Dati, implicazioni e scenari politici delle Elezioni in Germania

24
Feb

Elezioni Germania, vince la CDU ma l’exploit di AfD fa tremare l’Unione Europea. SPD mai così male. Flop Verdi. Liberali fuori dal Bundestag.

Cari amici bentornati nel nostro canale digitale ufficiale dal vostro Davide Scialpi.

Nella giornata di ieri, in Germania si sono tenute le elezioni per il nuovo governo nazionale federale. Sui nostri social, siamo stati i primi a darvi dati e a condividere le prime previsioni nonché gli scenari possibili da più punti di vista.

Con questo approfondimento, siamo qui per condividere con voi i dati certi nonché analisi strategiche a riguardo per meglio comprendere le implicazioni del voto a diversi livelli.

Partiamo subito dicendo che queste elezioni hanno segnato una svolta significativa nel panorama politico europeo. L’Unione Cristiano-Democratica (CDU), guidata da Friedrich Merz, ha ottenuto il 28,6% dei voti, emergendo come il partito di maggioranza relativa. Sorprendentemente, il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha conquistato il secondo posto con il 20,8%, raddoppiando i consensi rispetto alle precedenti elezioni. Il Partito Socialdemocratico (SPD) del cancelliere uscente Olaf Scholz ha subito una pesante sconfitta, raccogliendo solo il 16,4% dei voti. I Verdi si sono attestati all’11,5%, mentre il Partito Liberale Democratico (FDP) non ha superato la soglia di sbarramento del 5%, fermandosi al 4,4%.

L’Affluenza al voto è stata estremamente alta toccando quota 84%, la più altra dal 1990.

Altro dato rilevante è che la Germania è spaccata secondo i confini esistenti prima della caduta del muro di Berlino. La Germania Ovest risulta essere più conservatrice e più propensa al Socialismo, mentre la Germania dell’Est è decisamente su posizioni di estrema destra o di estrema sinistra.

Formazione del nuovo governo

Con questi risultati, la CDU di Merz è chiamata a formare una coalizione di governo. Le opzioni più plausibili includono una “Grosse Koalition” con l’SPD, nonostante le precedenti dichiarazioni di Scholz contrarie a una collaborazione con la CDU (questo potrebbe portare ad un nuovo governo di “establishment” che non farebbe altro che far aumentare i consensi dell’AfD e che potrebbe portare l’SPD a strappare quando l’alleanza volge verso posizioni non in linea con le proprie idee). Un’altra possibilità potrebbe essere un’alleanza con i Verdi, anche se le differenze programmatiche potrebbero rappresentare un ostacolo significativo. Specie perché tra i motivi dell’ascesa dell’AfD c’è proprio il NO al green deal-transizione 5.0-industria 4.0, misura che ha affossato l’economia tedesca e non solo. Per conseguenza, con una elezione che suona come una bocciatura verso il precedente governo e verso quelle politiche green difficilmente si può immaginare un coinvolgimento dei Verdi. L’altra opzione sul tavolo (ma abbastanza remota) potrebbe essere una coalizione di destra CDU-CSU e AfD. Anche se nessun partito s’è mai dichiarato disponibile a governare con l’AfD. Ad ogni buon conto, Merz ha espresso l’intenzione di avviare rapidamente colloqui per garantire una maggioranza parlamentare stabile entro Pasqua.

Ripartizione dei Seggi

Per quanto riguarda la composizione del Bundestag, la CDU conquista 208 seggi (28,6%), seguita dall’AfD con 152 seggi (20,8%). L’SPD ottiene 120 seggi (16,4%) e i Verdi si fermano a 85 seggi (11,5%). Mentre Die Linke, la Sinistra Radicale ottiene 64 seggi. FDP, il partito liberale, non supera la soglia del 5% e non entra in parlamento.

Per formare la maggioranza di governo, servono ben 316 seggi. E da sola chiaramente, come detto, la CDU-CSU non ce la fa. Dovrà trovare degli alleati.

Scenari Politici

L’ascesa delle Destre in Germania avrà un impatto su diversi fronti, sia interni che internazionali. Ecco chi potrebbe subirne le conseguenze più forti:

I Partiti Tradizionali (SPD, Verdi, FDP)

L’SPD di Scholz, i Verdi e i Liberali dell’FDP sono già in difficoltà, e la crescita della destra, in particolare di AfD (Alternative für Deutschland) e dell’ala più conservatrice della CDU/CSU, potrebbe ridurre ulteriormente il loro spazio politico. Se la coalizione di governo non riesce a invertire la crisi economica e l’insoddisfazione sociale, rischia di essere travolta. E questa potrebbe essere la strategia di AfD: confidare in un flop della grande coalizione e nella conseguente insoddisfazione del popolo e alimentare il fuoco della ribellione verso l’establishment.

L’Ucraina e la NATO

Se la destra tedesca (soprattutto AfD, che ha posizioni ambigue su Mosca) guadagna potere, il sostegno tedesco all’Ucraina potrebbe ridursi, mettendo in difficoltà la strategia occidentale contro la Russia. Anche la NATO potrebbe dover gestire un atteggiamento più nazionalista e meno interventista da parte della Germania.

L’Industria e il Mercato del Lavoro

Se la destra impone misure più protezionistiche o anti-immigrazione, settori che dipendono dalla manodopera straniera (edilizia, manifattura, sanità) potrebbero soffrire. Allo stesso tempo, un allentamento delle regolazioni ecologiche potrebbe favorire le grandi industrie tradizionali a scapito del mondo degli investimenti e delle imprese green e del settore tecnologico.

Settori economici e aziende internazionali

Industrie legate alla transizione ecologica potrebbero soffrire se CDU e AfD frenano politiche climatiche aggressive. Il mondo della finanza e delle imprese globali potrebbe vedere con preoccupazione una Germania meno stabile politicamente. Le aziende pro-mercati aperti potrebbero temere un approccio più conservatore o protezionista.

I Movimenti Progressisti e le Minoranze

L’avanzata della destra porta quasi sempre a una maggiore polarizzazione sociale. Minoranze etniche, comunità LGBTQ+ e attivisti per il clima potrebbero subire un clima più ostile, sia dal punto di vista legislativo che culturale.

Implicazioni per l’Europa

L’ascesa della CDU e il forte risultato dell’AfD potrebbero avere ripercussioni rilevanti a livello europeo. Merz ha sottolineato la necessità di una maggiore indipendenza europea dagli Stati Uniti, criticando l’attuale amministrazione americana per la sua indifferenza verso l’Europa. Questo potrebbe tradursi in un rafforzamento delle politiche di difesa comune e in una revisione delle relazioni transatlantiche. La CDU, pur essendo europeista, potrebbe adottare posizioni più dure su alcuni dossier, ad esempio sul debito comune europeo o la politica migratoria.

Inoltre, la presenza di un partito di estrema destra come l’AfD come principale forza di opposizione potrebbe influenzare il dibattito politico europeo su temi quali l’immigrazione, la sovranità nazionale e le politiche economiche, spingendo altri Paesi a rivedere le proprie posizioni in materia.

In sintesi, un governo tedesco più spostato a destra potrebbe ostacolare i progetti europei più progressisti, soprattutto su:

  • Politiche ambientali: riduzione delle emissioni, stop al Green Deal europeo – a politiche climatiche aggressive come Transizione 5.0-Industria 4.0.
  • Immigrazione: maggiore chiusura e scontro con Bruxelles sulle quote di accoglienza.
  • Politica economica: più resistenza ai piani di spesa comune e ai trasferimenti finanziari verso i Paesi del Sud Europa. (I Paesi del Sud Europa sono quelli situati nella parte meridionale dell’Unione Europea, con economie più vulnerabili e storicamente legati a un modello di sviluppo basato su debito pubblico e meno su innovazione rispetto ai Paesi del Nord. Questi includono: Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Malta. Questi Paesi sono stati fortemente dipendenti dai fondi europei negli ultimi anni, sia per stimolare la crescita post-crisi economiche, sia per affrontare sfide legate alla disoccupazione giovanile che al debito pubblico).

In sintesi, l’affermazione della destra tedesca potrebbe ridisegnare l’equilibrio politico ed economico in Germania e in Europa, colpendo soprattutto chi punta su apertura, transizione ecologica e integrazione europea.

Ripercussioni per l’Italia

Per l’Italia, l’elezione di un governo tedesco guidato dalla CDU potrebbe avere diverse conseguenze. Da un lato, una Germania più focalizzata sulla crescita economica e sulla riduzione della burocrazia potrebbe favorire un rafforzamento dell’economia europea, con possibili ricadute positive anche per l’Italia. Dall’altro, una maggiore indipendenza europea dagli Stati Uniti potrebbe richiedere all’Italia di rivedere le proprie alleanze strategiche e di contribuire più attivamente alla difesa comune europea nonché ridurre ai minimi termini le politiche green – industria 4.0 transizione 5.0, considerate le misure affossa economia.

Inoltre, l’avanzata dell’AfD potrebbe alimentare movimenti simili in altri Paesi europei, compresa l’Italia, influenzando il dibattito politico interno su temi come l’immigrazione e la sovranità nazionale. Anche se essendo già al governo la Destra, difficilmente potrà alimentarsi altro consenso di destra o ultradestra. Di certo, il governo Meloni potrà seguire le scelte di eliminare le misure legate green deal-transizione 5.0 – industria 4.0 (misure affossa economie) per allinearsi ai piani politici Tedeschi. Ultimo ma non ultimo, non esiste una carta carbone di Afd in Italia. E’ un movimento troppo legato alle dinamiche del mondo tedesco.

In conclusione, l’esito delle elezioni tedesche del 2025 rappresenta un punto di svolta non solo per la Germania, ma per l’intera Europa. Le scelte che verranno fatte nei prossimi mesi a Berlino avranno un impatto significativo sugli equilibri politici ed economici del continente, e l’Italia dovrà essere pronta ad adattarsi a questo nuovo contesto.

Rimaniamo alla finestra. Pronti a darvi contezza e a rendervi edotti delle evoluzioni. Stay tuned.

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia