L’Inflazione torna a mordere: +1,7% a Febbraio. Generi alimentari in aumento del +2,2%

Cari amici, bentornati nel canale digitale dell’Osservatorio Economia, dal vostro Davide Scialpi.
Qui per nuove notizie purtroppo non belle per la nostra economia. Sono appena usciti, infatti, i nuovi dati Istat sull’inflazione. E i numeri relativi al mese febbraio non sono affatto positivi, e l’impatto si fa fortemente sentire sulle tasche degli Italiani.
Come sempre siamo qui per darvi un’analisi dettagliata di ciò che sta accadendo.
Scopriamo insieme cosa sta influenzando l’economia italiana e come questo potrebbe cambiare le vostre abitudini di consumo nei prossimi mesi precisando che si tratta di di stime preliminari.
L’Inflazione nel mese di Febbraio è tornata a mordere. L’accelerazione è stata consistente. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), comprensivo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,2% rispetto a gennaio e dell’1,7% rispetto a febbraio 2024, in rialzo rispetto al +1,5% del mese precedente.
Questo andamento è condizionato soprattutto dalla ripresa verso l’alto dei prezzi del settore energetico, che tornano positivi (+0,6% rispetto al -0,7% di gennaio), con particolare enfasi sulla componente regolamentata (+31,5% da +27,5%).
Rialzi anche nel comparto alimentare
Nel settore degli alimenti, i prezzi sia dei prodotti lavorati sia di quelli non lavorati mostrano un’accelerazione. Il cosiddetto “carrello della spesa” ha fatto registrare una crescita del +2,2% rispetto al +1,7% di gennaio.
I prezzi al dettaglio dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche segnano un incremento del +2,6% annuo. Questi rincari colpiscono beni di primaria importanza per le famiglie, con impatti considerevoli sulla spesa e sul consumo.
In generale, l’incremento dell’inflazione comporta un costo aggiuntivo per le famiglie. Le stime indicano un aumento medio di spesa annuo pari a 559 euro per una famiglia tipo e 761 euro per un nucleo con due figli.
Al contrario, il costo di alcuni servizi ha registrato una riduzione, tra cui quelli ricreativi e culturali, nonché quelli dei trasporti e delle comunicazioni.
In Germania, invece, secondo le stime preliminari dell’Ufficio Federale di Statistica, il tasso di inflazione per Febbraio 2025 si dovrebbe attestare intorno al 2,3%. Questo porta con sé un aumento dello 0,4% rispetto a gennaio 2025. Escludendo generi alimenti e servizi energetici, il tasso di inflazione generale è previsto al 2,6% a febbraio 2025.
In sintesi, l’inflazione in Italia continua a crescere, soprattutto a causa dei rincari nel settore energetico e alimentare, con un impatto significativo sul potere d’acquisto delle famiglie. Tra le possibili soluzioni, politiche monetarie (di competenza della BCE) e fiscali (di competenza del Governo Nazionale), come la riduzione dei tassi d’interesse o interventi mirati su specifici settori (come sussidi o aiuti diretti alle famiglie), potrebbero essere adottate per sostenere i consumi essenziali e contenere l’aumento dei costi. Tuttavia, l’incertezza persiste, con scenari economici variabili a livello internazionale, come evidenziato dalla situazione in Germania. La sfida per il futuro sarà bilanciare stimolo economico e tutela dei consumatori
Come al solito, vi teniamo aggiornati sui prossimi dati.
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
