Desertificazione bancaria: 261 sportelli chiusi nel primo semestre 2025. Lombardia e Sud gli epicentri di un cambiamento strutturale

2
Ago

Italia a rischio desertificazione bancaria: 261 sportelli chiusi nel primo semestre 2025. 3400 Comuni senza filiali.

Cari Amici, bentornati nel canale digitale dell’Osservatorio Economia dal vostro Davide Scialpi.

Con questo approfondimento vogliamo segnalarvi un trend da attenzionare, che ha effetti concreti sul tessuto economico e sociale del nostro Paese: la desertificazione bancaria.

La desertificazione bancaria è un fenomeno estremamente complesso, alimentato da una combinazione di fattori economici, tecnologici, regolatori e demografici. Qui i principali fattori scatenanti:

Anzitutto, la progressiva Digitalizzazione dei servizi bancari unita alla Digitalizzazione della Società

  • Crescita dell’adozione di online banking e delle app mobili: molte operazioni tradizionalmente svolte allo sportello ora si fanno da casa.
  • Le banche, per ridurre i costi, chiudono le filiali meno redditizie puntando su modelli “phygital” (fisico + digitale).
  • Ma l’Italia ha ancora un basso tasso di alfabetizzazione digitale, soprattutto tra anziani e in alcune aree rurali.

Pressione sui costi alla ricerca di economie di scopo – efficienza

  • Le banche devono migliorare la redditività in un contesto di margini compressi, tassi d’interesse fluttuanti e concorrenza digitale. Molte banche ora si propongono e vendono come banche unicamente digitali.
  • Chiudere filiali è una misura di contenimento dei costi fissi, soprattutto in zone a bassa densità di clientela.

Fusioni e acquisizioni bancarie (il cosiddetto “risiko bancario”)

  • Le grandi aggregazioni portano alla razionalizzazione della rete: quando due banche si fondono, i doppioni vengono eliminati.
  • Le nuove entità tendono a concentrare la presenza nelle aree più redditizie, penalizzando quelle periferiche.

Spopolamento e invecchiamento demografico

  • I comuni più colpiti sono spesso piccoli centri in via di spopolamento, con bassa attività economica.
  • Le aree rurali e montane sono le prime a perdere servizi: scuole, ospedali, trasporti… e banche.

Regolamentazioni stringenti

  • Le banche devono rispettare requisiti patrimoniali e di vigilanza più severi (Basilea III, IV, ecc.).
  • Questo spinge le banche a ottimizzare l’impiego delle risorse, tagliando le strutture meno performanti.

Cambiamento nei comportamenti dei clienti

  • Le nuove generazioni preferiscono canali digitali e banche online. Sono smartphone-driven.
  • C’è meno bisogno di filiali tradizionali per molte operazioni: bonifici, prestiti, investimenti si fanno via app.

Strategia commerciale orientata alle aree ad alto potenziale:

  • Le banche scelgono di investire nelle grandi città o in province dinamiche con maggiori ritorni.
  • Le zone “marginali” sono considerate meno strategiche per i modelli di business attuali.

Pensate, secondo i dati della Istat-Eurostat-Banca d’Italia, nei primi sei mesi del 2025 le banche italiane hanno chiuso ben 261 sportelli, proseguendo il trend di contrazione della rete fisica che caratterizza il sistema bancario da oltre un decennio. I dati sono molto preoccupanti.

Ricordo nel 2012, quando ero di base a Londra, andai via per circa 1 mese e mezzo, e in un distretto caratterizzato da numerosi centri commerciali, al ritorno erano scomparse 3 filiali bancarie fisiche, sostituite da sportelli atm o da negozi di abbigliamento outlet.

Non stiamo parlando di un fenomeno nuovo ma chiaramente che segue l’evoluzione e il passaggio verso una società digitalizzata ed un economia digitale.

Per l’Italia, l’impatto delle chiusure di sportelli o filiali si estende ben oltre la dimensione aziendale. Può incidere e incide a ben vedere sulla coesione territoriale, sull’accesso ai servizi finanziari e sul divario digitale che penalizza in particolare le fasce più deboli della popolazione, soprattutto in comuni periferici o montani e popolati da anziani, ma non solo.

Guardando ai dati, si comprende che siamo di fronte ad un calo accellerato e disomogeneo. L’Italia ha perso nel 2025 l’1,3% degli sportelli rispetto alla fine del 2024. La discesa si è intensificata nel secondo trimestre, con 166 chiusure rispetto alle 95 del primo. Le regioni più colpite sono:

  • Friuli Venezia Giulia e Marche (-2,3%)
  • Sicilia, Veneto, Basilicata (-1,9%)

La desertificazione bancaria ha quindi una geografia selettiva, che privilegia i centri urbani maggiori e penalizza aree interne, meridionali e montane. Nel semestre, 34 nuovi comuni sono rimasti senza sportelli, portando il totale a 3.415 municipi desertificati: il 43,2% del totale nazionale. Sono 13 i comuni sopra i 10mila abitanti privi di sportello.

Il fenomeno della desertificazione bancaria coinvolge oltre 11,2 milioni di italiani, numero di persone che non hanno accesso ai servizi bancari o rischiano di perderlo, e porta con sé esternalità negative ragguardevoli sul piano social ed economico:

  • 4,7 milioni vivono in comuni completamente desertificati
  • 6,5 milioni in comuni con un solo sportello, e quindi in via di desertificazione.

Aumentano anche le imprese colpite: nel secondo trimestre del 2025 oltre 6.100 aziende hanno sede in territori senza più filiali bancarie.

Il dato preoccupante è che la digitalizzazione non colma il vuoto: solo il 55% degli italiani usa l’internet banking, ben al di sotto della media UE (67,2%). Tra gli over 65, il tasso scende al 33,9%, con un impatto diretto sull’inclusione finanziaria e sulla tenuta sociale.

C’è quindi un problema di inclusione e alfabetizzazione digitale e per conseguenza di esclusione digitale che portare alla esclusione finanziaria e sociale.

L’evoluzione del fenomeno della Desertificazione Bancaria a livello geografico:

  • Tra le province meno colpite: Ravenna, Reggio Emilia, Pisa, Ragusa e Brindisi
  • Le grandi città risultano relativamente meglio servite: Milano (22ª), Roma (38ª), Napoli (46ª)

La desertificazione non è solo un tema bancario

Quello che ritengo personalmente è che la chiusura degli sportelli è specchio e motore delle disuguaglianze territoriali italiane. Le banche inseguono efficienza e digitalizzazione, ma ciò avviene spesso a scapito dell’accessibilità dimenticandosi che il loro ruolo è quello di servire gli utenti.

Per evitare che intere aree del Paese si trasformino in “zone grigie” prive di servizi essenziali, è necessario:

  • Un ripensamento strategico del ruolo della banca territoriale
  • Incentivi pubblici o regolatori per il mantenimento di presìdi nei comuni più fragili
  • Il rafforzamento del ruolo delle Banche di Credito Cooperativo e di nuove forme di finanza di prossimità.

La desertificazione bancaria è ormai un problema di sistema. C’è un Italia che è taglia fuori e lo sarà sempre di più. Noi purtroppo riteniamo che sia inevitabile. La Tecnologia non arretra. All’aumentare della digitalizzazione con il relativo uso delle app e funzionalità digitali per compiere le operazioni nonché dell’automazione, i gruppi bancari, aziende come tutte le altre, per ragioni di bilancio e quindi per motivi di controllo della gestione preferiranno chiudere filali piuttosto che aprile. Una filiale aperta significa forti costi.

Certo è che visto l’adozione dell’internet banking e la popolazione in età avanzata che può necessitare di un aiuto fisico, il problema sociale può generarsi. L’esclusione digitale diventa il problema. Serve quindi inclusione digitale. E qui servono risposte sistemiche dove operatori e governi si confrontano sulle soluzioni possibili. Coniugare l’interesse degli azionisti dei gruppi bancari con quello delle comunità locali diventa la chiave. Diversamente, si andrà incontro al rischio di esclusione finanziaria e quindi anche di esclusione sociale.

La desertificazione bancaria non è solo un problema logistico. Serve un approccio multilivello, con il coinvolgimento di:

  • Stato e Regioni
  • Banche e fintech
  • Comuni e associazioni locali

Alcune possibili soluzioni:

Per esempio, si potrebbero prevedere Incentivi alle banche per restare nei piccoli comuni.

Come?

  • con Crediti d’imposta, contributi o sgravi per mantenere almeno uno sportello in zone a rischio desertificazione.
  • Adottando Modelli ispirati alla “banca di servizio pubblico” in Spagna e Portogallo.

Valorizzare le Banche di Credito Cooperativo (Bcc)

  • Le Bcc hanno radicamento territoriale e finalità mutualistiche: sono ideali per coprire i vuoti lasciati dai grandi gruppi.
  • Incentivi statali e regionali per aperture in territori svantaggiati.

Nuove licenze bancarie locali e modelli fisici alternativi

  • Promozione di banche comunitarie, digitali ma territoriali, sul modello delle “community banks” statunitensi. Non me ne vogliano i sovranisti.
  • Accordi con uffici postali, edicole, farmacie, Comuni per offrire servizi bancari base.
  • Integrazione con il sistema PagoPA per servizi pubblici
  • Furgoni attrezzati come mini-banche che servono aree isolate a rotazione settimanale.
  • Esperienze già positive in Francia, Germania, Canada

Per concludere con poche parole dirette, la desertificazione bancaria può portare a seri problemi sociali ed economici. Non si tratta di un mero problema logistico o commerciale. Intervenire il prima possibile è doveroso. Le filiali possono rappresentare pesanti centri di costo per i gruppi bancari in ottica di bilancio. Il fenomeno è conseguenza di una sempre più forte tech-oriented society e tech-led economy ed una strategia intuitiva di sviluppo delle banche: dove non c’è mercato (rispetto a determinati servizi), non ci conviene stare. Ma i territori e le persone non possono essere abbandonati perché questo abbandono avrà e può avere un prezzo ancora più alto.

Domanda finale:… questo accresce o fa diminuire il potere delle banche?…

Risposta: La desertificazione bancaria non è solo geografica, ma anche umana: meno sportelli, meno persone, meno relazione. Ma il potere diventa centralizzato ed invisibile: le banche diventano più astratte, meno visibili, ma più pervasive. Non “spariscono”: si trasformano in infrastrutture digitali che tutti devono usare. Meno sportelli non vuol dire meno influenza perché spostano il potere dal territorio al digitale, controllano il credito anche senza sportelli, hanno più potere sulle regole del gioco.

La relazione personale tra banca e cliente (soprattutto nelle PMI) si indebolisce. Conoscono sì meno il territorio. Ma si muovono su freddo calcolo statistico.

CHI CI PERDE?

I lavoratori del settore bancario

  • Sempre più precari, meno valorizzati, spesso stressati da obiettivi commerciali irrealistici.

I clienti

  • Senza personale di fiducia, la relazione banca-cliente diventa fredda e standardizzata.
  • Chi ha bisogni complessi (mutui, problemi con il conto, investimenti) trova sempre meno consulenza umana di qualità.

Il sistema Paese

  • Meno occupazione stabile e qualificata in un settore strategico.
  • Più disoccupazione in molte aree già fragili (soprattutto piccoli comuni, zone montane).

Che dire, monitoreremo questo trend. Vi terremo aggiornati

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia