Elezioni Regionali in Campania: La sfida è tra Roberto Fico (CSX) e Edmondo Cirielli (CDX). Chi sono i candidati in corsa per la Presidenza della Regione?

Cari amici, bentrovati a queste latitudini digitali dal vostro Davide Scialpi.
Dopo la tornata elettorale che ha ridisegnato equilibri e prospettive in regioni come Marche, Calabria, Valle d’Aosta e Toscana, l’attenzione del Paese si sposta ora verso un nuovo snodo politico cruciale. A novembre toccherà a Puglia, Veneto e Campania, tre regioni cardine, tre veri termometri del consenso nazionale.
Si tratta, come detto già in altre occasioni, di elezioni che avranno un peso specifico significativo. Da qui potrebbe passare l’assetto delle alleanze future, la stabilità dei fronti politici contrapposti, Campo Largo e Centrodestra, e, in parte, la traiettoria del governo centrale.
In questo approfondimento, dopo la Puglia, puntiamo la lente sulla Campania: una regione complessa, politicamente sofisticata, con voti emotivi, identitari e di apparato che spesso si muovono in direzioni non scontate.
Le elezioni regionali in Campania si terranno ufficialmente il 23 e 24 novembre 2025. Qui la sfida si gioca soprattutto tra Roberto Fico e Edmondo Cirielli: due profili opposti, due narrazioni politiche e due modelli di gestione del territorio che si contrappongono. E la partita, tutt’altro che definita, si giocherà sul filo dei flussi civici, dell’eredità del “deluchismo” e della capacità dei candidati di tenere insieme o riconquistare pezzi di consenso frammentati.
Chi sono i Candidati alla Presidenza della Regione Campania?
Roberto Fico: Napoletano, 1974, ex Presidente della Camera (2018 – 2022) e figura di spicco del M5S, è ora il candidato di una coalizione centrosinistra in Campania. Propone una piattaforma basata su inclusione, ambiente, innovazione e continuità rispetto all’era De Luca e in piena chiave grillina. Deve però aumentare il consenso oltre il suo elettorato tradizionale, specie tra civici e moderati. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Trieste, è tra i pionieri del Movimento 5 Stelle.
Edmondo Cirielli: Nativo di Nocera Inferiore (Salerno), ex ufficiale dei Carabinieri e oggi viceministro degli Esteri, è il candidato del centrodestra (FdI, FI, Lega). Vanta radicamento locale in Campania e un profilo istituzionale forte; punta su sicurezza, identità e sviluppo territoriale. La sua sfida è ampliare il sostegno al di là della base tradizionale del centrodestra, per contendere la regione. Laureato in Giurisprudenza a Parma, è consigliere della Fondazione Italia USA e della Fondazione Alleanza Nazionale.
Scenario
Anche qui la campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo. Certo è che questa competizione, delle 3 in arrivo, risulta essere quella più interessante da seguire. Il pronostico dice Fico vincente. Ma tutta una serie di dinamiche e tendenze come il movimento dei Deluchiani verso Centrodestra, lo scontro storico, mai sopito, stesso tra Deluca e i Pentastellati per molti anni nonché la performance non brillantissima dei cinquestelle nelle ultime tornate regionali. In tutto questo, si aggiunge l’affaire Boccia – Sangiuliano che dai riflettori nazionali si sposta sul piano Regionale.
Alla luce di questo scenario, la sfida tra Roberto Fico ed Edmondo Cirielli si presenta molto più incerta di quanto si potesse immaginare solo pochi mesi fa. Il rischio, per il campo progressista, è che una parte del mondo “deluchiano” guardi con interesse verso il centrodestra, mentre il Movimento 5 Stelle, reduce da performance regionali poco brillanti in Marche, Toscana e nella stessa Campania, dovrà dimostrare di saper mobilitare consenso territoriale e non solo narrativo.
La contrapposizione Napoli vs Salerno è un elemento di lunga durata nella politica campana. Non si tratta soltanto di una rivalità territoriale, ma di due differenti culture amministrative e blocchi di potere.
Questa faglia territoriale può incidere profondamente sulla sfida tra Fico e Cirielli, soprattutto se parte dell’elettorato salernitano dovesse spostarsi verso il centrodestra o scegliere l’astensione, riducendo il potenziale di coalizione del centrosinistra nella regione.
Per Fico, la partita si giocherà sulla capacità di costruire una campagna identitaria, chiara, fondata su credibilità personale e programmi concreti, parlando allo stesso tempo ai movimenti civici, alle aree urbane progressiste e a quel voto popolare oggi più mobile di ieri.
La sua candidatura rappresenta inoltre una scelta politica non scontata: dopo l’esperienza con Tridico in Calabria, un altro volto di primo piano del M5S decide di correre in una competizione regionale, rompendo quella regola non scritta secondo cui chi ha ricoperto alte cariche istituzionali non dovrebbe “tornare” a livelli ritenuti più locali per non incorrere in una possibile diminutio di ruolo.
In più, la candidatura di Fico supera simbolicamente l’originaria regola dei due mandati, da lui stesso sostenuta nella fase fondativa del Movimento. Un passaggio che racconta il cambiamento profondo del M5S: da forza anti-sistema a forza di governo che accetta, persino rivendica, la continuità politica come strumento di radicamento.
Ad ogni buon conto, dopo la vittoria in Sardegna, quella delle elezioni in Campania rappresenta per il Movimento 5 Stelle un’occasione importante per tornare a pesare realmente nella governance locale. Tuttavia, ancora una volta, questo traguardo non arriverebbe in solitaria, ma dentro una coalizione guidata dal Partito Democratico. È un elemento politico significativo: il M5S, nato come forza antagonista ai partiti tradizionali, si trova oggi a conquistare potere rilevante regionale solo se inserito in alleanze strutturate. Un passaggio che conferma la metamorfosi o l’ineluttabile destino del Movimento da soggetto anti-sistema a componente, talvolta decisiva, del centrosinistra di governo.
Come detto, la vittoria di Fico è altamente probabile.
Sarà interessante anche qui osservare come performeranno i Cinquestelle e il Centrodestra a trazione Fratelli d’Italia, forte del favore dei sondaggi. Una tornata che potrà fornire indicazioni preziose sui futuri equilibri e scenari politici nazionali.
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
