[Analisi] DeepSeek accende la Guerra Mondiale per il Dominio dell’AI Generativa

Cari amici dell’Osservatorio Economia, bentornati a queste latitudini digitali dal vostro Davide Scialpi.
Siamo qui per focalizzarci sul mondo della tecnologia, con particolare attenzione all’ambito della Generative AI.
Dall’inizio del 2023, l’AI generativa ha iniziato a influenzare profondamente la vita di milioni di persone, da adulti a bambini, trasformando numerosi settori e, di conseguenza, il nostro modo di informarci e prendere decisioni a vari livelli. (Noi dell’Osservatorio Economia abbiamo condiviso con voi ricerche esclusive riguardanti l’impatto di questa tecnologia nel mondo aziendale, prima di tutti. Qui un esempio).
Con l’arrivo di Trump e le prime azioni della sua nuova amministrazione, il panorama globale si è acceso su più fronti, incluso proprio quello dell’intelligenza artificiale generativa, scosso dall’emergere di un nuovo protagonista: DeepSeek, una giovane azienda tech cinese in rapida ascesa (fondata nel 2023), che ha lanciato un modello di AI generativa simile a quello di OpenAI, l’azienda dietro Chatgpt, gratuito ed open-source che facilita l’entrata di nuovi player nel settore.
Questa uscita ha generato forti reazioni tanto all’interno dell’industria quanto, e soprattutto, nei mercati finanziari.
Le Reazioni dell’Industria e dei Mercati, le implicazioni e gli scenari possibili: L’Impatto disruptive di DeepSeek
DeepSeek ha recentemente lanciato DeepSeek-R1, un modello di intelligenza artificiale open-source che, secondo alcuni test, offre prestazioni comparabili o addirittura superiori a quelle di ChatGPT di OpenAI. (La particolarità di DeepSeek sta nel suo sviluppo con risorse significativamente inferiori rispetto agli attuali colossi dell’AI, quasi tutti Americani, rendendo l‘IA più accessibile a un pubblico più ampio).
OpenAI ha, quindi, reagito con accuse dirette, sostenendo che DeepSeek avrebbe utilizzato in modo improprio i suoi modelli per addestrare la propria IA. Per conseguenza, l’accusa di OpenAI nei confronti di DeepSeek per un presunto utilizzo improprio delle sue tecnologie ha sollevato questioni legali, etiche e geopolitiche, ponendo interrogativi cruciali sul futuro della ricerca e dello sviluppo dell’IA.
Secondo fonti vicine all’azienda, DeepSeek avrebbe impiegato tecniche di “distillazione” per apprendere direttamente dai modelli di OpenAI senza autorizzazione. In risposta, OpenAI e il suo partner Microsoft hanno avviato un’indagine, analizzando account che avrebbero potuto accedere alle API di OpenAI per integrare i modelli nella propria infrastruttura.
Implicazioni Legali ed Etiche
Tra le implicazioni sollevate, c’è quella della proprietà intellettuale. Se OpenAI riuscisse a dimostrare che DeepSeek ha sfruttato i suoi modelli senza autorizzazione, si aprirebbe un precedente nel settore dell’IA, con possibili ripercussioni su altre aziende che sviluppano modelli simili. DeepSeek sostiene di aver sviluppato il proprio modello in modo indipendente, sfruttando metodologie open-source e tecniche di ottimizzazione alternative, impiegando solo 5,6 Milioni di dollari al contrario di Open AI che richiede massicci investimenti e l’uso dei chip NVIDIA.
In ogni caso, l’emergere di DeepSeek segna una netta ascesa della Cina nel campo dell’IA, con tutte le implicazioni che questo comporta in termini di reazioni da parte dell’Occidente.
Questa disputa si inserisce in un contesto geopolitico più ampio. L’Occidente, guidato dagli Stati Uniti, ha cercato di limitare lo sviluppo dell’IA in Cina attraverso restrizioni alle esportazioni di microchip avanzati. Tuttavia, DeepSeek dimostra che la Cina sta trovando modi per avanzare rapidamente nel settore, anche senza l’accesso diretto alle tecnologie americane.
Cosa però ha comportato l’emersione di DeepSeek-R1 lato mercati finanziari?
Anzitutto, il Crollo delle Aziende Americane di IA in Borsa a Wall Street. La reazione del mercato alla notizia dello sviluppo di DeepSeek-R1 è stata immediata e significativa. Il Nasdaq, indice tecnologico statunitense, ha registrato un calo del 3,5%, mentre aziende chiave nel settore dell’IA, come Nvidia, hanno subito perdite fino al 17% del loro valore facendo registrare una perdita di 590 Milioni di Dollari (il più grande crollo di mercato in un solo giorno). Questo dimostra quanto gli investitori percepiscano la concorrenza cinese come una minaccia concreta alla supremazia statunitense nel settore dell’IA, mettendo in discussione il vantaggio competitivo delle aziende americane. La Cina ha implicitamente dimostrato che riesce a sviluppare la medesima tecnologia Americana in poco tempo. E questo ha colpito le Big Tech americane.
Il colpo più grande di DeepSeek, però, è stato quello di ridimensionare il mito della Generative AI americana, spesso percepita come qualcosa di estremamente avanzato e difficilmente replicabile.
Da questo punto di vista, è necessario, però, riflettere sui possibili scenari futuri su vari piani:
- Scontro legale: OpenAI potrebbe intraprendere azioni legali contro DeepSeek, portando il caso in tribunale per determinare se ci sia stata effettivamente una violazione della proprietà intellettuale.
- Regolamentazione più severa: Governi e istituzioni potrebbero introdurre normative più stringenti per proteggere i modelli di IA e limitare la diffusione di tecnologie open-source che facilitano il reverse engineering.
- Accelerazione dell’IA open-source: Se DeepSeek dimostrerà la propria indipendenza tecnologica, potrebbe innescare un movimento globale a favore di IA open-source, riducendo il monopolio delle grandi aziende americane.
- Escalation geopolitica: Gli Stati Uniti potrebbero reagire imponendo ulteriori restrizioni tecnologiche alla Cina, mentre la Cina potrebbe intensificare i suoi investimenti in IA per ridurre la dipendenza dall’Occidente.
Il caso DeepSeek vs OpenAI non è solo, quindi, una disputa tra due aziende tech, ma un sintomo della crescente competizione globale per il dominio nell’intelligenza artificiale e dello spazio Tech che è sempre più influente. Il risultato di questa vicenda potrebbe ridefinire le regole del gioco nel settore dell’IA, con conseguenze che si faranno sentire per anni a venire.
Diventa interessante rilevare le differenze a livello di uso. Analizziamo, quindi, le principali differenze tra i due modelli e cosa li rende unici. Anche se sembrano molto impercettibili.
ChatGPT vs DeepSeek: le differenze
Anzitutto, le 2 app di GEN AI si differenziano per la Profondità delle Risposte
- DeepSeek offre risposte più dettagliate e approfondite, con un forte focus sul contesto e sulle spiegazioni estese. ChatGPT, invece, è più orientato alla sintesi e alla rapidità, ideale per risposte concise ed efficienti.
Accessibilità e Costi
- DeepSeek è completamente gratuito e accessibile a tutti senza limitazioni. ChatGPT ha una versione gratuita con alcune restrizioni, mentre la versione avanzata richiede un abbonamento.
Esperienza Utente e Interfaccia
- ChatGPT ha un’interfaccia più raffinata, intuitiva e facile da usare. DeepSeek è funzionale ma meno curato dal punto di vista dell’usabilità, risultando più complesso per i nuovi utenti.
Moderazione e Censura
- ChatGPT ha un approccio più restrittivo, bloccando o limitando discussioni su temi sensibili o controversi. DeepSeek è più permissivo su alcuni argomenti, permettendo risposte più sfumate e aperte.
Innovazione e Aggiornamenti
- ChatGPT è supportato da OpenAI, che continua a migliorarlo con aggiornamenti costanti e nuove funzionalità. DeepSeek, essendo più recente, ha ancora molto da dimostrare, ma potrebbe evolvere rapidamente.
Quale scegliere, quindi, fra le 2 app di GEN AI?
Per chi cerca risposte rapide e un’interfaccia user-friendly, ChatGPT è l’opzione migliore. Per chi vuole maggiore profondità nelle risposte e un accesso illimitato e gratuito, DeepSeek è un’alternativa interessante.
L’AI sta cambiando il modo in cui lavoriamo e pensiamo e prendiamo decisioni. Che si scelga ChatGPT o DeepSeek, la chiave è saper sfruttare queste tecnologie per crescere e innovare nel proprio settore.
Sul fronte Italiano, Il Garante della Privacy Italiano ha immediatamente bloccato DeepSeek, classificandola come una potenziale minaccia globale. (Identica decisione era già stata presa nei confronti di ChatGPT nel 2023). L’Autorità ha contestato a DeepSeek la mancata trasparenza riguardo alle modalità di raccolta e utilizzo dei dati, ritenendo che ciò violi i principi fondamentali del GDPR, il principale regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.
E’ stata, quindi, avviata un’istruttoria sulla società cinese, e l’app fondata da Liam Wenfeng è stata rimossa dalle versioni italiane del Play Store e dell’App Store. Le aziende cinesi coinvolte hanno dichiarato di non operare in Italia e di non essere soggette alla normativa europea, una posizione che il Garante ha giudicato inaccettabile, portando all’avvio di ulteriori verifiche. Il blocco, adottato con procedura d’urgenza, mira a garantire la tutela dei dati personali degli utenti italiani.
Chiudiamo con alcune Proiezioni future: Se la Cina continuerà a progredire così rapidamente nel settore dell’IA, potremmo assistere a un cambiamento significativo nella bilancia del potere tecnologico globale. Le politiche di contenimento da parte degli Stati Uniti potrebbero non essere sufficienti a rallentare l’ascesa della Cina, e ciò potrebbe spingere verso un panorama in cui la competizione non è solo tecnologica, ma anche politica ed economica.
In pratica, la guerra tecnologica tra le superpotenze sta entrando in una fase decisiva, con l’intelligenza artificiale come campo di battaglia principale. La guerra globale per il dominio dell’Intelligenza Artificiale Generativa è appena iniziata.
Che dire, vediamo come evolvono le cose anche in questo caso. Noi monitoreremo il tutto e vi terremo aggiornati.Stay tuned!
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
