[Scenari Geopolitici] Il mondo è più ordinato che mai. La globalizzazione è sempre più forte ed influente. Chi ci vuole vendere complessità ci vuole raggirare!

Narrattive farlocche degli pseudo esperti di geopolitica
13
Lug

[Scenari Geopolitici] Il mondo è più ordinato che mai. La globalizzazione è sempre più forte ed influente. Chi ci vende complessità e disordine ci vuole raggirare. Dietro le narrative trappola farlocche e nocive di pseudo esperti di geopolitica italiani

Chi ci vende la complessità ci vuole raggirare

Non so se siete d’accordo con me ma chi ci vende che le cose sono complesse tendenzialmente è colui il quale ci vuole fregare. In realtà, tutto è sempre molto semplice, basta individuare il problema e trovare la soluzione o l’insieme delle soluzioni che lo possano risolvere.

Questo avviene in tutti i campi. Ed è per questo che nascono i problemi. C’è infatti chi i problemi non li vuole risolvere nonostante si proponga per risolverli. Chi vuole che siano risolti da altri e chi invece ci racconta che le cose sono complesse per complicarle ancora di più e porsi tra noi e il risultato atteso. C’è chi vuole risolverli ma a modo proprio e a prezzo rilevante.

Questo avviene anche nel mondo delle analisi di geopolitica che da tanti anni spopolano e appassionano chi vuole cercare di categorizzare il mondo. In realtà, chi si affida a queste analisi rischia più che altro di farsi portare dove vogliono i sistemi e non verso la verità.

La maggior parte degli analisti di geopolitica tende ad appartenere o a fazioni politiche o a sistemi di formazione. Capite bene che tipologie di analisti di questo tipo sono molto pericolosi perché ci vogliono raccontare quello che la loro ideologia vuole che si racconti o quello che il proprio ente di formazione propone.

E allora troveremo esperti che vengono proposti come tali ma che danno giudizi anche su leader politici e gestioni politiche senza però esprimere analisi veritiere ma condizionate da interessi. Chi passa per media e enti formativi di un certo tipo produce visioni non indipendenti e non veritieri.

Ci dirà cose come : “TRUMP, l’immobiliarista fallito di New York è un pazzo. Mentre la Cina è bella e dominerà il mondo” “Ci dirà che Lugano non va bene mentre va bene Mumbay”. Ci dirà che Draghi va bene mentre Nicola Rossi di Pisticci o Macerata non è all’altezza delle decisioni da prendere perché c’è complessità e disordine!

Ecco, è importante capire gli interessi di questi personaggi che girano e le loro narrative del tutto disconnesse dalla realtà ma ben conesse con i loro conti correnti e ruoli che ricoprono.

Trump non va bene per loro perché semplifica e con poche mosse raggiunge i risultati senza il bisogno di geni e scienziati. E quindi senza il bisogno di loro. In più usa un modo di comunicare diretto che mai e poi mai deve essere utilizzato per spiegare le cose.

Per loro va bene il Modello Cina, centralista, dove le risorse piovono dall’alto e il mercato e il mondo privato sono il male e tutto è controllato e non c’è spazio per altri, solo per loro. Evidenemente sono ossessionati dal non volere vedere intorno a loro rivali che senza aver fatto percorsi complessi riescono a descrivere la società meglio di loro e risultano più pragmatici e concreti. Non amano la concorrenza e lo stato, di cui fanno parte, deve fare tutto. Anche no, diremmo noi!

Ci propongono la loro visione: le cose sono complesse, c’è disordine e caos, quindi venite da me a capire come affrontare questo. In altri termini, dovete pagare a questo signore incompetente delle consulenze, dall’alto anche di posizioni pubbliche già lautamente pagate o appartenenze partitiche non esplicitate.

Quindi, questo leif motiv secondo cui oggi nel mondo ci sarebbe DISORDINE è solamente una difesa del proprio orticello e della propria rendita. Nessuna visione realistica della realtà. Nessuan comprensione del mondo.

La rendita è proprio sfidata dall’ordine e dalla standardizzazione che sono sempre più imperanti.

Chi sostiene che la globalizzazione sia finita o che il mondo sia nel caos o nel disordine sta guardando lo specchietto retrovisore o quello del proprio conto bancario, o delle proprie società di consulenza, o degli enti formativi per cui lavorano in maniera parassitaria. La realtà dei fatti è esattamente opposta: il sistema globale è oggi più interconnesso, ordinato e coerente di quanto sia mai stato in passato. E viaggia sempre più verso un accesa standardizzazione che lo renderà uguale in ogni parte del pianeta. E non c’è alcun reshoring.

Ecco i tre pilastri che smontano la narrazione del disordine:

  • Il business e la standardizzazione di servizi e prodotti: Il mercato non accetta il caos. Lo elimina. Le catene del valore oggi operano su standard tecnici e qualitativi identici, da Tokyo a New York, passando per Milano. La capacità di scalare un business non è mai stata così veloce proprio perché le “regole del gioco” sono uniformate. Chi parla di disordine ignora che il business globale è diventato un linguaggio universale che non tollera le inefficienze locali. C’è un allineamento globale degli standard lavorativi e produttivi che eliminano, grazie alla digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, le barriere operative.

  • La comunicazione: L’era della frammentazione informativa è finita. Tutto è sotto gli occhi di tutti in tempo reale. I flussi di informazione strategica viaggiano su binari precisi e sono gli stessi in ogni parte del mondo. I mercati e i governi comunicano attraverso metriche condivise e dati certi e prassi uguali. Non c’è ambiguità: i flussi di cassa, gli investimenti diretti e gli scambi commerciali seguono direttrici chiare che smentiscono qualsiasi tesi di isolazionismo.

  • L’Interconnessione economica: Siamo in una fase di osmosi totale. L’economia di un paese non è più un’isola, ma un nodo di una rete neurale globale. Le supply chain, i capitali e le competenze sono così intrecciati che ogni tentativo di “de-globalizzazione” risulta, nei fatti, impossibile. L’interconnessione è diventata la condizione necessaria per la sopravvivenza economica di ogni singolo Stato.La dipendenza reciproca strutturale che rende ogni nazione un tassello indissolubile del sistema). Compriamo servizi americani, spagnoli, inglesi, italiani, cinesi attraverso il cellulare. Leggiamo informazioni americane, cinesi, inglesi, spagnole attraverso il cellulare in tempo reale.

E poi. La Politica, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la geoeconomia.

  • La politica. la politica è fatta di narrative e di appartenenze a network internazionali per conseguenza esegue le medesime narrative in ogni parte del mondo. Le campagne di comunicazione sono le medesime. Ovunque, stessi messaggi, stesse propagande. C’è standardizzazione.
  • La Digitalizzazione. Il nuovo ordine invisibile. La globalizzazione è sempre più forte per via di internet e la digitalizzazione delle nostre vite e le nostre scelte. Oggi non scambiamo solo container, ma dati, algoritmi e intelligenza. Questo ha reso il mondo un unico, gigantesco ecosistema digitale. La dipendenza reciproca non è mai stata così profonda: è tecnicamente impossibile per qualsiasi attore economico “staccare la spina” dal sistema globale senza collassare. A governare il mondo sono aziende che sono presenti in tutto il mondo e che sono estremamente legate a piattaforme digitalie e a sistemi di intelligenza artificiale e sono quelle con la market cap più potente. L’Infrastruttura Digitale è la rete invisibile e indissolubile che rende ogni economia parte di un tutto interconnesso.
  • Geopolitica della chiarezza, non del caos. I conflitti regionali sono la cifra della storia umana, non del disordine contemporaneo. La differenza oggi è la trasparenza. Le posizioni dei governi, le alleanze strategiche e le linee di demarcazione economica sono definite e stabili. Non esiste l’imprevedibilità che molti descrivono: esiste una competizione razionale tra blocchi con obiettivi, priorità e posizioni ormai cristallizzate. Si chiama Strategic Alignment, ovvero stabilità dei blocchi internazionali che rende prevedibili le dinamiche di potere. Le mosse dei potenti sono estremamente prevedibili. Per conseguenza non c’è disordine nè complessità.
  • Intelligenza Artificiale è la forza che unifica. L’Intelligenza Artificiale sta imponendo uno standard globale unico. Non c’è frammentazione, c’è convergenza tecnologica. Chiunque voglia contare nel mercato globale deve adottare gli stessi protocolli, la stessa logica di innovazione e gli stessi standard di efficienza. L’IA non divide il mondo: lo costringe a muoversi in sincrono. Si chiamano Global Standards, ovvero l’uniformità tecnologica che agisce come collante universale del mercato mondiale.

Dietro le narrative tossiche

Perché allora ci propongono parole come Disordine o che la globalizzazione non è più rilevante?

Quando sentite le parole “complessità”, “le cose sono complesse”, “vanno comprese”, oppure “c’è molto disordine nel mondo” o “la globalizzazione non è più rilevante o non esiste più” “Trump è un pazzo” “La Cina è il modello!” “serve un piano di miliardi per l’AI!”, beh, fate attenzione perché vi stanno raggirando. La truffa è servita. Odiano Lugano e la Svizzera. Odiano Trump perché toglie la spina al loro business (università politecnica del parassitismo). Ma ci propongono gatti e topi morti di Cina e India. Fateci caso: di Italia non parlano perché li fanno business occulto nello Stato. Vogliono parlare di mondi remoti e proporsi come grandi conoscitori perché lì ottengono i soldi senza che nessuno li controlli. Venderci corsi e master.

E allora: capito il bluef, capito il business. Capiamo subito che il caos e il disordine sono narrative false per riportare il mondo da Trump verso la Cina e dalla semplicitià alla complessità da Lugano a Mumbay dove loro si ergono a grandi navigatori (passando tutto il tempo al bar a spese nostre o vostre se ci leggete dalla Lombardia).

Il sistema, quello marcio, non ama dire che le cose sono semplici e lineari. Ma ama proporci complessità che, se accettata, vuol dire burocrazia o “non si possono affrontare le cose in maniera semplice, dovete farle secondo quello che diciamo noi”. Chi vuole complicare le cose, non vuole dare né risposte semplici né soluzioni semplici, né vuole risolvere i problemi, ma vuole lasciare che i problemi rimangano lì per sempre.

Quindi, per concludere, non vogliono che si sappia che è più facile fare business in svizzera ma ci vogliono portare in cina e india e allora dobbiamo chiedere a loro una consulenza perchè li c’hanno interessi. Vogliono che Trump non sia un modello perché mette in ginocchio il loro orticello della complessità ma invece lo sia un Indiano o un Cinese. Voi direte ma noi abitiamo a Milano a Roma o a Recanati, cosa ce ne frega noi dell’India?…la domanda è sacrosanta. Vogliono portarvi nel loro mondo e nel loro business dove voi, secondo loro, non sapete. La trappola è architettata ad hoc.

In sintesi

Il “disordine” di cui parlano tanti pseudo esperti (che passano il tempo al bar nel mondo pubblico) motivati da interessi economici personali con loro aziende private (il tutto in conflitto di interessi ai danni dello stato e della collettività) è solo rumore di superficie, una strategia per rimanere rilevanti e alimentare il proprio business in decadenza.

Come evitarli e disinnescarli

L’azione deve essere: non cedere ai venditori di complessità o disordine. Sotto, il meccanismo della globalizzazione gira a una velocità e con una precisione mai viste prima. Il mondo non è in crisi, è in una fase di evoluzione verso una decentralizzazione dei sistemi e questo è il motivo per il quale vogliono proporci filtri che ci separano da ciò che ci serve. Vogliono centralizzazione e blocco della concorrenza. Un giorno parlano di Bio Marketing, l’altro giorno della Valpolicella, il giorno dopo dell’Intelligenza Artificiale, quello successivo di Geopolitica e Cina. Non vogliono Trump perché toglie loro potere, non vogliono la Svizzera perché è troppo vicina all’Italia. Sono superati. Il loro mondo è crollato…Sono fuori dai giochi.

Perché non amano Trump? ..perché è pragmatismo disruptive che toglie l’intermediazione e toglie spazio a tecnici da workshop e Al mondo di chi si appassiona e si mette dalla parte dei Mario Draghi…

La Cina rappresenta un sistema dove il potere è verticistico, dove i consulenti sono “parte dello Stato” e dove la complessità è il muro che protegge il mercato dalla concorrenza.

Il mondo, si sia d’accordo o meno, oggi adotta la semplicità. La burocrazia crolla. Il mercato ha già vinto, si è già standardizzato, il resto è solo rumore per workshop da superati dalla velocità e il dinamismo della concretezza. L’AI ci aiuta.

Non amano sistemi alternativi. Non amano la concorrenza ma amano danneggiarla e distorcerla a proprio vantaggio per le loro società di consulenza attraverso cui operano ma da una posizione statale di dipendenti pubblici. Arrivano da Leno-Mentova – Ghedi Brescia – Liscate. Vi racconteremo di loro a breve.

Non sono indipendenti come noi. Le nostre analisi di geoeconomia sono da economisti che analizzano i mercati e le situazioni in maniera realistica con gli strumenti corretti e l’expertise internazionale vera.

Le loro visioni sono analisi molto negative, tossiche, non serie e volte a portare avanti tornaconti e interessi personali o dell’ente di cui si fa parte e a confondere le persone. Questo è un problema. Siamo qui per risolvere questo problema.

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia