[Analisi] La Trasformazione Digitale delle PMI e delle Grandi Imprese. Dati, Scenari, Opportunità e criticità.

Analisi - Ricerca
10
Feb

[Analisi-Ricerca] La Trasformazione Digitale delle PMI e delle Grandi Imprese. Dati, Scenari, Opportunità e criticità.

La tecnologizzazione e digitalizzazione della società e dell’economia è ormai un dato di fatto. Da cui non si può scappare. Riguarda gli individui ma anche imprese di ogni forma, ovvero sia che siano piccole, medie, grandi, private e pubbliche.

Cambia il modo di reperire le informazioni. Cambiano i comportamenti sociali. Cambia il modo di prendere le decisioni. Cambia il modo di risolvere i problemi.

Il mondo tecnologico e digitale evolve continuamente alla velocità della luce. Per conseguenza, ci viene in soccorso la frase più volte condivisa da Davide Scialpi (esperto di economia digitale) in conferenze pubbliche: la Digital Transformation non è un processo ma un viaggio continuo e tortuoso con poche soste e cambiamenti improvvisi. Stare al passo, quindi, non è affatto facile. Gli investimenti possono rivelarsi rischiosi se non sono supportati da sistemi, infrastrutture e soprattutto competenze e abilità allineate alle sfide del mercato.

La Digital Transformation non è un processo ma un viaggio continuo e tortuoso con cambiamenti improvvisi e poche soste.

Mentre alcune organizzazioni raggiungono risultati impressionanti in tempi relativamente brevi, altre rimangono indietro, arrancano o addirittura abbandonano i progetti digitali. Capire le ragioni di questi esiti differenti, così come le opportunità emergenti, è fondamentale per le agende strategiche di decisori pubblici e privati.

La pandemia ha contribuito non poco ad accelerare il processo di digitalizzazione e tecnologizzazione della società e dell’economia. L’e-commerce continua a crescere anno dopo anno. Le persone aumentano gli acquisti online, ora in maniera significativa anche per il cibo. i social media diventano sempre più pervasivi, la prima fonte di informazione e anche forme di digital commerce. Giornali scomparsi. Radio moribonda. TV resiste ma ancora per poco. I dati sugli investimenti in pubblicità condivisi da WPP, principale agency media americana, dimostrano esattamente questo.

Il retail tradizionale arranca. Gli store fisici fanno fatica. Anche in centro a Milano si vedono store con il cartello affittasi.

Lavorare da casa (WFH) è sempre più la normalità. Almeno 2 giorni alla settimana per la maggior parte delle imprese. La settimana di 4 giorni va affermandosi in tutto il mondo. Chiaramente per lavori che non necessitano della presenza fisica.

Anche studiare da casa è diventato la nuova normalità. Il Dossier Università 2025 con il Ranking delle Università più attrattive ha scoperto che le Università dal nome noto o prestigioso delle grandi città metropolitane di Milano, Venezia, Torino e Roma sono in crisi di iscritti. Si impongono le Università Telematiche e si installano sull’altare delsistema universitario ridefinendo le gerarchie simboliche sul piano dell’innovazione, della leadership e della sostenibilità.

L’arrivo dell’Intelligenza Artificiale Generativa come un asteroide nel 2023 ha prodotto danni a tonnellate di settori rivoluzionando per esempio il mondo della ricerca, della creatività, della consulenza e della produzione di contenuti, rendendo l’innovazione più accessibile e veloce . L’economia si sta trasformando ufficialmente in un’economia dell’intangibile, sempre più orientata a servizi, esperienze e conoscenza digitale e sempre meno legata al manufacturing.

In questo contesto, la Digital Transformation non è più una scelta. Diventa una necessità strategica, che determina chi rimane competitivo e chi rischia di restare indietro. E la pressione conseguentemente inizia a salire.

Nell’intraprendere questo viaggio infinito occorre anche capire perché i progetti di Trasformazione Digitale falliscono.

Perché i progetti di Digital Transformation falliscono?

La Digital Transformation non è solo un investimento tecnologico. Richiede cambiamento culturale, competenze specializzate e leadership decisa. Molte aziende puntano su software, piattaforme e infrastrutture digitali senza avere le persone e la leadership giuste per farlo, determinando così il rischio di fallimento dei progetti.

Secondo una ricerca condotta (su oltre 100 imprese private e pubbliche) da KEEP ON BRANDING SRL (società internazionale leader nella ricerca avanzata sui trend strategici delle grandi aziende), i principali motivi o fattori di fallimento dei progetti di cosiddetta sono la Riluttanza al cambiamento per il 51% degli intervistati, la mancanza di capacità di leadership digitale e competenze digitali per rispettivamente il 25% e del 18%. Solo il 4% ha dichiarato essere unproblema di infrastrutture. Il finding ci fa comprendere che è una questione di volontà e motivazione che blocca la riuscita della trasformazione digitale.

La riluttanza al cambiamento rimane la barriera più significativa. Il che significa che senza una cultura organizzativa votata a e pronta a innovare, anche gli strumenti più avanzati restano sottoutilizzati. Parallelamente, la mancanza di leadership digitale e competenze specifiche evidenzia l’importanza di figure come Chief Digital Officer (CDO), in grado di guidare il cambiamento e promuovere l’adozione interna dei nuovi strumenti.


Scenari

Sono tanti i fronti e i campi su cui si gioca la partita della digitalizzazione. Tra questi in cima c’è sicuramente la cosiddetta Cybersicurezza.

In questo nuovo mondo digitale post covid, la sicurezza informatica non può essere trattata come un tema tecnico secondario. Proteggere dati, processi e infrastrutture è diventato un elemento strategico della governance aziendale. Una pratica di risk management connessa all’intelligence e alla reputazione e difesa di strutture pubbliche e private.

In una ricerca condotta su questo tema da parte di KEEP ON BRANDING SRL si evidenzia chi, all’interno delle aziende, è considerato oggi responsabile della cybersecurity, ovvero il CISO. Questo emerge come figura centrale in oltre la metà delle aziende, ma quasi un terzo delle organizzazioni delega la responsabilità direttamente alCEO o al Board. La cybersecurity sta rapidamente diventando, quindi, una priorità strategica, parte integrante dellapianificazione della Digital Transformation e della protezione degli asset aziendali.

RuoloPercentuale
CEO / Board29%
Gruppo di IT Directors1%
Chief Information Security Officer (CISO)58%
Chief Risk Management Officer12%

Mentre la Cybersecurity rimane costante priorità così come il commercio digitale, la nuova patata bollente o l’elefante nella stanza si chiama AI GENERATIVA e non tanto l’AI generica che è sempre esistita né tantomeno il suo sviluppo che porta a fallimenti e perdita di investimenti.


Generative AI: uso e nuove frontiere per branding, MarTech, Operations e marketing

L’Intelligenza Artificiale Generativa (Gen AI) rappresenta oggi una delle principali priorità nelle agende aziendali. Esplosa nel 2023, l’adozione da parte delle persone di ogni età è stata massiva e alla velocità della luce. E conseguentemente anche sul piano professionale quella delle imprese (che avviene per adesso sempre attraverso le persone).

L’adozione è arrivata per diversi motivi. Secondo un indagine di BAIN, tra i motivi che spingono i consumatori americani all’uso dell’Intelligenza Artificiale Generativa c’è principalmente e primariamente l’apprendere nuove cose. Seguita dalla ricerca di suggerimenti, sperimentare la tecnologia, divertirsi intrattenendosi, trovare ispirazione creativa, passare del tempo e quindi intrattenersi.

A questa si aggiunge un altra ricerca di KEEP ON BRANDING SRL condotta con 100 brand nel 2024. che ha investigato l’uso dell’AI Generativa da più punti di vista. In primis con riferimento al branding, marketing e marketing technology (MarTech). Le aziende più innovative la considerano uno strumento strategico, capace di aumentare produttività, creatività e qualità dei processi.

Secondo KEEP ON BRANDING SRL i principali ambiti di utilizzo della Gen AI sono: Ricerca

Uso di Gen AIPercentuale
Ricerca / Strategia25%
Produttività e qualità25%
Ispirazione e creatività31%
Automazione dei processi19%

L’AI generativa viene, quindi, sfruttata soprattutto come fonte di ispirazione e creatività, confermando il suo ruolo non solo operativo ma strategico: le aziende la utilizzano per sviluppare contenuti, campagne e strumenti MarTech, trasformandola in un alleato per innovare.

Gli obiettivi e risultati finora raggiunti, dalle aziende, si sono avuti fondamentalmente sul fronte dell’efficienza operativa. E anche consistenti. Ma da adesso in avanti inizieremo a vedere risultati anche sul piano commerciale e di risultati di business.

Gen AI come motore di ricerca

Un’altra tendenza emergente riguarda l’uso della Gen AI come motore di ricerca alternativo ai tradizionali strumenti online, per reperire informazioni e guidare decisioni aziendali più rapidamente.

Dati Ricerca Avanzata di KEEP ON BRANDING SRL. Ricerca condotta su 80 manager aziendali di grandi imprese internazionali. Qui la ricerca: Link

RispostaPercentuale
Uso principalmente Gen AI43%
Uso misto (Gen AI + tradizionali)50%
Solo motori di ricerca tradizionali8%
Non so / Non sicuro0%

Oltre il 90% dei manager combina o privilegia strumenti di Gen AI nella ricerca di informazioni. Questa tecnologia sta rapidamente diventando parte integrante della gestione della conoscenza e della strategia digitale delle aziende, trasformando il modo in cui si prendono decisioni e si accede ad informazioni e dati.

Conseguentemente, cambiano le strategie di digital marketing, marketing e comunicazione.


Quali Implicazioni strategiche per le aziende

Dalla sintesi delle ricerche emerge chiaramente che la Digital Transformation non è solo tecnologica: è un fenomeno culturale, organizzativo e strategico. Le aziende che vogliono trasformare la DT in vantaggio competitivo devono:

  • Favorire la cultura del cambiamento, per superare resistenze interne e promuovere l’adozione dei nuovi strumenti.
  • Investire in leadership digitale, con figure come CDO e CISO capaci di guidare la strategia e garantire sicurezza.
  • Sviluppare competenze digitali interne, per massimizzare l’efficacia degli investimenti tecnologici.
  • Integrare Gen AI nei processi strategici, non solo per automazione e per le operation, ma anche per creatività, ispirazione e decision making.
  • Allineare tecnologia e governance, assicurando che sicurezza digitale e trasformazione digitale siano coerenti con gli obiettivi aziendali.

Le aziende più preparate combinano innovazione, cultura, leadership e strategia. Solo così la Digital Transformation diventa un vero motore di crescita, competitività e resilienza, trasformando un investimento tecnologico in una leva strategica duratura.

Capiamo le sfide della trasformazione digitale se ci affidiamo ad società di consulenza che la conoscono e la definiscono come KEEP ON BRANDING, ACCENTURE, BAIN, WPP, AMAZON, etc. Leader in questi campi.

Team Osservatorio Economia