La corsa di Decaro alla Regione Puglia è tutt’altro che in discesa tra crescente malcontento delle province minori verso il Baricentrismo, l’ascesa della Destra estrema nel mondo e il NO diffuso al Green Deal

Cari amici, bentornati nell’Osservatorio Economia dal vostro Davide Scialpi!
Come ben sapete, dopo l’elezione di Trump, il mondo politico è tornato a scaldarsi in vista di una serie di appuntamenti elettorali, prossimi e lontani. Tra questi, all’orizzonte si profilano le elezioni regionali del 2025, in autunno, che riguarderanno le Marche, la Toscana, la Valle d’Aosta, il Veneto, la Campania e la Puglia.
Un appuntamento che potrebbe essere segnato da un election day comune per tutte queste regioni, con la prospettiva di una battaglia elettorale nazionale sui media, destinata a influenzare il voto locale.
Tuttavia, va detto che le elezioni regionali rimangono una questione prevalentemente locale, con campagne elettorali radicate nei territori e meno focalizzate sulla politica nazionale. Certo, oggi è sempre più difficile tracciare una netta separazione tra ciò che è locale e ciò che è nazionale, soprattutto con l’uso pervasivo dei social media, che permettono di diffondere messaggi politici a livello globale.
Analizzeremo tutte le Competizioni Regionali. Per questa volta, il focus di questo spazio è dedicato alla Corsa alla Presidenza di una delle Regioni su menzionate, ovvero la Regione Puglia.
Regione Puglia che, da oltre 4 legislature, da quasi 20 anni, è feudo e roccaforte del Centrosinistra e quindi del mondo progressista in tutte le sue forme, anche le più estreme. E che si ritrova di fronte ad un nuovo punto di turnaround.
Dopo i 2 mandati del Comunista Vendola e i 2 mandati di Michele Emiliano, la sinistra si ritrova di fronte ad un nuovo momento storico di cambiamento sperando di potersi riconfermare. La scelta sembra essere quella di puntare su Antonio Decaro, l’ex Sindaco di Bari e oggi fresco Parlamentare Europeo, tra i più suffragati in assoluto nell’ultima tornata elettorale.
La data delle elezioni è ancora chiaramente lontana. Quindi, il confronto è ancora di là dall’accendersi. Ma non vanno sottovalutati i trend politici in corso.
Il contesto attuale, infatti, sembra andare contro un mondo di sinistra per diverse regioni: il governo Meloni, insediato da oltre 2 anni e mezzo, ha ancora forte consenso nonostante i dati economici non siano dei migliori, con FDI che viaggia intorno al 29% e un CDX unito intorno al 46%.
Il mondo politico globale e europeo vive momenti di cambiamento incredibile con una forte ascesa delle Destre Estreme in Belgio, Olanda, Austria, in Germania con la AFD di Alice Weidel in Germania, Trump in America, Reform UK di Nigel Farage in Inghilterra, in in grado di alzare il consenso con narrative super aggressive contro establishment, immigrazione e politiche green-transizione 5.0 e lgbt.
In tutto questo, il mondo Meloni è già riuscito a recuperare terreno e potere con la riconquista di Brindisi e Lecce (grazie all’iniziativa del G7 di Borgo Egnazia) e con la nomina a Commissario Europeo di Raffaele Fitto. E sogna di strappare la Regione al Centrosinistra.
Nel frattempo, non sono mancati attacchi proprio nei confronti di Decaro prima della sua candidatura alle Europee dove ha fatto registrare il più alto numero di preferenze ricevute.
Ora, mentre non è ancora noto il candidato del centrodestra (I nomi che girano sono quelli di Nicola Porro e del Vice Segretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Onorevole Pier Paolo Sisto), il nome di Antonio Decaro è quello su cui il Centrosinistra intende puntare per rieleggere un Presidente appartenente al PD e continuare la tradizione.
In tal senso, abbiamo analizzato quelli che sono i potenziali mattoni sciolti – aspetti che possono o potrebbero rendere più impegnativa la riuscita di Decaro come Presidente della Regione Puglia nonché le opportunità e i suoi punti di forza.
Partiamo dai punti di forza o elementi positivi che sono comunque tanti.
I punti di forza di Decaro
- Forte sostegno barese: il capoluogo pugliese rappresenta il suo principale bacino elettorale. E’ qui che farà il pieno.
- Appoggio del mondo accademico: supportato dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bari. Anche da questi apparati riceverà forte sostegno.
- Forte Consenso Politico recente: europarlamentare con un recente successo elettorale da più votato, al Sud Italia. Gode di un forte e fresco consenso popolare. Questa esperienza di Parlamentare Europeo per circa 1 anno e mezzo gli permette di capire il ruolo della Puglia in Europa e non solo su scala locale e nazionale.
- Competenza tecnica: ingegnere con esperienza nei lavori pubblici e nei trasporti, un profilo raro in politica. Questo lo differenzia dai politici tradizionali. E su questo potrà spingere in maniera molto forte. C’è molta disillusione verso politici di professione.
- Bilancio positivo come amministratore: il successo alla guida della città di Bari lo accredita come figura affidabile. Anche su questo farà leva. La Città lo supporterà in maniera forte.
- Leadership nazionale: ex presidente dell’ANCI, con solide relazioni nel mondo amministrativo. Questa esperienza gli permette di aver già affrontato sfide nazionali oltre al ruolo di Parlamentare Nazionale per circa 1 anno e mezzo.
- Sostegno trasversale: appoggiato da sinistra e liberal-democratici, con possibilità di intesa con i Cinque Stelle sull’ambiente.
- Debolezza del centrodestra: al momento, nessun candidato particolarmente competitivo all’orizzonte dal Centrodestra per contendere con convinzione al Centrosinistra la presidenza della Regione.
Vediamo ora quali sono i potenziali aspetti dove la corsa, la campagna elettorale e la narrativa di Decaro può sostanzialmente diventare più impegnativa.
I mattoni sciolti o potenziali ostacoli per Decaro
- Forte NO da tutto il mondo all’ideologia Green: cresce lo scetticismo a livello mondiale ed europeo verso le politiche cosiddette green-ambientalisti. Decaro, per posizionamenti di Partito e il suo ruolo di Presidente della Commissione Ambiente, si trova dal lato opposto. E la narrativa / proposta politica in tal senso di Decaro può essere, quindi, respinta o vista come non adatta o convincente o vincente in questo preciso periodo storico.
- Malcontento delle province minori verso il Baricentrismo della Regione Puglia: BAT, Foggia, Taranto, Lecce e Brindisi possono temere una Regione ancora una volta Bari-centrica, alimentando il risentimento verso l’accentramento del potere. E Decaro arriva, volenti o nolenti, da Bari. Dall’altra parte, è anche vero che nelle ultime elezioni europee ha ricevuto consenso da tutto il Sud Italia e anche da parte della Puglia non barese che ha apprezzato la sua candidatura, forse per contare di più in Europa.
- Stallo economico e fuga verso altri paesi: la presidenza Emiliano non ha risolto i problemi economici e occupazionali annosi, con l’emigrazione dei pugliesi ancora in aumento. Per carità, non è facile. In alcuni casi, è impossibile. Riproporre un mondo già visto, però, preconizza risultati già visti. Il malcontento c’è sempre da questo punto di vista. Quindi, sarà comunque complicato proporsi come la soluzione nuova ai problemi vecchi se non con un piano competitivo.
- Continuità con Emiliano: Le carriere di Decaro ed Emiliano sono strettamente connesse. Fu Emiliano ad indicare Decaro come sindaco di Bari. La sua potenziale candidatura a consigliere regionale dopo anni da presidente, seppure legittima, non sembra dare un forte segnale di cambiamento politico. Qualcuno potrebbe dire: Cosa porta di nuovo, Decaro?… Sicuramente è una figura meno politica di altri.
- Potenziale Percezione di Elitismo barese e potere accademico: la candidatura del fratello di Decaro a Rettore dell’Università di Bari può rischiare, in caso di vittoria, di alimentare nell’immaginario collettivo la percezione di un appartenenza ad establishment elitario Barese esclusivo. Il Popolo potrebbe sentirsi escluso e percepire l’approccio come un approccio non inclusivo, in altri termini. Nonostante questo, la sua figura è comunque molto popolare. I numeri sono dalla sua e per forza portano dentro fasce popolari.
- Promesse mancate di Emiliano: l’apertura dell’aeroporto di Taranto per voli di linea, tanto annunciata, non si è mai concretizzata. Questo potrebbe avere un impatto nell’elettorato della Provincia di Taranto.
- Architetti Nazionali-Non Pugliesi in crisi reputazionale: Renzo Piano e Stefano Boeri, spesso scelti da Decaro per opere pubbliche, hanno una reputazione compromessa. Presentare progetti o riferimenti a questi nomi può evocare percezione di malaffare. In più, il coinvolgimento di Architetti non pugliesi potrebbe non essere ben vista.
- L’avanzata della destra estrema nel mondo, in EU, il recupero recente del centrodestra in Puglia e il consenso ancora alto del Centrodestra al potere a livello nazionale e in regioni vicine alla Puglia: Meloni, con Fitto, ha già riconquistato il Salento e parte del Brindisino, mentre con Mantovano, Sisto e Gemmato punta anche su Bari. Al Sud, Decaro è praticamente circondato da Regioni del Centrodestra. In più, nel mondo e in Europa, da Trump e ai paesi del Centro Europa come Austria, Germania, Olanda, Belgio, Francia e Nord Europa (UK, Svezia) la destra estrema continua a crescere e ad affermarsi con narrative anti establisment, anti lgbt e anti green deal o transizione 5.0-Green.
Entriamo nel merito di alcuni potenziali ostacoli che possono o potrebbero avere un impatto sulla riuscita di Decaro o quantomeno rendere più impegnativa la corsa o la campagna elettorale o narrativa:
Lo scetticismo imperante verso l’ossessione Green e Ambiente dell’UE
Antonio Decaro è Presidente della Commissione Ambiente a Bruxelles come Parlamentare Europeo. Ed è un fermo sostenitore e propagandista di un mondo sostenibile a tutti i costi. Ed è proprio qua che si innesta il corto circuito perché al centro del successo politico delle Destre c’è proprio la critica al mondo Green e nel caso dell’Europa al Green Deal Europea alla Transizione 5.0 – Industria 4.0, dell’ossessione sostenibilità ambientale, rea a detta dei Tedeschi di aver portato la Germania nel Baratro e quindi di aver affossato l’economia Tedesca.
La destra la etichetta come ideologia green, forzature formali EU che portano le imprese al fallimento imprenditoriale e conseguentemente alla perditià di competitività e al licenziamento di personale. Dal mondo ESG, al mondo elettrico dell’automotive, all’industria 4.0, tutto si sta ritorcendo contro.
Come sapete, l’EU non ha già una bella immagine nella mente delle persone. Con questo Green Deal è ripiombata nella contestazione più totale alimentata dei partiti nazionalisti-sovranisti.
Capite bene che su questo Decaro è in profonda difficoltà. E quindi potrebbe pagare i piani dell’Unione Europea e questo profondo scetticismo e ritorsione verso l’ossessione green che tanti problemi ha creato a livello economico specie nell’automotive.
Certo, in casa in Puglia, c’è un mostro di inquinamento chiamato ILVA – ACCIEIERIE D’ITALIA che produce sicuramente inquinamento e di tutti i tipi con annesse ulteriori esternalità negative a fronte di esternalità positive legate prettamente al lavoro dipendente di operai non di Taranto.
Cosa può farci Decaro? Nulla. Sono macro narrative impossibili da invertire. Di certo, esaltare l’ambiente in questo momento non sembra portare consenso e supporto. Sarà però difficile per Lui perché il mondo Universitario che lo supporta è ossessionato, per interesse, con questa propaganda sulla sostenibilità e la transizione 5.0.
Malcontento crescente delle province minori (Brindisi, Lecce, Taranto, Foggia, BAT) verso il Baricentrismo della Regione Puglia
Nelle province di BAT, Foggia, Taranto e Brindisi, ovvero nelle aree interne o lontane dal capoluogo Barese, cresce il malcontento per un assetto regionale percepito come eccessivamente Bari-centrico.
Molti cittadini, nel Salento come nel Tarantino come nel Foggiano, temono che, con Decaro alla guida, la Puglia continui a privilegiare il capoluogo a discapito delle aree periferiche, già segnate da infrastrutture carenti, scarsa attenzione agli investimenti e minori opportunità di sviluppo economico e lavorativo. Questo sentimento di marginalizzazione si è rafforzato negli anni, con azioni che hanno spesso favorito Bari come polo amministrativo ed economico, lasciando le altre province in secondo piano.
Se Decaro non riuscirà a proporre un piano credibile di riequilibrio territoriale, il rischio è che il divario tra il capoluogo e il resto della regione diventi un tema centrale nella campagna elettorale, alimentando ulteriormente il risentimento e spingendo gli elettori delle province a cercare alternative politiche.
La pessima Reputazione degli Architetti non-Pugliesi Renzo Piano e Stefano Boeri, scelti da Decaro
Renzo Piano e Stefano Boeri non godono di un ottima reputazione. Renzo Piano continua a fatturare all’estero anche se non può farlo visto il suo ruolo di Senatore a vita ottenuto per non si sa quali precisi meriti. Questa questione è stata sollevata anche da membri del Parlamento. Mentre Stefano Boeri è stato rinviato a giudizio e richiesti gli arresti domiciliari. Di certo, non sono più esempi da presentare.
Esaltarli e venderli sarà impossibile per Antonio Decaro. Assegnare loro lavori vorrebbe dire associarsi a mondi non propriamente etici. E per la sinistra questo è inaccettabile. La sinistra ha la morale molto alta. Aldo Moro non avrebbe mai accettato questi comportamenti.
Tra l’altro, poi, non si capisce perché a dover fare dei lavori in Puglia debbano essere chiamati questi signori del Nord Italia a cui il Sud non piace neanche quando la Puglia è piena di architetti competenti, meritevoli di quello a cui ambiscono e a cui, quindi, bisogna dare e restituire quel che è di Cesare. Questo approccio non crea sviluppo economico a livello locale perché a fatturare sono Studi di Genova e Milano e non di Città Pugliesi. Ma è difficile che un Architetto Pugliese possa essere chiamato a fare grandi opere in Lombardia ed essere osannato come i predetti gentlemen. Come mai Piano e Boeri cercano lavori in Puglia?….. Non trovano lavoro a Milano?.. Come mai?… Ci sono tanti spazi a Milano dove costruire ..però bisogna rispettare le regole per poter costruire, lo dico per Boeri.
In altre parole, Decaro si troverà a dover affrontare una campagna elettorale che convinca le aree interne con un piano di riequilibrio territoriale dando a Cesare quel che di Cesare, che tratti i problemi reali con soluzioni concrete per risolverli, evitando di rendere il green e l’ambiente il core della sua narrativa e battagia politica laddove non ha senso e convincendo il popolo e non solo il mondo universitario.
Vedremo se sarà effettivamente Lui il candidato o se ci saranno nuove proposte e come le cose evolveranno. Noi, chiaramente, vi terremo informati, aggiornati sulla corsa alla Regione Puglia come su quelle alle Regioni Veneto, Valle D’Aosta, Toscana, Campania, Marche descrivendovi dinamiche e candidati e condividendo previsioni come abbiamo già fatto in altre occasioni.
Alla prossima!
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
