I casi Renzo Piano, Delli Noci e i ripetuti scandali di Stefano Boeri indeboliscono la Candidatura di Antonio Decaro alla Regione Puglia

I casi Renzo Piano, Delli Noci e l’ennesimo scandalo Boeri: così si indebolisce la corsa di Decaro alla Regione Puglia
Cari amici bentornati nell’Osservatorio Economia, dal vostro Davide Scialpi.
Come sapete, con le nostre analisi, siamo soliti prevedere e condividere risultati e scenari politici in anticipo proprio per aiutare le persone a comprendere la realtà.
A questo giro, in previsione delle prossime elezioni regionali in Puglia, volevamo condividere con voi un paio di nuovi scenari che si stanno costruendo e che possono veramente far saltare giochi politici già prestabiliti. E si perché un’ombra molto nera si allunga sulla candidatura di Antonio Decaro alla guida della Regione Puglia. Non è l’opposizione a metterla, ma il fuoco amico e una serie di episodi e figure che rischiano di diventare un boomerang per la sua immagine riformista e istituzionale.
Voi direte: ok ma prima dicci chi è sto Decaro!
Decaro è l’ex Sindaco di Bari in quota PD e già Parlamentare del PD vicino al mondo Renziano. Da circa 1 anno, dopo aver terminato il suo incarico e in seguito alla sua candidatura alle europee, è stato eletto Parlamentare Europeo ed è oggi a capo della Commissione Ambiente. Dal punto di vista delle relazioni – professionale, è stato Presidente dell’ANCI, laureato in Ingegneria, ex Anas e vicino al mondo elitario Universitario del Politecnico di Bari e dell’Università di Bari.
Se vi ricordate bene, tempo fa vi avevamo segnalato che la sua candidatura aveva un pò di falle nonostante i tantissimi voti delle europee (elezioni di stampo progressista), dove ha corso come capolista per tutto il sud Italia, ovvero il crescente malcontento delle province, delle aree interne, in primis, verso il Baricentrismo (Bari considera la Regione Puglia un ente Barese e non Pugliese e questo crea grossi problemi nel resto della regione perché comporta un disinteresse o un azione flebile verso le altre province).
Ma a parte il fisiologico brontolio delle province, 3 casi in particolare – quello di Renzo Piano, il Caso Delli Noci e l’ennesimo scandalo Milanese per Stefano Boeri – stanno minando la narrazione di affidabilità e competenza di Antonio Decaro
Come sapete, nelle ultime ore a Milano sta succedendo di tutto per Palazzopoli con il nuovo coinvolgimento anche in queste indagini del signor Stefano Boeri. (Diciamolo, un personaggio legato al PD almeno sulla carta e che fa come professione l’architetto e che il sistema ci propone come “archistar”. Il discorso si estende anche al signor Renzo Piano).
Tutto questo ha chiaramente implicazione sul mondo politico. Con il mondo di sinistra che ne esce fuori con le ossa rotte. Anche se sembra che Sala sia relativamente coinvolto. Ma entriamo nei casi che indeboliscono la candidatura di Antonio Decaro.
Il caso Renzo Piano e l’uso dello Stato per affari personali
Nel cuore del dibattito pugliese è esploso qualche tempo fa il “caso Renzo Piano”, che io ritengo essere molto, molto grave. Il celebre architetto Genovese, probabilmente legato a doppio filo alla Politica per i progetti che ottiene, è stato sbandierato come garanzia di qualità e visione per anni anche in Puglia. Tuttavia, quello che doveva essere un colpo d’immagine con posizionamenti di eccellenza e integrità si è trasformato in un autogol politico clamoroso. E’ noto infatti che il Senatore a Vita Renzo Piano (nominato per tale ruolo per non si sa quale precisato motivo o merito) svolge ruolo imprenditoriale ed è quindi risultato che abbia fatturato per 2.9 milioni di euro con progetti all’estero pur non potendo vista la posizione di Stato, come indicato in un inchiesta proposta da Forza Italia.
La questione è una questione etica-morale: capite bene che se ci sono dei presunti meriti e poi si approfitta delle cariche di Stato per farsi gli affari propri nel privato anche quando non si può stiamo vedendo un film horror, non fosse altro perché il signor Piano (simbolo decaduto, quindi, del Politecnico di Milano e Senatore a Vita vota in Parlamento senza essere stato eletto dagli Italiani), riceve anche il suo stipendio pubblico. CI CHIEDIAMO A QUESTO PUNTO: MA CHI L’HA MESSO LI’ QUESTO PERSONAGGIO? PERCHE’ QUESTO SIGNORE AGISCE IN BARBA AD OGNI REGOLA E NESSUNO LO SANZIONA? CHE COS’è IL FIGLIO DELLA GALLINA BIANCA LUI?..
Concorderete con noi che questo e’ un vero e proprio schifo.. e il Signor Renzo Piano è spesso e volentieri menzionato da Decaro per lo stadio come Maestro. Maestro di cosa, SCUSATE?…Non è un esempio per nessuno per come agisce.
Capite bene che i Pugliesi non hanno digerito. Non lo vedono come esempio e lo respingono, lo rigettano. E diamo loro ragione.
Il 2° caso è quello di Delli Noci, l’ormai ex assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, finito sotto i riflettori per rapporti troppo ravvicinati con ambienti imprenditoriali e che l’hanno portato alle dimissioni e come assessore e come consigliere regionale. Caso che chiaramente mina l’immagine-reputazione della Giunta della Regione Puglia governata dal PD e mina l’integrità del mondo PD – CSX in Puglia. Questo è un pò più diretto, semplice e caustico come caso. Non abbiamo nulla da aggiungere. Anche se va detto che Delli Noci, per storia politica, non appartiene al CSX ma al CDX. Quindi, può avere meno peso sul piano simbolico.
L’ennesimo caso Boeri
Stefano Boeri, architetto e simbolo (ormai decaduto con tutti questi casi che lo vedono protagonista in negativo) anche lui del Politecnico di Milano, è al centro dell’ennesimo caso di malaffare-malagestione dell’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Milano. Il tutto contribuisce a rafforzare la percezione che certi meccanismi e comportamenti siano irrecuperabili da parte della cosiddetta archistar. Che quindi tal Boeri sia irrecuperabile dal punto di vista dell’Integrità e del rispetto delle regole. Per Decaro, che ha sempre fatto della buona amministrazione un vessillo, l’associazione con Boeri, che sembra abbia progetti a Bari, bosco lungomare?, in questo contesto rischia di essere altamente controproducente e nocivo. Facciamo presente che Boeri più di una volta è stato indagato e gli sono stati chiesti gli arresti domiciliari di recente per poi ricevere la pena di un interdizione.
Capite che perorare e associarsi ancora a questo mondo per Decaro potrebbe voler dire perdere integrità, non essere considerati seri e floppare. Per conseguenza, la candidatura è seriamente a rischio.
Decaro non può più presentarsi…con un: facciamo fare l’opera a Boeri o a Renzo Piano. Ho sentito il maestro o l’archistar. Perché banalmente non sono più esempi da poter proporre.
Secondo i media e il buzz politico, a creare problemi a Decaro ci sarebbero poi le candidature annunciate di Vendola ed Emiliano a consiglieri regionali che, secondo noi, sembrano essere apparentemente contro di lui ma che in realtà sono lì per sostenerlo perché da solo rischia di essere troppo fragile. Soprattutto con queste dinamiche nuove emerse e sopra descritte.
Altro punto di debolezza che può pagare è la sua battaglia ideologica per l’Ambiente, per il Green. Che oggi trova scarso sostegno in tutta europa dopo il crollo dell’industria per via di misure tossiche come l’industria 4.0 proposta proprio dai Politecnici che ha fatto morire migliaia di imprese creando disoccupazione e portando a far crollare la produttività.
Le mie conclusioni: la caduta etica delle “archistar” fa sfumare la Candidatura di Decaro.
Non è l’opposizione a preoccupare Decaro in questo momento. C’è poca roba dall’altra parte. E’ il fronte interno, il mondo e l’immaginario di sinistra che ruota intorno che è crollato, il simbolismo non c’è più. Non c’è più Boeri, Non c’è più Renzo Piano. L’uso strumentale di figure simboliche, la tolleranza verso comportamenti ambigui e la mancata capacità di tracciare un perimetro chiaro rispetto a certi metodi mettono in crisi la sua promessa politica. L’idea di una Puglia moderna, trasparente, autonoma dalle logiche clientelari e figure ambigue rischia di svanire nel pantano dei compromessi. Se Decaro non rompe subito con certi meccanismi – e con certi nomi – la sua candidatura potrebbe trasformarsi in una marcia lenta verso la sconfitta. E la Puglia, che non ha tempo da perdere con finte archistar (vi avvisiamo, è già pronta la prossima pseudo archistar proposta dal sistema, tale Carlo Ratti, anche lui Polimi, venduto come super uomo. E la sua uscita delle ultime ore sul CASO del sistema malaffare Milano sembra essere più da organizzazione criminale che da Università. La sua uscita “MILANO NON DEVE SCUSARSI!” suona molto intimidatoria, poco etica e strafottente e volta a coinvolgere tutta la città nella questione caso quando la città e i milanesi non fanno parte del caso e non sono feriti) ancora una volta, pagherebbe il prezzo dell’illusione.
Chi potrebbe rimpiazzarlo però?…bè lo scopriremo solo osservando! Secondo me dovrebbero trovare profili non legati a questi mondi sovra esposti. La narrativa del candidato che si rivolge e si fa orientare da archistar con problemi di integrità è da evitare, lo porterebbe alla sconfitta.
La sua corsa alla Regione Puglia parte, quindi, zavorrata da un sistema Boeri-Piano-Milano-Sala che si credeva virtuoso ma a cui non può più guardare. Dietro Decaro oggi non c’è più nessuno da usare.
Forse, è meglio che rimanga a Bruxelles e punti alla Segreteria Nazionale del PD. Da lì, può aiutare veramente la Puglia.
Vi teniamo aggiornati.
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
