[Analisi] Bitcoin in caduta libera verso gli 80.000 dollari: Le ragioni del crollo verticale. Downfall del 20%.

Cari amici, bentornati nel canale digitale dell’Osservatorio Economia dal vostro Davide Scialpi.
In questo approfondimento ci concentriamo ancora una volta sul mondo degli investimenti, in particolare sulle criptovalute e, quindi, sui Bitcoin.
Come sapete, monitoriamo costantemente questo settore per fornirvi informazioni accurate e aiutarvi a prendere decisioni di investimento più consapevoli e quindi più informate, come si dice.
Se nell’ultimo nostro aggiornamento i Bitcoin si aggiravano intorno ai 100.000 dollari e vi avevamo spiegato i motivi degli up & down repentini dovuti fondamentalmente agli annunci di Trump sui dazi, questa volta siamo qui per analizzare un nuovo dato che sta facendo discutere: il crollo verticale del valore del Bitcoin. Negli ultimi giorni, infatti, il valore della criptovaluta BTC è sceso da 109.350 dollari a metà gennaio agli attuali 80.000 dollari, registrando un downfall superiore al 20%.
Come sempre, e’ importante capire le cause di questi forti e bruschi sbalzi e cambiamenti. Ecco quelle che secondo noi sono le principali cause di questo crollo verticale:
- In primis, l‘Attacco hacker all’exchange Bybit che ha portato al furto di 1,5 miliardi di dollari in criptovalute dalla piattaforma Bybit, minando la fiducia degli investitori nella sicurezza delle piattaforme di scambio.
- In secondo luogo, l‘incertezza macroeconomica create dalle nuove minacce dell’amministrazione Trump di volere imporre nuovi dazi commerciali verso Cina e Unione Europea. Questi annunci hanno aumentato l’incertezza sui mercati globali, influenzando negativamente anche il mercato delle criptovalute e in particolare del Bitcoin. La guerra commerciale è nel suo stadio iniziale. In tal senso, è importante notare che questo gioco degli annunci sui Dazi andrà avanti per molto tempo ed è fatto di continui dietrofront e reaction. Quello che potrebbe succedere è che Trump, prima del 4 Aprile, potrebbe annunciare di non imporre più i dazi o di ridurre le percentuali o di posticipare l’azione a tempo da definirsi, questo potrebbe far rischizzare in alto i bitcoin.
- In terzo luogo, le massicce vendite di azioni nel settore tecnologico USA. Questo ha contribuito a un clima di avversione al rischio tra gli investitori, estendendosi anche al mercato delle criptovalute (asset più rischioso).
- Un altro fattore determinante nella caduta verticale di Bitcoin è legato alle preoccupazioni relative all’inflazione negli Stati Uniti. La reaction negativa dei mercati ai nuovi dati economici che indicano un rallentamento della crescita economica è stata oltremodo influente. Gli investitori hanno così deciso di ridurre l’esposizione su asset più rischiosi, come il Bitcoin, optando invece per strumenti finanziari più tradizionali e stabili.
- Infine, un altro fattore che ha influenzato il calo del Bitcoin è stato l’ampio deflusso di capitali dagli ETF legati alla criptovaluta. Negli ultimi giorni, gli ETF Bitcoin spot negli Stati Uniti hanno visto sei giornate consecutive di uscite di capitali, con dieci dei dodici giorni precedenti segnati da un saldo negativo.
Questi fattori combinati hanno determinato una significativa diminuzione del valore del Bitcoin e hanno accentuato la volatilità nel mercato delle criptovalute.
Alla luce di queste informazioni, per il Bitcoin e il mondo cripto, le prossime settimane potrebbero essere oltremodo incerte e caratterizzate da un ulteriore continua volatilità. Il forte deflusso di capitali dagli ETF legati alla criptovaluta, unito alla crescente avversione al rischio tra gli investitori, potrebbe esercitare ulteriori pressioni al ribasso sul prezzo del Bitcoin.
Se la tendenza a preferire asset più tradizionali e stabili continua, è possibile che il Bitcoin affronti sfide a breve termine, con potenziali fluttuazioni ancora più marcate. Tuttavia, data la natura imprevedibile del mercato delle criptovalute, potrebbero esserci anche opportunità di recupero se il sentiment degli investitori dovesse cambiare o se nuovi sviluppi tecnologici o normativi dovessero favorire il settore.
Come avrete compreso, lato Bitcoin, sono poco bullish per le prossime settimane. Dopo l’esplosione dovuta alla vittoria di Trump, con il dato di oggi s’è toccato il minimo per questi ultimi 3 mesi e mezzo e il tutto è avvenuto in maniera troppo repentina. Il downfall è troppo forte. Il calo, in altre parole, potrebbe continuare e dirigersi verso i 70.000 dollari. Stiamo a vedere.
Detto questo, a prescindere da quello che accadrà, ci tengo sempre a ricordare che Il mondo delle criptovalute è di default e intrinsecamente volatile. Il più volatile rispetto a molte altre classi di asset. Principalmente a causa della mancanza di regolamentazioni uniformi a livello globale, della speculazione degli investitori e della dipendenza dalle notizie e dagli eventi esterni che influenzano i mercati tradizionali.
Le criptovalute, come il Bitcoin, possono quindi essere fortemente influenzate da dinamiche esterne come le politiche monetarie delle banche centrali, le decisioni economiche dei governi e la domanda di beni digitali, i dati dell’economia, etc. Il mercato è ancora un mercato in fase di maturazione, rimane estremamente sensibile a qualsiasi evento che possa alterare la fiducia degli investitori o la percezione del valore di questi asset. In questo scenario, la cautela e un’attenta analisi delle tendenze globali sono essenziali per navigare il mondo delle criptovalute in modo consapevole.
Da tenere in considerazione, oltre alle notizie e agli eventi esterni, v’è un altro fattore determinante nel mercato delle criptovalute, ovvero l’hype, ossia l’entusiasmo e, quindi, la speculazione che si crea attorno a determinati eventi, progetti o tecnologie.
L’hype può influenzare notevolmente il comportamento degli investitori, creando oscillazioni di prezzo a volte anche molto forti, anche in assenza di fondamentali economici solidi. Le criptovalute, infatti, sono spesso oggetto di attenzione da parte di influencer, media e community online che alimentano aspettative molto alte. Questo può portare a un rapido aumento dei prezzi in seguito all’entusiasmo collettivo, ma altrettanto rapidamente può scatenare una correzione quando l’interesse diminuisce o quando vengono meno le aspettative che avevano originato il rally.
In tal senso, essendo, come detto, un mercato ancora relativamente giovane e non completamente regolamentato, l’impatto dell’hype diventa particolarmente forte, con fluttuazioni che si alimentano a vicenda. Le emozioni e il comportamento di massa giocano un ruolo cruciale, rendendo il mercato delle criptovalute particolarmente suscettibile ai cambiamenti di sentiment tra gli investitori, e non solo agli eventi esterni. Questo è un altro motivo per cui il settore rimane difficile da prevedere.
Non smetterò mai di ripeterlo: il mondo degli investimenti in criptovalute è estremamente volatile e quindi estremamente rischioso. Come diciamo noi economisti, non è per chi tende ad essere Risk-Averse ma più per chi tende ad essere Risk-Taker.
Con questo approfondimento, vi abbiamo, quindi reso edotti del fatto che le cause della volatilità nel mercato delle criptovalute possono essere molteplici e complesse.
In sintesi, oltre agli eventi specifici come gli attacchi hacker o le incertezze macroeconomiche, esistono una serie di fattori che influenzano in modo significativo il valore di queste risorse digitali. La percezione del rischio, le politiche governative, gli sviluppi tecnologici, l’hype-il sentiment tra gli investitori e le fluttuazioni delle valute fiat sono tutti elementi che possono impattare fortemente sui prezzi. E’, quindi, importante monitorare tanti aspetti per poter fare scelte di investimento consapevoli ed evitare perdite. Investire in maniera informata è la chiave.
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
