[Dossier Università 2025] La Classifica delle Università Attrattive. 17 Università in crescita consecutiva di iscritti da 3 anni. L'avanzata delle Università a misura d'uomo e fuga dalle Università Big delle grandi metropoli

Dossier Università 2025
15
Ago

La Classifica delle Università Attrattive. 17 Università in crescita consecutiva di iscritti da 3 anni: Università di Macerata, Valle D’Aosta, Statale di Milano, Napoli Benincasa, Università di Cagliari, di Bolzano, Università di Trento, Insubria, del Sannio, dell’Aquila, Università di Bari, Università di Catania, Reggio Calabria, Politecnico di Bari, Luiss, Genova, Trieste

L’Osservatorio Economia – Classifica 2025 presenta La Classifica delle Università in crescita consecutiva di iscritti da 3 anni consecutivi

Cari amici dell’Osservatorio Economia, bentornati a queste latitudini dal vostro Davide Scialpi.

Nei precedenti approfondimenti abbiamo dapprima analizzato le Università in crisi di iscritti da 4 anni, i casi gravi di Università Bicocca, Cafoscari Venezia e Politecnico di Torino e, poi, le Università in crisi di iscritti da 3 anni come IULM di Milano, La Sapienza di Roma, Piemonte Orientale, Napoli L’Orientale, Università Cattolica del Sacro Cuore, TorVergata, Università di Messina e tante altre.

Subito dopo, abbiamo analizzato il successo delle Telematiche aka Università Digitali e quindi la nuova classifica e la nuova gerarchia delle Università Private che vede per la prima volta in testa, in prima posizione, l’Università Pegaso del Gruppo Multiversity che ha spodestato l’Università Cattolica del Sacro Cuore, storicamente sempre in cima a questa classifica, e relegato e ridimensionato con Mercatorum ed E-campus, le blasonate e pettinate Bocconi e Luiss a metà classifica.

Nel contempo, abbiamo scoperto la gerarchia e geografia del potere e di influenza universitaria a Roma è profondamente cambiata proprio da quest’anno con l’affermarsi dell’Università Roma Tre come la 2° Università di Roma registrando per 4 anni consecutivi una crescita degli iscritti e approfittando della crisi di iscritti da 3 anni della Sapienza e di Torvergata.

Dopo di che, abbiamo individuato e condiviso di quelle che sono le Università in crescita consecutiva di iscritti da 4 anni e che quindi abbiamo categorizzato come le super attrattive: ‘Università di Perugia, di Palermo, Università Politecnica delle Marche, dell’Università Parthenope di Napoli, Università di Pavia si affermano come Università super attrattive accrescendo il numero di iscritti per il 4 anno consecutivo.

Con questo approfondimento, invece, siamo qui per segnalare quelle che sono le Università che per il 3° anno consecutivo fanno registrare un aumento costante delle immatricolazioni, quindi un gradino sotto a quelle che vanno forte da 4 anni di fila, confermando una trend positivo che smentisce il luogo comune del “calo di interesse” verso l’università e che va a rilevare che c’è, piuttosto, uno spostamento di iscritti da Università Big e numerose di grandi metropoli verso Università più a misura d’uomo. Si tratta di un gruppo di ben 17 atenei italiani.

Questa nostra Classifica delle Università Attrattive 2025, elaborata dall’Osservatorio Economia, indica, in altre parole, quelle Università che sono più attrattive per i nuovi studenti. Queste Università da 3 anni a questa parte, fanno registrare una crescita costante degli iscritti.

Tra i protagonisti di questa crescita figurano:

  • Università di Macerata – Marche – 1628 iscritti nel 2024-25
  • Università della Valle D’Aosta – Valle D’Aosta – 263 iscritti nel 2024-25
  • Università Statale di Milano – Lombardia – 10.831 iscritti nel 2024-25
  • Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa” – Campania – 1750 iscritti nel 2024-25
  • Università di Cagliari – Sardegna – 4335 iscritti nel 2024-25
  • Libera Università di Bolzano – Trentino Alto Adige – 638 iscritti nel 2024-25
  • Università di Trento – Trentino Alto Adige – 3188 iscritti nel 2024-25
  • Università del Sannio – Campania – 936 iscritti nel 2024-25
  • Università dell’Aquila – Abruzzo – 2118 iscritti nel 2024-25
  • Università di Bari – Puglia – 7718 iscritti nel 2024-25
  • Università di Catania – Sicilia – 8215 iscritti nel 2024-25
  • Università di Reggio Calabria – 1102 iscritti nel 2024-25
  • Politecnico di Bari – Puglia – 2131 iscritti nel 2024-25
  • Luiss Guido Carli – Roma -2465 iscritti nel 2024-25
  • Università di Genova – Liguria – 5953 iscritti nel 2024-25
  • Università di Trieste – Friuli Venezia Giulia – 3490 iscritti nel 2024-25
  • Università dell’Insubria di Varese, Lombardia, 2761 iscritti nel 2024-25

La prima considerazione è che l’anno scorso c’erano solo poche Università con un risultato di tal tipo, ovvero una crescita costante di iscritti per 3 anni consecutivi. Così come ce ne erano poche con crescita costante di iscritti per 4 anni consecutivi. Mentre, quest’anno il numero di queste Università con queste performance è aumentato considerevolmente. Così come è aumentato il numero delle Università in crisi di iscritti da 3 e da 4 anni. Quelle in crisi da 4 anni, poi, sono grandi nomi e appartenenti a grandi città. Segno che il grande nome e la grande città non sono più rilevanti come fattori determinanti della scelta Universitaria. In particolare, Milano, Roma, Torino, Bologna e Venezia sembrano pagare questa congiuntura pesantemente. Città che escludono sempre più gli studenti e travolte dall’overtourism da affitto breve.

Inoltre, il trionfo delle telematiche fra le Università Private aggiunge un altro elemento di valutazione alla nostra analisi: le persone che vogliono iscriversi all’Università sono disposte sempre meno a trasferirsi in una grande città come Roma o come Milano e preferiscono addirittura non recarsi on campus. I numeri delle telematiche in ascesa sono mostruosi e impietosi. Provano quello che sosteniamo.

Cosa dicono i dati Caso per Caso

  • Nelle Marche, le Università sono tutte in crescita. Segno che c’è fiducia negli atenei locali regionali e nell’esperienza offerta.
  • In Lombardia, la situazione è singolare. L’Università di Pavia, un Università di Provincia, splende. La Statale di Milano è l’unica Università di Milano che ha mostrato resilienza e influenza riuscendo ad uscire fuori totalmente dalla crisi. C’è un problema di accessibilità economica alla città ma anche di esperienze che non sono più competitive. Da qui, anche l’ottima performance dell’Università dell’Insurbia di Varese.
  • In Puglia, le Università della Città di Bari performano tutte bene. E sul buon risultato dell’Università di Bari e in particolare del Politecnico di Bari troveremo un link col nostro prossimo approfondimento legato ai ranking privati che girano e che non sono autorevoli perchè abbiamo rilevato qualcosa che vi lascerà interdetti, che vi farà capire di più sui ranking esterni.
  • Molto bene l’Università di Genova in Liguria.
  • Tra le Private Tradizionali, la Luiss conferma l’ottimo momento ed è l’Università privata che meglio performa dopo le telematiche chiaramente. E su Roma con Roma Tre approfittano del calo di Sapienza e Torvergata.
  • Il Trentino Alto Adige vive un ottimo momento sia a Bolzano che a Trento. Entrambe le Università sono in forte ascesa.
  • In Campania, l’Università del Sannio guadagna terreno e soddisfa il territorio locale. Napoli Benincasa si pone come novità nell’arena della grande città del sud italia insieme con Università Parthenope.
  • In Abruzzo, ritorna a splendere l’Università de L’Aquila dopo il periodo nero del terremoto.
  • In Sardegna, viaggia ad alta andatura anche l’Università di Cagliari.
  • In Calabria, emerge a poco a poco anche l’Università di Reggio Calabria.
  • In Sicilia, l’Università di Catania viaggia a gonfie vele con un approccio moderno.
  • L’Università di Trieste conferma il triennio positivo.
  • L’Università della Valle D’Aosta è anch’essa in crescita forte del building nuovo di pacca.

Il dato interessante che esce con forza dalle nostre analisi è che le grandi Università delle grandi Città come Roma, Milano, Torino e le Grandi Città non sono più nelle mire di chi studia per tutta una serie di fattori. Si preferisce fare l’Università nei luoghi di nascita, quindi in Città di Province o a misura d’uomo da casa con le Telematiche. Il nome della grande Università non sembra essere più determinate per chi si iscrive all’Università.

Non si riscontrano emorragie di iscritti al sud. Il che prova che ranking privati esterni e report privati che infangano le Università del Sud Italia, fatti da grandi istituti finanziari, non sono veritieri ma volutamente ingannevoli.


Implicazioni economiche

L’aumento delle iscrizioni in queste Università di medie dimensioni e locali ha un impatto diretto sull’economia locale: più studenti significa maggiore domanda di alloggi, servizi e consumi. L’effetto moltiplicatore si fa sentire soprattutto nelle città universitarie di medie dimensioni, dove l’università rappresenta uno dei principali motori di sviluppo e l’esperienza è a misura d’uomo.

Le Università di grandi dimensioni della grande metropoli, dal nome forte e roboante e l’esperienza on campus non sono più fattori di attrattività. Anzi, totalmente il contrario. Sono elementi che inducono alla scelta contraria, verso Università meno note e a misura d’uomo.


I nostri Hightlights

Università in crisi di iscritti da 4 anni e 3 anni X

  • Università in Crisi da 4 anni (casi gravi):
    • Università Bicocca (Milano) (in crisi di iscritti da 4 anni) X
    • Ca’ Foscari Venezia (in crisi di iscritti da 4 anni) X
    • Politecnico di Torino (in crisi di iscritti da 4 anni) X

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  • Università in Crisi da 3 anni:
    • IULM (Milano) (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • La Sapienza (Roma) (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • Piemonte Orientale (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • Napoli L’Orientale (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • Università Cattolica del Sacro Cuore (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • Tor Vergata (Roma) (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • Università di Messina (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • Roma Foro Italico (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • LIUC (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • Università della Basilicata (in crisi di iscritti da 3 anni) X
    • Siena Stranieri (in crisi di iscritti da 3 anni) X

Tendenza comune: sono in prevalenza grandi atenei in grandi città, penalizzati da:

  • costi di vita elevati
  • overtourism e affitti brevi
  • esperienza universitaria percepita come meno “a misura d’uomo”

Università in crescita di iscritti da 3 e 4 anni V

Le Università “Super Attrattive” V

(4 anni consecutivi di crescita iscritti)

  • Università di Roma Tre V
  • Università di Perugia V
  • Università di Palermo V
  • Università Politecnica delle Marche V
  • Università Parthenope (Napoli) V
  • Università di Pavia V

Fattori di successo:

  • localizzazione in città medie o grandi ma vivibili
  • forte legame con il territorio
  • buona reputazione accademica unita ad accessibilità

Università Attrattive (trend positivo da 3 anni) V

(17 atenei in crescita)

  • Marche: Università di Macerata V ; Valle D’Aosta V: Università della Valle D’Aosta; Lombardia: Università Statale di Milano, Università dell’Insubria (Varese); Campania: Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”V, Università del SannioV; Sardegna: Università di CagliariV; Trentino Alto Adige: Libera Università di BolzanoV, Università di TrentoV; Abruzzo: Università dell’AquilaV; Puglia: Università di BariV, Politecnico di BariV; Sicilia: Università di CataniaV; Calabria: Università di Reggio CalabriaV; Lazio: Luiss Guido Carli (Roma)V; Liguria: Università di GenovaV; Friuli Venezia Giulia: Università di TriesteV.

Osservazioni chiave:

  • crescita distribuita su tutta la penisola
  • prevalenza di Università città di provincia o capoluoghi di Regione o Università di medie dimensioni
  • performance notevoli anche in regioni storicamente penalizzate nelle narrative mediatiche (Sud Italia)

Il Successo delle Università Telematiche tra le Private V

L’Università Pegaso (Gruppo Multiversity)V è la nuova n.1 tra le private. Seguono Cattolica X (in crisi di iscrtti), MercatorumV, E-CampusV. BocconiV e LuissV ridimensionate a metà classifica.

Motivazioni principali del successo:

  • abbattimento della necessità di trasferirsi
  • costi più contenuti
  • flessibilità e comodità totale per studenti e studenti lavoratori
  • rigetto dell’esperienza on campus

Regioni che stanno meglio (crescita diffusa e costante) V

Hanno più atenei in crescita (3 o 4 anni consecutivi) e nessuna grande crisi segnalata.

  • Marche
    • Università Politecnica delle Marche (+4 anni) V
    • Università di Macerata (+3 anni) V
      Tutte in crescita, segno di fiducia e attrattività diffusa. Urbino e Camerino tengono.
  • Puglia
    • Università di Bari (+3 anni) V
    • Politecnico di Bari (+3 anni) V
      Crescita sincronizzata nelle due grandi realtà cittadine. Leggera flessione per Università del Salento dopo 3 anni di crescita di iscritti.
  • Trentino-Alto Adige
    • Università di Trento (+3 anni)V
    • Libera Università di Bolzano (+3 anni)V
      Entrambe in forte ascesa.
  • Campania
    • Università Parthenope (+4 anni)V
    • Università del Sannio (+3 anni)V
    • Napoli “Suor Orsola Benincasa” (+3 anni)V
      Diversificazione tra grandi città e province.Tiene Federico II. Flette Napoli L’Orientale. Trionfano Università Pegaso e Mercatorum.
  • Umbria
    • Università di Perugia (+4 anni)V
      Crescita costante e sostenuta.
  • Liguria
    • Università di Genova (+3 anni)V
      Ripresa stabile.
  • Sardegna
    • Università di Cagliari (+3 anni)V
      Andamento positivo in un contesto insulare.
  • Sicilia
    • Università di Palermo (+4 anni)V
    • Università di Catania (+3 anni)V
      Sud in controtendenza rispetto a narrazioni negative. Recupera anche Enna Kore. Male Università di Messina.

Come possiamo notare, il sud non è messo male. Anzi, è in ottima salute.

Regioni che stanno peggio (crisi pluriennale di iscritti) X

Grandi atenei in calo da 3 o 4 anni, spesso in metropoli.

  • Lombardia
    • In crisi: Bicocca (-4 anni), IULM (-3 anni), Cattolica (-3 anni)X
    • In crescita: Statale di Milano (+3 anni), Insubria (+3 anni), Pavia (+4 anni)
    • Si riprende Bocconi
      La metropoli Milano soffre, ma le università di provincia reggono.
  • Piemonte
    • In crisi: Piemonte Orientale (-3 anni)X, Politecnico di Torino (-4 anni)X
      Crisi sia in grande città che in provincia. Tiene solo l’Università di Torino.
  • Lazio
    • In crisi: La Sapienza (-3 anni), Tor Vergata (-3 anni)X
    • In crescita: Roma Tre (+4 anni), Luiss (+3 anni)
      Roma vede calare i giganti, ma emergere i player medi che raccolgono i transfughi.
  • Veneto
    • In crisi: Ca’ Foscari (-4 anni)X
      Forti difficoltà a Venezia, nessun ateneo in crescita segnalato.

Regioni miste (luci e ombre)

  • Lombardia e Lazio: forti contrasti tra metropoli in crisi e province in crescita.
  • Campania: successo di Sannio, Parthenope e Benincasa, ma presenza anche di Napoli L’Orientale in crisi (-3 anni).

Sintesi geografica

  • Molto bene: Marche, Puglia, Trentino-Alto Adige, Umbria, Liguria, Sardegna, Sicilia, Campania X
  • In difficoltà strutturale: Piemonte, Veneto, metropoli di Lombardia e Lazio
  • Tendenza nazionale: fuga dagli atenei delle grandi città verso università di provincia o telematiche

Driver del cambiamento

  • Declino attrattività grandi città: costi, housing crisis, overtourism
  • Crollo del mito del fare l’Università dal grande nome, della grande Città
  • Scelta di restare vicino casa: preferenza per università locali e di provincia
  • Crescita delle telematiche: esperienza universitaria sempre più online
  • Maggiore equilibrio geografico: riduzione gap Nord-Sud

Implicazioni economiche

  • Incremento domanda di alloggi e servizi in città universitarie medie
  • Effetto moltiplicatore sull’economia locale
  • Possibile redistribuzione degli investimenti universitari e infrastrutturali

Previsioni future (3–5 anni)

  • Rafforzamento dei poli “di provincia”
  • Possibile declino strutturale di grandi atenei metropolitani
  • Convergenza in reputazione tra centri accademici medi e capitali universitarie
  • Ulteriore consolidamento delle università telematiche

Uno sguardo al futuro

Se il trend dovesse proseguire, nei prossimi 3 – 5 anni potremmo assistere a un ridisegno della mappa universitaria italiana, con poli accademici “di provincia” in grado di competere per reputazione e numeri con le grandi capitali accademiche. Lo abbiamo già individuato a Roma. Lo abbiamo evidentemente registrato a Milano, a Torino e Venezia. C’è un trend di forte crescita di Università dal nome non forte e una forte decrescita di Università note di grandi Città.

Il sistema universitario italiano sta attraversando una fase di polarizzazione, con un allargamento simultaneo sia del gruppo di atenei in forte crescita sia di quello in crisi, mentre la “terra di mezzo” (università stabili ma senza picchi) si restringe. Il fattore “prestigio del nome” perde rilevanza rispetto a fattori pratici e di qualità della vita. L’esperienza di Università dal nome roboante ma magari a misura d’uomo sembra essere migliore di quella di Università di grandi dimensioni.

Ultimo ma non ultimo, le Università del Sud Italia sono in ottima salute: basti vedere i risultati positivi dell’Università di Palermo, Università di Bari, Politecnico di Bari, Cagliari, Catania, Napoli Parthenope, Benincasa, Sannio, Reggio Calabria. A soffrire sono invece molte Università del nord X, invece, Bicocca X, Cafoscari X, Politecnico di Torino X, IULM X, LIUC X, Cattolica del Sacro Cuore X, Piemonte Orientale X, etc. Questo finding smentisce le analisi di segno opposto dei Ranking QS e dei report di Mediobanca.

Con questo approfondimento, siamo andati ad individuare e rilevare quali sono le Università più attrattive e a tirare un pò le somme rispetto a tutti i dati emersi.

A vostro beneficio vi condividiamo qui tutte le classifiche che abbiamo stilato:

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia