[Trend] Dove andranno e dove non andranno gli Investimenti Aziendali nel 2025 – 2026?

Cari amici bentornati nel canale ufficiale dell’Osservatorio Economia.
In questo nuovo approfondimento, intendiamo condividere con voi le tendenze più rilevanti sul mondo degli investimenti con particolare attenzione alla crescita d’impresa per il 2025 e per il 2026
Come ben sapete, i trend possono subire rapide variazioni nell’arco di pochi mesi specie con riferimento al mondo tecnologico e per via di scossoni politici a livello mondiale, continentale e nazionale.
Il nostro obiettivo è segnalarvi una panoramica chiara dove vanno e andranno un pò le decisioni di investimento delle aziende nei prossimi mesi.
Nell’ultimo approfondimento abbiamo individuato con precisione quasi tutte le principali evoluzioni del mercato. L’unico elemento che ci ha sorpreso e che abbiamo mancato è stato il ritorno in primo piano della Blockchain, un fenomeno inaspettato legato al boom degli investimenti nella Finanza Decentralizzata (DeFi). Questo improvviso rilancio è stato in gran parte alimentato dal successo delle criptovalute connesse alla campagna elettorale e alla vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti.
Di seguito, quindi, analizzeremo nel dettaglio le opportunità emergenti e gli scenari futuri per le imprese e gli investitori.
Partiamo da un punto fermo: le principali direttrici di investimento rimangono in gran parte invariate, con il Digital Marketing e l’E-commerce che continuano a dominare la scena. La spinta dell’Intelligenza Artificiale Generativa resta fortissima, ma si affianca ora un’importante novità: l’AI Agentic, ovvero agenti autonomi in grado di gestire processi complessi e operazioni ripetitive in modo intelligente e automatizzato.
Parallelamente, cresce l’attenzione verso due settori chiave: Cyber Security e Blockchain. L’aumento delle minacce informatiche e il crescente utilizzo dell’AI rendono la sicurezza digitale un investimento cruciale, con focus su zero trust architecture, protezione dei dati e difese contro attacchi AI-driven. Sul fronte Blockchain, l’adozione continua a espandersi, trainata dalla necessità di maggior sicurezza, trasparenza e tracciabilità, con un’attenzione particolare verso soluzioni più scalabili ed efficienti, come i Layer 2 e le blockchain a basso consumo energetico.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire come le aziende sapranno sfruttare queste tecnologie per innovare e consolidare la loro crescita. Entriamo nel merito.
Dove andranno gli investimenti aziendali nel 2025 e 2026? OK
- Blockchain. L’adozione continua a crescere, soprattutto per la sicurezza, la tracciabilità, le criptovalute e la DeFi (Finanza Decentralizzata). L’attenzione potrebbe spostarsi su soluzioni più scalabili ed efficienti (es. Layer 2, nuove blockchain ad alta efficienza energetica). Il recente boom delle criptovalute, alimentato da un rinnovato interesse degli investitori e dall’espansione dei mercati digitali, sta rilanciando con forza la blockchain come tecnologia chiave. L’ascesa delle crypto ha messo in evidenza la potenzialità della blockchain di rivoluzionare non solo il settore finanziario, ma anche sistemi di pagamento, identità digitali e contratti intelligenti. Con il successo delle criptovalute e la continua evoluzione della DeFi, l’attenzione si sta ora spostando verso soluzioni blockchain più scalabili ed efficienti, come le tecnologie Layer 2 e le nuove blockchain ad alta efficienza energetica, che potrebbero risolvere le problematiche legate ai costi e alla velocità delle transazioni. Il settore blockchain, quindi, continua a rappresentare un terreno fertile per innovazioni ad alto impatto, con investimenti che si concentrano su soluzioni sempre più efficienti e sostenibili. L’interesse verso le criptovalute e la DeFi ha dato una nuova spinta, promuovendo un’adozione più ampia della tecnologia e rendendola una risorsa fondamentale per le imprese globali che cercano soluzioni avanzate per la gestione di dati e transazioni.
- Digital Commerce. L’e-commerce si sta evolvendo con nuove tecnologie come il live shopping, il social commerce e le esperienze personalizzate basate sull’IA. Le aziende investiranno in strategie omnicanale e automazione della supply chain. I numeri sono sempre in crescita. Non si fermano mai. Qui un paio di Statistiche chiave sull’e-commerce mondiale: Crescita delle vendite globali. Nel 2024, le vendite online hanno raggiunto i 6,3 trilioni di dollari e si prevede che arriveranno a 6,9 trilioni entro il 2025. Aumento degli acquirenti online. Nel 2024, si stima che il numero di acquirenti online raggiungerà circa 2,71 miliardi, rappresentando un vasto pubblico potenziale per prodotti e servizi. Penetrazione nel retail globale. Attualmente, l’e-commerce rappresenta il 21,9% delle vendite al dettaglio globali, con una previsione di crescita fino al 24% entro il 2026.
- Influencer e Content Marketing – La produzione di contenuti diventerà sempre più strategica con l’AI generativa e la personalizzazione su larga scala. Il video marketing, il podcasting e i contenuti interattivi avranno un ruolo chiave. Certo, c’è un forte overload unito anche a spam da over promotion, ma i social rimangono prima fonte di informazione insieme con i motori di ricerca tradizionali e generativi. Ci sbilanciamo, quindi, nel dire che assisteremo ad un declino delle interazioni sui social. Il che significa meno engagement. Ma il buzz rimarrà forte. E i social media saranno ancora protagonisti. Il posto dove essere e dove succederanno le cose. Davide Scialpi l’ha previsto e anticipato nell’edizione di Tech & Brands di Milano del Maggio 2024. Tra le pratiche di content marketing, continuano gli investimenti senza sosta in Influencer Marketing, quindi nel promuovere prodotti e servizi tramite content creator di successo del web.
- Generative AI. Settore in piena esplosione, con applicazioni che spaziano dalla creazione di testi e immagini alla generazione di codice e contenuti multimediali per marketing e assistenza clienti. Il panorama si sta rapidamente evolvendo, con nuovi attori e strumenti innovativi: dopo OpenAI, arriva AI Gen di Elon Musk Cork, mentre Google continua a potenziare il suo Bard. Siamo di fronte alla più grande rivoluzione tecnologica in corso. Come evidenziato nella nostra ricerca condotta nel 2024, in collaborazione con oltre 100 aziende multinazionali e realizzata da Davide Scialpi, l’adozione della Generative AI sta trasformando il modo in cui i manager operano. Il suo utilizzo è principalmente focalizzato su: Ispirazione e creatività per la produzione di idee innovative; Pianificazione strategica e supporto decisionale; Miglioramento della produttività, automatizzando compiti ripetitivi e ottimizzando i flussi di lavoro. Qui il link alla ricerca: Ricerca TECH & BRANDS.
- AI Agentic. Gli agenti autonomi basati sull’IA (AI Agents) rivoluzioneranno il customer service, il supporto aziendale e le operazioni automatizzate, sostituendo attività ripetitive e migliorando l’efficienza operativa. AI Agents stanno, quindi, emergendo come una delle innovazioni più trasformative del panorama tecnologico. Questi sistemi avanzati, alimentati da modelli di Intelligenza Artificiale Generativa e Reinforcement Learning, non si limitano a rispondere a input specifici, ma sono in grado di prendere decisioni autonome, adattarsi a contesti complessi e ottimizzare processi aziendali senza intervento umano diretto. Gli AI Agents si applicano a diversi ambiti: Customer Service. Diventano Assistenti virtuali avanzati in grado di gestire conversazioni complesse, comprendere le emozioni dell’utente e risolvere problemi in modo proattivo, riducendo i tempi di risposta e migliorando l’esperienza cliente. Supporto Aziendale. AI Agents che automatizzano la gestione di email, la pianificazione di riunioni, la sintesi di documenti e il supporto decisionale per i manager. Operations & Supply Chain. Sistemi autonomi che ottimizzano le scorte, prevedono la domanda, gestiscono i fornitori e riducono gli sprechi attraverso l’analisi predittiva. Cyber Security, Agenti AI che monitorano le reti informatiche in tempo reale, rilevando e rispondendo agli attacchi informatici con difese automatizzate e predittive. Sviluppo Software. Automazione della scrittura di codice, debugging intelligente e generazione autonoma di funzionalità software basate su requisiti dinamici. Questa nuova generazione di Intelligenza Artificiale Agentica porterà a un aumento significativo dell’efficienza operativa, consentendo alle aziende di ridurre i costi, migliorare la produttività e focalizzarsi su attività ad alto valore aggiunto. Con il progresso delle tecnologie AI e l’integrazione con la robotica e l’edge computing, gli AI Agents diventeranno sempre più autonomi e indispensabili nel business del futuro.
- Cyber Security. Con l’aumento delle minacce informatiche e l’evoluzione dell’AI, la cybersecurity sarà un investimento chiave per le aziende, con un focus particolare su zero trust architecture, protezione dei dati e difesa dagli attacchi AI-driven. In questo contesto, l’introduzione dei regolamenti DORA e NIS2 renderà imprescindibili gli investimenti in sicurezza informatica per tutte le aziende operanti nell’Unione Europea. Il DORA (Digital Operational Resilience Act), in vigore dal 2025, impone standard rigorosi per garantire la resilienza operativa digitale nel settore finanziario, obbligando banche, assicurazioni e fornitori di servizi critici a rafforzare la loro capacità di prevenire, resistere e rispondere agli attacchi informatici. Parallelamente, la direttiva NIS2 (Network and Information Security 2) amplia il campo d’azione della sicurezza informatica, estendendo gli obblighi di protezione e gestione dei rischi cyber a un numero maggiore di settori strategici, tra cui energia, trasporti, sanità, telecomunicazioni e pubblica amministrazione. Le aziende coinvolte dovranno adottare misure avanzate di sicurezza, segnalare incidenti in tempi brevi e rafforzare la resilienza IT, pena sanzioni severe. Questi nuovi regolamenti non solo aumenteranno la consapevolezza sulla cybersecurity, ma spingeranno le imprese europee a investire massicciamente in infrastrutture digitali sicure, strumenti di protezione avanzati e formazione del personale per mitigare i rischi informatici. Abbiamo analizzato le implicazione dell’adozione di questi adempimenti in una precedente analisi che vi condividiamo qua: DORA e NIS2
Dove NON andranno gli investimenti aziendali nel 2025 – 2026? X
- Industria 4.0 e Transizione 5.0. Nonostante le aspettative iniziali, gli investimenti in Industria 4.0 e Transizione 5.0 sono sostanzialmente arrivati a zero. Queste misure sono state ampiamente criticate e, purtroppo, hanno avuto un impatto negativo sull’economia, tanto da essere considerate una delle cause principali del rallentamento dell’economia tedesca e ora italiana. Nel caso della Germania, la transizione è stata definita da molti osservatori come una misura tossica, che ha contribuito ad affossare il settore manifatturiero e a rallentare l’innovazione tecnologica a livello industriale. In Italia, il Governo Meloni ha cercato di ridurre la portata degli incentivi, ma rimane la convinzione che la chiusura di questi programmi sarebbe la scelta più vantaggiosa. L’incertezza economica globale sta infatti portando le imprese a concentrarsi maggiormente su soluzioni digitali a breve termine, piuttosto che su interventi strutturali e costosi sulle fabbriche. I ritorni di questi investimenti non si sono mai materializzati come promesso, e anzi, si sono rivelati più dannosi che benefici. Le risorse destinate a questi programmi, invece di stimolare la crescita, hanno più spesso prodotto danni economici, con esternalità negative che hanno impattato direttamente le piccole e medie imprese. Le previsioni per il futuro anticipano tagli significativi, con la chiusura dei competence center e degli spinoff legati a queste iniziative, segnando la fine di un’era che ha visto, più che successi, investimenti mal orientati e risultati deludenti.
- Sostenibilità e Green. Sebbene il settore della sostenibilità e delle tecnologie verdi rimanga cruciale dal punto di vista normativo, potrebbe affrontare tagli significativi a causa dei costi elevati e dei ritorni poco immediati rispetto alle soluzioni digitali. Le politiche ambientali richiedono investimenti consistenti e i risultati a breve termine sono limitati, il che rende questo settore meno attraente in tempi di incertezze economiche. Inoltre, l’ascesa di governi di destra, spesso contrari alle politiche green, potrebbe portare a un allentamento delle regolamentazioni legate alla sostenibilità e alla protezione dell’ambiente. Ciò potrebbe ridurre ulteriormente gli incentivi per le aziende a investire in soluzioni ecosostenibili, spostando l’attenzione verso politiche economiche più orientate alla crescita immediata e meno incentrate sull’ambiente. Il crollo dell’economia tedesca e dei conseguenti riflessi sull’economia italiana ha generato un forte scetticismo verso il green deal.
- Retail. I negozi fisici tradizionali continuano a perdere terreno rispetto all’e-commerce e alle esperienze digitali. Il futuro del retail sarà più orientato a modelli ibridi, con meno focus sugli store fisici tradizionali e più su quelli digitali. L’ascesa del Retail Media ne è una prova. La gente continua sempre più ad acquistare online. Per molte aziende, salvo rari casi legati al mondo food, la presenza nel retail diventa più di puro brand building e meno di sales generation.
- Università – Il modello accademico tradizionale, soprattutto nelle università pubbliche, sta attraversando una crisi profonda. Sistemi parassitari e caratterizzati da forte malagestio e malaffare, soprattutto quando si parla di Politecnici che sono sempre più destinati alla chiusura visto la crisi di iscritti che stanno esperenziando, l’ascesa dell’AI come sostituto della ricerca e del nozionismo nonché di forti problemi reputazionali che porta a truccare qualsiasi cosa (ranking, assunzioni, manipolazione dei temi, comunicazioni ingannevoli, etc.). A questo si aggiunge la crescente domanda di formazione online, più flessibile e orientata a competenze pratiche richieste dal mercato del lavoro, sta rapidamente guadagnando terreno. Le aziende stanno preferendo sempre più piattaforme di e-learning e formazione interna basata su IA, in quanto più efficienti e mirate alle esigenze reali, rispetto alla tradizionale formazione frontale. In parallelo, i governi di destra, come quelli di Trump negli Stati Uniti e Rutte nei Paesi Bassi, hanno già annunciato sostanziali tagli ai fondi destinati alla ricerca e all’istruzione, con l’effetto di abbassare la qualità della ricerca accademica e dei servizi offerti agli studenti. Anche in Italia, il Ministro Bernini ha intrapreso una politica di riduzioni nei finanziamenti alle università, con l’effetto di limitare le risorse per progetti innovativi e la formazione avanzata. Questa situazione contribuirà a un declino del sistema universitario tradizionale, che rischia di non brillare come nel passato, poiché l’accento si sposterà sempre più verso soluzioni più pratiche, digitali e immediate, lasciando un segno negativo sulla qualità complessiva dell’istruzione accademica, già falcidiata in Italia da malagestio, malaffare e parassitismo. Per conseguenza, le aziende tenderanno sempre meno ad effettuare investimenti in questo ambito, sul piano ricerca e altri servizi affidandosi a fornitori esterni validi dinamici, indipendenti e concreti.
- Startup. Il mondo delle startup sta vivendo un rallentamento significativo negli investimenti per via del proliferare di continue truffe che lo caratterizzano. Gli investitori hanno molta paura di investire e non riuscire a recuperare il tutto. Inoltre, molte startup non riescono a dimostrare rapidamente la sostenibilità del loro modello di business. E questo le fa risultare vere e proprie scatole vuote. Questo fenomeno è ulteriormente alimentato da frodi, finzioni e millanterie riguardo a prodotti, servizi e risultati, spesso messe in atto anche da incubatori che si uniscono nel vendere cose che non esistono. Gli investitori sono sempre più cauti e preferiscono puntare su aziende già consolidate, grandi Brand, piuttosto che su startup che potrebbero non offrire certezze in tempi brevi. Questo cambiamento di tendenze sta facendo sì che il mercato delle nuove imprese stia affrontando una fase di stagnazione – recessione, con un crescente numero di venture capital che privilegiano progetti con rischi più contenuti e risultati già verificabili. In Italia, il Governo Meloni ha anche ridotto il fondo per le startup. Molti prendevano i fondi mentre la startup che proponevano non era nulla di che e non funzionava neanche. S’era creato una sorta di spreco di danaro pubblico.
- Risorse Umane. Un altro ambito in cui le aziende probabilmente ridurranno gli investimenti è quello delle risorse umane. Con l’adozione crescente di Intelligenza Artificiale e automazione, molte delle funzioni tradizionali svolte dal personale di staff verranno progressivamente sostituite da sistemi automatizzati. L’uso dell’IA permetterà alle aziende di ottimizzare processi come la gestione delle risorse umane, il learning & development, la selezione del personale, e le attività amministrative, riducendo al minimo la necessità di una funzione HR tradizionale. Nel medio-lungo periodo, potremmo assistere a un diminuzione del personale nelle funzioni HR, con alcune aziende che potrebbero persino eliminare completamente questa funzione, sostituendola con tecnologie automatizzate e software di gestione avanzata. In sostanza, le risorse umane diventeranno sempre più un settore in cui le aziende investiranno meno, concentrandosi invece su soluzioni che riducano i costi e aumentino l’efficienza operativa, adattandosi a un modello di business sempre più automatizzato e digitale. Anche questo era stato già previsto da Davide Scialpi prima del Covid. Con l’avvento della Generative AI, il processo di estinzione di questa funzione aziendale subisce una profonda accellerazione.
In generale, registriamo un trend crescente che segna un chiaro spostamento dalle tradizionali infrastrutture fisiche e industriali verso una nuova era incentrata su digitalizzazione, automazione e sicurezza. Le aziende, in risposta a un contesto economico sempre più incerto, stanno adottando soluzioni che non solo aumentano l’efficienza operativa, ma rispondono anche alle sfide globali legate alla protezione dei dati e alla crescente competizione digitale.
L’evoluzione delle tecnologie come la Blockchain, l’Intelligenza Artificiale e la crescente importanza della cybersecurity sono le chiavi per un futuro dove le aziende non solo dovranno adattarsi rapidamente, ma dovranno anche fare scelte strategiche in grado di garantire non solo la sopravvivenza, ma la crescita solida e duratura.
Il 2025 e il 2026 si preannunciano anni di trasformazione profonda, in cui le aziende più lungimiranti, super attive nell’economia digitale, investiranno in tecnologie avanzate per rimanere competitive, mantenendo al contempo un focus su sicurezza e innovazione. L’evoluzione digitale, quindi, non è più una possibilità, ma una necessità per chiunque voglia prosperare in un mondo sempre più connesso e complesso.
Ci risentiamo a breve, tra un paio di mesi, per monitorare un pò l’efficacia delle nostre previsioni e proporvi nuovi scenari lato investimenti aziendali.
Il Team dell’Osservatorio Economia
