BCE verso taglio dei Tassi di Interesse di 25 punti base per stimolare la crescita economica dell’Eurozona

Cari amici bentornati nel canale digitale dell’Osservatorio Economia dal vostro Davide Scialpi.
In questo approfondimento, ci concentreremo sull’economia dell’Eurozona che attraversa un momento di crescita debole e inflazione in calo.
La Banca Centrale Europea (BCE) ha, infatti programmato una riunione del Consiglio Direttivo per il 6 marzo 2025, durante la quale è attesa una decisione sui tassi d’interesse.
La BCE potrebbe annunciare un ulteriore taglio dei tassi di interesse in questa occasione, riducendo il tasso sui depositi di altri 25 punti base (0,25%) portandolo dal 2,75 al 2,50%.
Si tratterebbe della 6° riduzione consecutiva a partire da giugno 2024, quando i tassi si attestavano al 4%. Tuttavia, il dibattito interno al Consiglio direttivo si fa sempre più acceso e il percorso futuro appare meno scontato.
Le Ragioni del potenziale Taglio ai Tassi di Interesse
Il Taglio sarebbe un Taglio moderato (-0,25%) con effetto graduale volto a favorire il credito senza grandi rischi inflazionistici.
Questa possibile riduzione dei tassi è motivata dalla necessità di stimolare e favorire la crescita economica nell’area euro, che attualmente sta affrontando una fase di debolezza (tassi elevati rendono più difficile la ripresa economica). Nonostante l’inflazione si stia avvicinando all’obiettivo del 2%, la BCE sembra più preoccupata per la lenta crescita economica (stagnazione) e i rischi emergenti, come le tensioni commerciali globali.
Per essere più chiari, la BCE prende decisioni sulla base dell’inflazione media dell’intera Eurozona, che sta scendendo ed è ormai vicina al target del 2%. Questo significa che, anche se da noi in Italia Italia l’inflazione è un po’ più alta, il trend generale nell’area euro giustifica un allentamento della politica monetaria, quindi una politica non più restrittiva.
Tuttavia, ci sono alcune incognite che potrebbero far risalire l’inflazione:
- Prezzi dell’energia. Il gas è stato volatile: a febbraio ha toccato i 58 euro/MWh, poi è sceso a 45 euro, ma il rischio di rialzi resta.
- Inflazione nei servizi. Anche se in calo, è più persistente rispetto ai beni e potrebbe rallentare la disinflazione.
- Dazi USA e tensioni geopolitiche. Se Trump reintroducesse i dazi del 25% sui prodotti europei, i costi di importazione potrebbero aumentare, spingendo l’inflazione verso l’alto.
Un Taglio più ampio di -0,50% o più farebbe da stimolo forte per l’economia, ma potrebbe indebolire troppo la moneta e riaccendere l’inflazione.
Scenari: Cosa può succedere nei prossimi mesi?
Gli scenari che si potrebbero verificare sono i seguenti:
- Se l’inflazione continua a scendere o rimane stabile, La BCE potrebbe continuare quindi con altri 2-3 tagli dei tassi fino a raggiungere l’1,75%-2%.
- Se i prezzi dell’energia o dei servizi risalgono, I cosiddetti falchi nel Consiglio BCE potrebbero opporsi a ulteriori tagli, rallentando il percorso verso la neutralità.
Il taglio attuale della BCE è prudente (-0,25%) perché vuole trovare il giusto equilibrio tra supportare la crescita e non generare nuove tensioni inflazionistiche. Se l’economia non risponderà come previsto, potrebbero esserci ulteriori riduzioni nei prossimi mesi.
In other terms, la BCE sta tagliando i tassi per stimolare la crescita, ma se l’inflazione in Italia o in altre economie chiave dovesse rimanere alta, potrebbe essere costretta a rivedere le sue mosse nei prossimi mesi.
La decisione ufficiale sarà comunicata il 6 marzo 2025, durante la riunione del Consiglio Direttivo della BCE. Eventuali annunci saranno effettuati dalla Presidente della BCE, Christine Lagarde, durante la conferenza stampa successiva alla riunione.
Tassi Verso la Neutralità
La BCE starebbe puntando a raggiungere un livello di tassi “neutrali”, cioè una fascia compresa tra l’1,75% e il 2,25%, un livello che non freni né stimoli eccessivamente l’economia (ovvero come detto tra 1,75% e 2,25%). Il Presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha recentemente dichiarato che l’istituto si sta avvicinando a un livello in cui la politica monetaria non sarà più restrittiva. Questo suggerisce che potrebbero esserci ancora uno o due tagli nei prossimi mesi per raggiungere questo equilibrio.
Il tasso neutrale esprime un livello del costo del denaro che non stimola né frena l’economia. Con un’inflazione tornata attorno al 2%, il Consiglio direttivo della BCE ritiene che la politica monetaria non debba più comprimere l’attività economica.
Divisioni nel Consiglio Direttivo
Se il taglio di marzo appare ormai scontato, il futuro delle politiche monetarie resta incerto. Alcuni membri del Consiglio, come Isabel Schnabel, hanno sollevato dubbi sul fatto che i tassi siano ancora effettivamente restrittivi, suggerendo di discutere una possibile pausa nei tagli. Dall’altra parte, la presidente Christine Lagarde ha ribadito che la direzione della BCE è chiaramente orientata verso ulteriori riduzioni, seppur con un approccio prudente e basato sui dati economici.
I mercati finanziari, invece, prevedono, come detto, almeno altri 2-3 tagli entro la fine dell’anno, con i tassi che potrebbero scendere fino all’1,75%-2%. La situazione geopolitica, le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’andamento dei prezzi dell’energia potrebbero influenzare le future decisioni della BCE.
Interessante capire gli effetti di questo taglio per l’economia reale.
Gli Effetti sui Mutui e l’Economia
La riduzione dei tassi BCE ha come obiettivo quello di facilitare prestiti e mutui. Praticamente, Porterà benefici per chi ha un mutuo a tasso variabile, con una progressiva riduzione delle rate mensili. Tuttavia, l’impatto sulle condizioni di prestito dipenderà anche dalle scelte delle singole banche, che potrebbero trasferire i benefici con un certo ritardo.
Dal punto di vista economico, il raggiungimento di un tasso neutrale potrebbe contribuire a stabilizzare la crescita, evitando sia un eccessivo rallentamento sia una ripresa inflazionistica. Tuttavia, l’incertezza resta elevata e le prossime decisioni della BCE saranno cruciali per determinare il futuro della politica monetaria nell’Eurozona.
In conclusion, il taglio dei tassi del 6 marzo sembra ormai una certezza, ma il vero interrogativo riguarda le mosse successive della BCE. Raggiunto il livello neutrale, l’istituto potrebbe fermarsi, interrompendo il ciclo di riduzioni. Molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione, dalla crescita economica e dagli equilibri interni al Consiglio direttivo. Gli occhi dei mercati e dei cittadini restano puntati su Francoforte, in attesa delle prossime mosse della banca centrale.
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
