio del centrodestra. Anche se l’esperienza di Orlando fa comprendere da un lato per il PD che integrarli in una coalizione estremamente progressista non porta a risultati. Dall’altro per i cinquestelle vorrebbe dire rischiare un super flop in una delle poche regioni dove c’è ancora consenso.

Molte resistenze sono determinate quindi da un possibile ma fisiologico abbandono in termini di supporto dei Cinquestelle. La partita per la corsa alla Regione Puglia è ancora aperta, ma per Antonio Decaro i margini di manovra si restringono. Tra giochi di potere interni, scandali che minano la credibilità del centrosinistra e una segreteria nazionale sempre più fragile, il rischio è che a vincere sia la confusione. E che a perderci sia un’intera regione, lasciata in balia dei tatticismi e dei veti incrociati.

In tutto questo, con una Schlein in fase calante, per Decaro si apre l’opportunità inattesa fino a qualche tempo fa di puntare alla Segreteria Nazionale del Partito Democratico. Cosa mai successa per un esponente politico del Sud Italia. Il PD, al momento, non ha una forte presa al Sud Italia. Quel consenso tipico della Sinistra, negli ultimi anni è stato raccolto sempre dal M5S. E questo ha limitato di molto il PD che ha puntato più a conquistare il nord italia con poco successo anche perchè i programmi sembrano essere molto deboli. Ecco che allora l’Ingegnere Barese forte della sua posizione di consenso in tutto il sud italia e il suo ruolo a Bruxelles può diventare il punto di riferimento per il PD al SUD ITALIA e puntare alla segreteria di Roma.

Da qui nascono quindi i dubbi sul reale interesse e la reale convenienza a candidare uno come Decaro che nell’Immediato può evidentemente servire per la scena nazionale dove mancano figure autorevoli e trainanti in attesa delle nazionali.

Rimane da capire chi potrà sostituirlo perché i nomi che si fanno come possibili sostituti non sono molto forti.

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia