[Elezioni Regionali] Chi guiderà la Regione Puglia tra Antonio Decaro e Luigi Lobuono

Elezioni Regionali 2025 - Regione Puglia
24
Ott

Elezioni Regionali in Puglia: La sfida è tra Antonio Decaro (CSX) e Luigi Lobuono (CDX). Chi sono i candidati in corsa per la Presidenza della Regione?

Elezioni Regionali 2025 – Regione Puglia

Cari amici bentornati a queste latitudini digitali dal vostro Davide Scialpi.

Dopo il primo giro di tornata elettorale che ha interessato Marche, Calabria, Valle d’Aosta e Toscana, l’Italia politica si prepara a un nuovo, decisivo appuntamento con le urne. A novembre sarà la volta di Puglia, Veneto e Campania — tre regioni chiave, tre laboratori politici da cui passerà gran parte del futuro equilibrio nazionale.

Saranno elezioni estremamente delicate per gli scenari politici nazionali futuri. Da queste si capirà cosa accadrà nei prossimi mesi.

In questo approfondimento, ci concentriamo sulla Puglia.

Le elezioni regionali in Puglia si terranno ufficialmente il 23 e 24 novembre 2025.

Dopo due mandati del centrosinistra con Michele Emiliano, la corsa per la Presidenza della Regione Puglia vede contrapposti Antonio Decaro, già sindaco di Bari e volto noto del centrosinistra, e Luigi Lobuono, imprenditore barese e candidato civico sostenuto dal centrodestra.

Chi sono i Candidati alla Presidenza della Regione Puglia?

Antonio Decaro. Ex sindaco di Bari (2014-2024), oggi europarlamentare e figura molto nota nel centrosinistra, è stato ufficialmente scelto come candidato del Pd e delle liste collegate (ben 6). Il suo profilo è quello di un amministratore di lungo corso che punta sul tema delle infrastrutture e dell’ambiente. Ex Presidente dell’ANCI, Decaro è un Ingegnere che è stato iper suffragato nelle ultime elezioni europee. Era già stato eletto parlamentare per poi essere chiamato a candidarsi alla guida di Bari dove è risultato super amato suoi concittadini.

Luigi Lobuono. Imprenditore barese, già coinvolto in ruoli di rappresentanza economica locale (tra cui la Fiera del Levante) e noto sul territorio, è stato indicato dalla coalizione di centrodestra come candidato «civico» in grado di unire Forza Italia, Fratelli d’Italia e alleati locali ( 4 Liste ).

La campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo. Pertanto, non ci sono grossi posizionamenti di comunicazione. Decaro ha già lanciato la sua campagna, dal titolo Tutta La Puglia, a voler fare intendere inclusività e sguardo a tutte le aree della Puglia. Ha lanciato un pò di idee come la Telematica delle Università Pugliesi che però non ci sembra una vera e propria telematica perché le telematiche sono totalmente online. Lui propone robe blended. Quindi, non è una telematica pura. Sembra più una suggestione che una roba realistica.

Decaro propone nuovi volti e nuove dinamiche a livello relazionale più spostato verso il centro riformista. Ma è comunque nella coalizione presente Nichi Vendola che si candida come Consigliere Regionale per AVS, probabilmente per tenere la coalizione ferma sul centro sinistra.

Mentre nelle scorse edizioni la sfida per la guida della Regione Puglia appariva complessa e incerta, con Raffaele Fitto ed Emiliano a contendersi duramente la Presidenza, questa volta la partita sembra già chiusa in partenza.

La vittoria di Antonio Decaro appare infatti ampiamente annunciata, e per più di una ragione:

  • In primo luogo, Decaro gode di una fortissima notorietà personale, consolidata negli anni della sua doppia esperienza da sindaco di Bari e presidente dell’ANCI, che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili dell’amministrazione locale in Italia.
  • In secondo luogo, il candidato del centrodestra, Lobuono, è apparso sulla scena troppo tardi e con un profilo civico che, se da un lato mette avanti la società civile, dall’altro non offre la struttura e il radicamento politico necessari per competere realmente su scala regionale. Lobuono, infatti, resta una figura più legata al contesto barese (già candidato alla carica di sindaco di Bari diversi anni fa) ma priva di una notorietà diffusa lungo il tacco d’Italia.

Sarà interessante rilevare, pertanto, in che termini Antonio Decaro riuscirà a imporsi: se confermerà le attese con un distacco ampio e netto, oppure se il margine sarà più contenuto del previsto.

La sfida si prospetta, anche, come una competizione tutta barese, se andiamo a vedere l’appartenenza territoriale dei candidati, provenienti dallo stesso bacino barese.

Ci sarà, poi, un passaggio di testimone naturale da Michele Emiliano ad Antonio Decaro, due figure strettamente legate sia per storia politica sia per appartenenza territoriale.
Non è un caso che lo stesso Emiliano, a suo tempo, avesse indicato Decaro come suo successore alla guida della città di Bari.

In altre parole, non si intravede un reale cambiamento nella governance della Puglia: più che una svolta politica, sembra delinearsi una continuità amministrativa e territoriale, che consolida il peso del capoluogo nel determinare gli equilibri di potere regionali.

Diciamo questo perché una parte consistente dei pugliesi manifesta da tempo un senso di distanza dalle dinamiche politiche regionali, percepite come troppo concentrate su Bari e sul suo asse decisionale. Nelle province si avverte stanchezza, disillusione e una crescente sfiducia nei confronti della politica, accusata di non ascoltare a sufficienza le istanze dei territori periferici, spesso lasciati ai margini dei processi decisionali e delle risorse.

Si tratta di un malessere diffuso, che non riguarda solo la Puglia ma che, in questa regione, assume connotati particolarmente evidenti per via del forte accentramento politico e amministrativo intorno al capoluogo. Forse determinato, come in tutte le altre regioni, dall’eliminazione delle Province.

Scenari Politici

Al momento, il centrodestra risulta in vantaggio 2 a 1 sul centrosinistra, avendo conquistato la Calabria con Occhiuto e le Marche con Acquaroli, mentre in Toscana la presidenza è rimasta saldamente nelle mani del centrosinistra con Giani.

All’orizzonte, secondo le nostre proiezioni e preconizzazioni, si profila un possibile pareggio 3 a 3. In questo scenario, la Puglia e la Campania sembrano orientate verso una conferma del centrosinistra, mentre il Veneto resterebbe al centrodestra.

La distribuzione regionale, pertanto, rifletterebbe un equilibrio quasi perfetto tra le coalizioni: Lega in Veneto, Forza Italia in Calabria e Fratelli d’Italia nelle Marche. Sul fronte opposto, due regioni rimarrebbero al Partito Democratico e una al Movimento 5 Stelle.

Il 3 a 3 lascerebbe aperta una speranza per il Campo Largo a livello di politiche nazionali che si prospettano all’orizzonte da qui a 2 anni.

Nel frattempo, si evidenzia una crisi strutturale di consenso per il Movimento 5 Stelle, che continua a far fatica nelle competizioni regionali, dove storicamente non ha mai ottenuto risultati rilevanti. Questo calo può giovare al PD, ma non necessariamente al campo largo nel suo complesso, soprattutto in vista delle prossime elezioni nazionali.

I Cinquestelle, infatti, non sembrano trovare una formula competitiva a livello territoriale. Le cause appaiono principalmente 2:

  • una debole radicazione locale, mai realmente consolidata;
  • la scelta di collocarsi nel campo progressista, accanto a PD e altre forze di sinistra, che ha ridotto la loro distinzione identitaria e la carica anti-sistema.

In altre parole, la partecipazione a una coalizione progressista limita la forza narrativa e la spinta elettorale del Movimento, nato proprio in opposizione ai partiti tradizionali.

Tuttavia, questa dinamica non dovrebbe compromettere l’esito in Puglia, dove il centrosinistra mantiene un vantaggio competitivo. Diversa la situazione in Campania, dove la candidatura espressa dal Movimento 5 Stelle potrebbe risentire delle tensioni con l’area deluchiana, acuendo divisioni interne e incertezza sull’esito finale.

Come detto, la vittoria di Decaro è annunciata. Quindi, su questo ci sbilanciamo. Decaro sarà il nuovo Presidente della Regione Puglia.

Sarà però interessante osservare come performeranno i Cinquestelle ma anche il Centrodestra, alla luce di una sconfitta annunciata. Una tornata che, pur con alcune sfide già scritte, potrà fornire indicazioni preziose sui futuri equilibri e scenari politici nazionali.

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia