[Elaborazione Osservatorio Economia] Lotta all’evasione fiscale: recupero record di 32,7 miliardi nel 2024

Cari amici bentornati nell’Osservatorio Economia dal vostro Davide Scialpi.
In controtendenza rispetto agli ultimi dati sull’economia e la produzione industriale, siamo qui per condividere fortunatamente delle notizie positive per la nostra economia. Segnatamente sul fronte della lotta all’evasione fiscale: L’Italia segna, infatti, un nuovo record storico nel recupero delle risorse fiscali, con ben 32,7 miliardi di euro recuperati nel 2024, grazie a un’efficace combinazione di misure ordinarie e straordinarie, che vanno dall’incrocio dei dati fiscali all’uso della tecnologia per migliorare la compliance. (E questo per il Governo Meloni e quindi per il Ministro Giorgetti può essere un motivo di vanto e di camminata a testa alta).
In tal senso, abbiamo effettuato per voi delle elaborazioni sui dati dell’Agenzia delle Entrate al fine di farvi comprendere il trend di crescita nella capacità di recupero delle risorse fiscali, dovuto ad una particolare accelerazione grazie all’uso di tecnologie avanzate e all’intensificazione dei controlli. Vediamo più da vicino come sono stati ottenuti questi numeri e cosa significano per l’economia del Paese.
Nel 2024, l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 32,7 miliardi di euro, superando il precedente primato di 31 miliardi nel 2023. Un risultato che evidenzia il rafforzamento dei controlli e delle strategie di contrasto all’elusione fiscale, ma che al tempo stesso sottolinea l’entità ancora elevata del fenomeno.
Da dove arrivano i 32,7 miliardi?
Il recupero fiscale deriva principalmente da 2 fonti: da attività ordinarie di controllo e misure straordinarie:
- Tax Compliance. Controlli ordinari: accertamenti e verifiche fiscali su aziende e privati.
- Misure straordinarie: come la “rottamazione” delle cartelle esattoriali e la definizione delle liti pendenti.
- Incrocio dei dati fiscali: grazie all’uso avanzato della tecnologia e dell’intelligenza artificiale per individuare incongruenze nelle dichiarazioni dei redditi.
- La Fatturazione Elettronica e Incremento Pagamenti Digitali. l rafforzamento dell’uso della fatturazione elettronica e l’incremento dei pagamenti digitali hanno migliorato la tracciabilità delle transazioni, contribuendo alla riduzione dell’evasione fiscale.
Nel 2023, ad esempio, 19,6 miliardi sono stati recuperati tramite controlli ordinari, mentre 5,1 miliardi sono arrivati dalle sanatorie fiscali. Il trend si è confermato anche nel 2024, con un aumento complessivo dell’efficacia delle operazioni.
L’evasione resta alta: il problema è tutt’altro che risolto
Nonostante i numeri positivi, il problema dell’evasione fiscale in Italia rimane significativo. Secondo i dati del Ministero dell’Economia, l’evasione totale nel 2021 ammontava a 82,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 108,4 miliardi del 2017, ma ancora molto lontana dall’essere azzerata.
Le aree più critiche riguardano:
- L’IRPEF da lavoro autonomo e imprese, con una quota di evasione ancora molto elevata. Infatit, l’IRPEF dei lavoratori autonomi risulta essere l’imposta più evasa, con un tax gap del 66,8%, pari a oltre 29 miliardi di euro non versati nel 2021.
- L’IVA, che ha visto miglioramenti, ma rimane una delle principali fonti di mancato gettito. E’ una delle tasse meno pagate. In tal senso, c’è un record negativo per il bel paese: L’Italia risulta essere il paese EU con la maggiore perdita di gettito IVA in valore assoluto e tax gap del 13,8%.
Perché è importante questo recupero?
Il recupero di 32,7 miliardi di euro non è solo un successo nella lotta contro l’evasione, ma anche una risorsa fondamentale per il rafforzamento dell’economia del Paese. Questi fondi possono essere reinvestiti in servizi pubblici essenziali come sanità, istruzione e infrastrutture, contribuendo a migliorare la qualità della vita per tutti i cittadini.
Inoltre, il recupero fiscale è un passo importante per ridurre il carico fiscale sugli onesti e per creare un sistema fiscale più giusto e competitivo, dove le regole vengano rispettate da tutti, senza che alcuni soggetti sfruttino il sistema a loro favore. Questo è essenziale per creare un clima di fiducia tra le imprese e i cittadini, favorendo così la crescita e lo sviluppo sociale.
Questi risultati si devono anche a un lavoro di continuità e progressiva intensificazione iniziato già anni fa con l’introduzione della Fatturazione Elettronica e con l’introduzione di misure come la digitalizzazione delle pratiche fiscali e il rafforzamento del controllo sulle transazioni.
Il successo del recupero fiscale è quindi un risultato che può essere attribuito a tutti i governi che si sono succeduti dal 2020 a oggi, ognuno dei quali ha contribuito al rafforzamento delle politiche di contrasto all’evasione, adattandosi alle sfide poste dalla digitalizzazione e dalle nuove forme di evasione. Il miglioramento principale degli ultimi 3 anni è stato favorito dall’introduzione di strumenti come la fatturazione elettronica e dall’aumento dei pagamenti digitali, che hanno aumentato la tracciabilità delle transazioni e ridotto l’evasione, soprattutto tra i lavoratori autonomi. Un lavoro che si concreta in una concentrazione di fattori che hanno cominciato ad incidere da almeno 15 anni fa godendo dell’appoggio delle nuove generazioni, decisamente più digitali delle precedenti.
Per continuare su questa strada, servono:
- Maggiore digitalizzazione dei controlli, con l’uso dell’IA per individuare frodi fiscali.
- Incentivi per l’uso della moneta elettronica, per ridurre il contante e tracciare meglio i pagamenti.
- Possibile riapertura della “rottamazione” delle cartelle esattoriali, per permettere ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione senza sanzioni eccessive.
Le ultime direttive del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ribadiscono l’importanza di proseguire con una strategia di compliance fiscale che, da un lato, rafforzi la collaborazione tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti, e dall’altro, introduca misure di controllo più stringenti e tempestive sanzioni.
La compliance fiscale si traduce in un sistema che incentiva il pagamento delle imposte attraverso la semplificazione e l’abbattimento dei costi, e nel contempo sviluppa un sistema di controllo sempre più efficace, con il rafforzamento delle misure di prevenzione e l’introduzione di sanzioni tempestive per chi non adempie. In questo contesto, il concordato fiscale ha giocato un ruolo cruciale, generando già 1,6 miliardi di euro, e contribuendo a far salire il saldo finale della lotta all’evasione nel 2024.
Queste azioni, supportate da un approccio collaborativo, sono destinate a continuare anche nel 2025, per garantire un futuro fiscale più trasparente e giusto per tutti. In questo quadro, la riforma della riscossione rappresenta un altro tassello fondamentale per ottimizzare il sistema e aumentare ulteriormente l’efficacia del recupero delle risorse.
Il Viceministro dell’Economia LEO ha rilanciato l’azione con una riapertura dei termini dei pagamenti della rottamazione delle cartelle, la detassazione degli investimenti esteri e la possibile riduzione della tassazione sul ceto medio, ovvero a quelli che hanno un reddito che si attesta tra i 28 e i 60 mila euro massimo.
Conclusione
Il recupero record di 32,7 miliardi di euro dimostra che la lotta all’evasione sta dando risultati concreti. Tuttavia, il fenomeno resta una delle principali sfide economiche del Paese. Serviranno misure ancora più efficaci per ridurre il gap fiscale e garantire un sistema più equo e sostenibile e un miglioramento della qualità dei cosiddetti servizi universali. Una cosa è certa sapevamo che su questo Giorgetti non poteva permettersi il lusso di performare male su questi dati essendo Commercialista. Ma di certo il merito non è solo suo ma di tutti i governi che si sono avvicendati nel corso degli ultimi 15 anni ad oggi, da alcune misure come la fatturazione elettronica e dall’attitude delle nuove generazioni ad effettuare pagamenti digitali e meno cash. Vediamo come andrà ora il 2025.
Monitoriamo tutto e vi teniamo informati. Stay tuned.
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia.
