[Elezioni Regionali] Chi guiderà la Regione Veneto tra Giovanni Manildo e Alberto Stefani?

Elezioni Regionali 2025 - Regione Veneto
29
Ott

Elezioni Regionali in Veneto: La sfida è tra Giovanni Manildo (CSX) e Alberto Stefani (CDX). Chi sono i candidati in corsa per la Presidenza della Regione?

Cari amici, bentrovati a queste latitudini digitali dal vostro Davide Scialpi.

Dopo le tornate elettorali che hanno ridisegnato equilibri in Marche, Calabria, Valle d’Aosta e Toscana, l’attenzione si sposta sul secondo terzetto di competizioni, ovvero sulla Puglia, sulla Campania e sul Veneto.

In questo approfondimento, ci focalizzeremo sul Veneto, regione strategica per il suo peso economico e politico, governata dalla Lega negli ultimi anni. Le elezioni regionali si terranno ufficialmente il 23 e 24 novembre 2025 e rappresentano un banco di prova cruciale per le coalizioni di centrodestra e centrosinistra.

Chi sono i Candidati alla Presidenza della Regione Veneto?

Alberto Stefani: candidato del centrodestra, con l’appoggio di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Stefani punta a capitalizzare il radicamento della Lega in Veneto e la continuità della politica regionale, con focus su infrastrutture, sicurezza e sviluppo economico. La sua esperienza politica e il forte legame con il territorio lo pongono come favorito nella corsa elettorale. Laureato in Giurisprudenza, già Sindaco di Borgoricco è oggi Parlamentare per la Lega anche Vice Segretario della Lega e Presidente della Commissione Bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale.

Giovanni Manildo: candidato del centrosinistra, sostenuto da PD, M5S e liste civiche locali. La sua campagna si concentra su innovazione, welfare, sostenibilità ambientale e inclusione sociale. Manildo dovrà sfidare il predominio storico del centrodestra, cercando di attrarre elettori moderati e civici e di mobilitare la partecipazione nelle città e nelle aree metropolitane. Laureato in Giurisprudenza e Già Sindaco di Treviso.

Scenario politico

Il Veneto resta tradizionalmente orientato verso il centrodestra, con Stefani che parte favorito grazie al radicamento territoriale e al sostegno della coalizione leghista. Tuttavia, la partita non è scontata: il centrosinistra punta a costruire una coalizione ampia, con liste civiche, per conquistare segmenti di elettorato urbano e giovani, elementi che potrebbero bilanciare il vantaggio del centrodestra. In più, i mal di pancia di Zaia vista la sua potenza elettorale alimentano scenari che potrebbero far intendere che il supporto all’attuale candidato prescelto da Salvini porterebbe sicuramente all’elezione dell’ex Sindaco di Borgoricco ma con un risultato non plebiscitario come quello dell’ex Presidente di Regione.

La partecipazione sarà un fattore chiave: un’alta affluenza potrebbe favorire Manildo, mentre un’astensione elevata rafforzerebbe Stefani e la sua coalizione.

Oltre a determinare il prossimo governatore, le elezioni in Veneto rappresentano un termometro del consenso nazionale tra centrodestra e centrosinistra. La capacità di mobilitare gli elettori civici e moderati sarà decisiva per Manildo, mentre Stefani punta a consolidare il dominio della coalizione di centrodestra, rafforzando la sua posizione politica anche a livello nazionale.

In sintesi, il Veneto resterà molto probabilmente al Centrodestra e in particolare alla Lega. Ma proprio sulla Lega e sulla sua performance saranno concentrate le attenzioni dopo un calo vistoso in molte Regioni con il flop Vannacci in Toscana che ha portato la Lega al 4%.

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia.