L'operato del Governo Meloni e le sue politiche agricole, l'emergenza alluvione e carceraria, il caporalato, le istanze e il futuro dell'Emilia Romagna. Intervista all'Onorevole Stefano Vaccari (Partito Democratico)

24
Ott

Due anni di Governo Meloni, On. Vaccari (PD): “Il Governo Meloni ha scelto di favorire i potenti e affamare i deboli”.

Cari amici, benvenuti e bentornati sul canale dell’Osservatorio Economia.

Come ben saprete, con due anni di Governo Meloni alle spalle, l’Italia si trova a un punto di svolta cruciale. Le scelte politiche ed economiche adottate finora hanno generato ampi dibattiti, soprattutto in merito alla gestione della Sanità, della Produzione Industriale, Giustizia, della Cultura, del Lavoro, del welfare, dell’agricoltura e della sicurezza alimentare. In un contesto già segnato da gravi emergenze come le recenti alluvioni in Emilia Romagna, il Governo è chiamato a rispondere in modo tempestivo e concreto alle esigenze del territorio e dei cittadini.

Per approfondire queste questioni, abbiamo l’onore di intervistare l’Onorevole Stefano Vaccari, membro della Commissione Agricoltura e deputato del Partito Democratico. Con la sua lunga esperienza politica e amministrativa sia a livello locale che nazionale, l’Onorevole Vaccari ci offrirà una visione critica e approfondita delle politiche governative, analizzando in particolare l’operato in fatto di politiche agricole del Ministro Lollobrigida, le sfide legate al caporalato e alle emergenze climatiche, e le istanze del territorio modenese.

In questa intervista esclusiva, l’On.le Vaccari approfondirà le questioni legate al futuro della Regione Emilia Romagna e le prospettive per garantire un economia inclusiva e sostenibile. Un’intervista essenziale per comprendere le complessità del quadro politico attuale e le direzioni future dell’opposizione.

On. Stefano Vaccari (PD): “Il Governo Meloni ha scelto di affamare i deboli e favorire i potenti.”

Un momento di confronto imperdibile per chi vuole restare informato sulle sfide più urgenti che l’Italia deve affrontare e sulle soluzioni proposte da chi vive quotidianamente il confronto politico e istituzionale.


INTERVISTA Q&A con l’Onorevole STEFANO VACCARI, (Segretario del Partito Democratico della Provincia di Modena, attuale Membro della Commissione Agricoltura, Già Senatore della Repubblica), sull’operato del GOVERNO MELONI, le Politiche Agricole realizzate dal Ministro Lollobrigida, l’emergenza alluvione, l’emergenza carceraria, le istanze del territorio Modenese, IL FUTURO DELL’EMILIA ROMAGNA.


Davide Scialpi: Sindaco della splendida Nonantola (con la sua abbazia Millenaria), Assessore Provinciale, Senatore ed anche Dirigente d’impresa. Onorevole, Lei è una persona estremamente concreta, vicina ai problemi della gente, in grado di vedere e affrontare le cose sia da prospettive locali che nazionali. Come valuta l’operato del Governo Meloni fino a questo momento?

On.le Vaccari: Giorgia Meloni aveva una grande opportunità davanti a sé due anni fa: Con una maggioranza solida e come prima donna premier, poteva rappresentare un cambiamento da tanti atteso al di là delle ragioni di appartenenza politica. Invece, ha fatto esattamente il contrario di quanto ha proclamato fino a quando era all’opposizione. Si sa: gridare dai banchi dell’opposizione, per quanto volgare possa diventare, è facile. Governare, far tornare i conti, non poter raccontare frottole è un’altra cosa. Ha scelto di favorire i potenti e di affamare i deboli, ha scelto di fare condoni e togliere il reddito di cittadinanza che, al di la degli abusi, era l’unica fonte di sostentamento per migliaia di persone. Ha scelto di inasprire le pene per reati minori come le manifestazioni del dissenso. Mentre faceva finta di elargire bonus a destra e manca che a volte non sono mai arrivati, come ai nostri concittadini dell’Emilia Romagna. Insomma, valuto molto negativamente l’operato del Governo Meloni e continuerò insieme agli altri deputati una battaglia puntuale sulla manovra di bilancio che hanno appena proposto.

Davide Scialpi: Onorevole, come membro della Commissione Agricoltura e con la sua esperienza amministrativa e politica sia locale che nazionale, Come valuta l’operato del ministro Lollobrigida in materia di politiche agroalimentari fino a questo momento?

On.le Vaccari: E’ sotto gli occhi di tutti il fallimento della politica governativa sul comparto agricolo. Tanti annunci, tante bandierine ideologiche, rincorsa delle emergenze ma assenza di una visione sul futuro dell’agricoltura. Si chiede agli agricoltori di essere protagonisti della transizione ecologica ma poi non si danno gli strumenti per esercitare ruoli e funzioni. Hanno tentato di grattare la pancia agli imprenditori agricoli con risorse a pioggia che ora sono però terminate. Lo dimostra la legge di bilancio dove emerge il silenzio tombale dei ministri Giorgetti e Lollobrigida sul settore agroalimentare. Solo pochi giorni fa al G7 Agricoltura si raccontavano altre cose. Ora non più. E notiamo una certa difficoltà del ministro Lollobrigida nella compagine di governo. Non vorremmo, però, che a rimetterci siano gli agricoltori.

Davide Scialpi: Cosa ne pensa della proposta del Ministro della Sovranità Alimentare, Lollobrigida, di introdurre un Servizio Civile Agricolo nei Campi per i giovani a 3 euro l’ora?

On.le Vaccari: La naja civile agricola, in attesa del ripristino di quella militare come vorrebbe gran parte della destra, è l’ultima boutade del ministro Lollobrigida. Per Lollobrigida in questo modo si potrebbe porre la parola fine alla fame nel mondo, raggiungere la Sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile. A parte i richiami nostalgici dell’operazione e a parte le vere necessità, ancora eluse per il comparto agricolo, dalla lotta ai mutamenti climatici al giusto prezzo e al contrasto alle emergenze epidemiche, non si riesce a capire come per Lollobrigida, finalità così nobili si concilino con la paga di poco più di 500 euro al mese per i giovani impiegati da nuovi braccianti. 

Davide Scialpi: Alla luce delle sfide poste dal cambiamento climatico, quali strategie ritiene prioritarie per garantire la sicurezza alimentare in Italia?

On.le Vaccari: È una sfida globale quella per la sicurezza alimentare, è una sfida che parla di futuro, di salute, di cura, di equità. L’accesso al cibo e al cibo sano sono ormai temi che affrontano le nostre università, i nostri studenti, i ragazzi e le ragazze che si impegnano in agricoltura ma non solo loro. L’unico a non occuparsene sembra proprio il governo. Dovremmo infatti finanziare l’innovazione in agricoltura, trovare nuove strade, sostenere gli agricoltori che sono custodi del territorio e che quando lavorano bene producono tutela del territorio oltre che prodotti di qualità esportabili in tutto il mondo. A noi, all’Italia non si può chiedere di competere sulla quantità che spesso si associa alla scarsa qualità e allo sfruttamento del suolo ma sulla qualità abbiamo ancora da dare e insegnare al mondo intero. Peccato che il governo del Made in Italy non capisca l’importanza di questa scelta fondamentale.

Davide Scialpi: Il Caporalato continua ad essere una piaga per molti lavoratori agricoli, spesso migranti. Come valuta l’operato del Governo a riguardo? Quali riforme il PD intende promuovere per contrastare il fenomeno e tutelare meglio i diritti di questi lavoratori su scala nazionale e locale?

On.le Vaccari: Nelle campagne italiane, come ci ricorda l’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai CGIL, ci sono 230mila lavoratori senza contratto e senza diritti. Di questi,  55mila sono donne e il 30% non sono migranti extra-comunitari, ma cittadini italiani o della Ue. Un bracciante su quattro lavora in nero e la paga media di una giornata di oltre 10 ore è di 20 euro. Come intende intervenire il governo su queste palesi violazioni della legalità? Come intende concretamente applicare la legge sul caporalato? Basta ipocrisia. Il caporalato esiste perché è il braccio armato di padroni senza scrupolo alla ricerca esasperata del profitto. E le misere paghe a nero servono per tenere bassi i prezzi dei prodotti. Serve cambiare il sistema. Promuovere una maggiore capillarità dei controlli nei territori e nelle aziende anche attraverso una efficace collaborazione e interazione tra gli organismi competenti e le Forze dell’ordine coinvolte; potenziare l’operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità, quale strumento fondamentale di controllo e prevenzione del lavoro nero in agricoltura, attraverso l’istituzione e il finanziamento di apposite sezioni territoriali; rafforzare il Piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali prevedendo in particolare convenzioni per l’introduzione del servizio di trasporto gratuito, l’attivazione di presidi medico-sanitari mobili, la disponibilità di immobili demaniali o confiscati alla mafia quale presidi in caso di necessità di gestione delle esigenze e delle emergenze connesse all’accoglienza, il potenziamento delle attività di tutela e informazione ai lavoratori; l’istituzione di corsi di lingua italiana per i lavoratori stranieri. Questa la strada maestra dalla quale il governo rimane costantemente lontano. Intanto, però si continua a morire in campagna. Non bastano più le grida di dolore ma serve agire subito.

Davide Scialpi: Quali sono le istanze specifiche che ritiene più urgenti da portare a Roma o ha portato avanti per il territorio modenese e come pensa che queste istanze possano influenzare le decisioni a livello nazionale, regionale e locale?

On.le Vaccari: Ho appena pubblicato il resoconto della mia attività da parlamentare nel secondo anno di legislatura, con dati, numeri e riferimenti agli atti specifici che ho depositato su varie questioni ( trovate tutto su www.stefanovaccari.net) a partire da quelle più spinose che riguardano il futuro di imprese e lavoratori come la Maserati a Modena, la Bellco a Mirandola, la Magneti Marelli a Crevalcore, oppure per chiedere il riconoscimento per legge di un evento culturale di dimensione nazionale come il Festival della Filosofia di Modena, l’inserimento nell’elenco nazionale dei Teatri storici quelli modenesi ed emiliani, ovvero le istanze per il finanziamento delle imprese agricole del settore viticolo colpite dalla flavescenza dorata, o dalla peronospera ed altri patogeni che ne hanno compromesso la produzione. L’interlocuzione con il Governo e la maggioranza non è per nulla facile anche perché sono sempre arroccati sulla difensiva salvo poi fare loro alcune nostre proposte nei provvedimenti successivi.

Davide Scialpi: Il gioco d’azzardo, sia fisico che online, crea gravi problemi economici e sociali. Cosa è stato fatto finora per regolamentare il settore e quali misure sono necessarie per proteggere le persone più vulnerabili, sia grandi che giovani?

On.le Vaccari: Condivido profondamente la preoccupazione di don Armando Zappolini della campagna ‘Mettiamoci in gioco’ e della Consulta Nazionale Antiusura per i dati sulla diffusione del fenomeno nel nostro Paese resi noti dal sottosegretario all’Economia Federico Freni, in risposta a una nostra interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei deputati. Il governo ha infatti dato l’impressione di non aver chiara l’entità del fenomeno e il danno che esso provoca, considerando le entrate che quest’anno, purtroppo, subiranno un’impennata, come ‘una risorsa fondamentale’ per il Paese. Senza considerare appunto il costo economico, sociale e sanitario che questa crescita comporta e comporterà. Servirebbe un’inversione di rotta che questo governo non vuole fare perché ha ‘dopato’ con gli incassi del gioco il bilancio dello Stato.

Davide Scialpi: Come vede la recente decisione del governo Meloni di mettere al bando la cannabis light? Può rappresentare un favore alla criminalità organizzata? Quali potrebbero essere le conseguenze per il settore e per l’economia?

On.le Vaccari: Abbiamo chiesto al Governo di Fermarsi. Non hanno ascoltato né noi né tantomeno le associazioni di settore e le organizzazioni agricole che hanno chiesto di non introdurre il divieto di produzione e di commercializzazione della cannabis light che ha consentito di avviare una importante filiera economica con un fatturato annuo di oltre 500 milioni di euro e decine di migliaia di posti di lavoro, soprattutto giovani imprenditori. Un furore ideologico ha animato la scelta del governo. Non si può affossare un comparto produttivo di eccellenza, parte integrante del Made in Italy.
Fortunatamente proprio in questi giorni con una nuova ordinanza – che riprende quanto già stabilito mese scorso – il Tar del Lazio ha confermato la sospensione del decreto del ministero della Salute che ha inserito le composizioni orali contenenti cannabidiolo (Cbd) nella tabella delle sostanze stupefacenti. I giudici hanno accolto la richiesta di sospensione proposta da alcune società del settore e hanno confermato l’udienza del 16 dicembre prossimo per la definizione del merito di tutti i ricorsi proposti. La decisione del Tar è importante anche per la sua tempistica perché arriva durante la discussione del controverso Ddl Sicurezza già approvato alla Camera e che adesso dovrà essere esaminato dal Senato. È una follia a cui continueremo ad opporci e ci spiace che come al solito sia la magistratura e non la politica a evidenziare il buonsenso di alcune evidenze. Come quelle scientifiche a supporto della tesi per cui la canapa industriale con i suoi fiori, non solo sono privi di effetti psicotropi, ma hanno dimostrato innumerevoli benefici a partire da un’opportunità economica significativa, specialmente per le aree rurali e le piccole medie imprese agricole la canapa svolge un’ azione di fitorisanamento, una vera e propria tecnica di bonifica da inquinanti complessi e pericolosi come i metalli pesanti. Mi preme sottolineare che di questo abbiamo bisogno non della ideologia ignorante del governo.

Davide Scialpi: L’emergenza nelle Carceri è un tema cruciale. Cosa ne pensa del recente Decreto del Governo e quali misure ritiene realmente efficaci per affrontare il problema?

On.le Vaccari: Non si può non esprimere un giudizio negativo sul Decreto Carceri che evita accuratamente di affrontare sistematicamente le problematiche in atto e conosciute da tempo, a cominciare dal dramma dei suicidi che aumentano a dismisura e che hanno raggiunto il numero record di 64 dall’inizio dell’anno. Un suicidio ogni tre giorni. Di fronte a questo dramma  il decreto è solo fuffa e a nulla sono valsi gli appelli di sindacati, operatori, mondo sociale ed ecclesiastico, ed autorevolmente anche dal Presidente Sergio Mattarella e dal Presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, perché ben altre fossero le misure da adottare per riportare in una situazione di dignità le carceri italiane e per consentire ai detenuti di poter vivere il periodo della pena al fine di ritrovare quell’equilibrio precedentemente perduto e poter di nuovo riaffrontare, in maniera diversa, il corso della vita.

Davide Scialpi: Parliamo delle Elezioni in Emilia Romagna. Michele De Pascale, ex Sindaco di Ravenna, è il candidato scelto per il Campo Largo in Emilia Romagna. Cosa lo rende la scelta giusta per dare continuità al lavoro egregio di Bonaccini? Come evolverà la Regione con Lui? Su quali fronti si incardinerà la Presidenza? Quali azioni porterà avanti?

On.le Vaccari: Michele De Pascale è la persona giusta e il partito democratico dell’Emilia Romagna con questa scelta che ha condiviso con gli alleati ha dimostrato ancora una volta lo spirito tenacemente unitario e la sua serietà. Per raccogliere l’eredità di 10 anni di cambiamento della Regione che ha visto protagonista Stefano Bonaccini, al quale va un grandissimo grazie per lo straordinario lavoro svolto, ci voleva un candidato forte, autorevole e con una grande esperienza amministrativa. Michele De Pascale è persona capace e di talento, e lo ha dimostrato da giovane Sindaco di Ravenna e da Presidente dell’Upi, anche nella gestione di una emergenza devastante come l’alluvione del 2023.  Con Michele insieme agli alleati è stato definito un programma concreto, di innovazione e ambizioso frutto di una campagna di ascolto e di incontri con le realtà civiche, quelle associative e con le organizzazione sindacali e produttive della regione. C’è da guardare avanti per aprire una pagina nuova insieme, per il bene e con il contributo delle nostre comunità senza disperdere il grande patrimonio di idee e di cultura di governo che ha sempre contraddistinto la nostra Regione, ma per innovarlo e trasformarlo. Per una regione libera di sognare e capace di fare. Le idee in campo sono chiare e parlano agli emiliano romagnoli senza illuderli ma partendo dall’esperienza consolidata in anni di buon governo con la volontà di cambiare e innovare ancora. A partire da salute e sanità, dalla transizione ecologica e la prevenzione del dissesto idrogeologico con nuovi strumenti ed azioni, dalle politiche per la casa, dalla formazione digitale per non lasciare indietro nessuno nella transizione in corso, dalle imprese piccole e medie e il loro rapporto con la burocrazia, da un potenziamento e ridisegno del sistema della mobilità a partire dalle ferrovie e dagli aeroporti. Sulla base di queste idee il nostro campo largo è quello con gli elettori e con gli impegni che prendiamo con loro. E i nostri candidati rappresentano le istanze del territorio.

Davide Scialpi: L’Emilia Romagna ha recentemente subito nuovi danni a causa delle alluvioni. Ritiene che il governo abbia fatto abbastanza per prevenire e gestire queste emergenze? Come valuta la gestione del Commissario Figliuolo?

On.le Vaccari: Si, è di pochi giorni fa una nuova alluvione. Nuove giornate di paura, nuovamente fiumi esondati e persone evacuate in Emilia Romagna. Mentre ancora aspettiamo di riprenderci da quel maggio 2023, dobbiamo ancora dire grazie ai sindaci che cercano incessantemente soluzioni, ai volontari e alle volontarie che non si sono fermati un attimo, alla protezione civile che opera per mettere in salvo e sostenere. Quello che è mancato e manca ancora è la celerità nel fare gli interventi riparatori, sono i ristori ad imprese e cittadini, quello che è mancato e manca è un governo che anziché mettere gli stivali di gomma per fare una foto e una passerella dia le risposte che le persone e le imprese dell’Emilia Romagna tutta aspettano ancora. Non possiamo più aspettare però. Vogliamo risposte non passerelle e propaganda per la campagna elettorale delle regionali che stiamo vedendo.


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