Intervista a Daniela Morfino, Deputata Movimetno 5 Stelle, su operato Geverno Meloni, situazione economia, scuola pubblica, trasporti, Sicilia, violenza contro le donne

L'Osservatorio Economia intervista Daniela Morfino, Deputata Movimento 5 Stelle e Membro Commissione Femminicidi e Ambiente, su Operato Governo Meloni, Scuola Pubblica e operato Valditara, Trasporti e operato Ministro Salvini, Piano, ReArm Europe, Sud Italia, Sicilia e Operato Schifani, Ponte sullo Stretto, Violenza contro le Donne e operato Ministro Rocella, etc.
27
Mar

“Investono miliardi nella follia delle armi mentre le famiglie non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Quando questo governo Meloni andrà a casa sarà sempre troppo tardi”: la stoccata della Deputata Daniela Morfino sull’esecutivo

Cari amici, benvenuti e bentornati all’interno dell’Open Hub dell’Osservatorio Economia.

L’Italia sta attraversando una fase complessa dal punto di vista economico e sociale, con il Governo Meloni ormai in carica da oltre due anni e mezzo. Qual è il bilancio complessivo di questo esecutivo? Le politiche adottate stanno realmente rispondendo ai bisogni dei cittadini?

Per approfondire questi temi, abbiamo intervistato l’Onorevole Daniela Morfino, Deputata del Movimento 5 Stelle, che ha espresso un giudizio fortemente critico sull’operato del Governo Meloni, toccando punti chiave come la gestione dell’economia, le difficoltà della Sicilia, la crisi dell’istruzione e le diseguaglianze territoriali. Non sono mancate valutazioni severe sull’operato del Ministro Salvini, responsabile delle infrastrutture e dei trasporti, e sulla Ministra Roccella, in relazione alle politiche contro la violenza sulle donne.

Un confronto diretto e senza filtri su temi cruciali per il futuro del Paese, tra criticità, mancate promesse e possibili soluzioni.

Investono miliardi nella follia delle armi mentre le famiglie non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Quando questo governo andrà a casa sarà sempre troppo tardi” Daniela Morfino

In questa intervista esclusiva, l’Onorevole Daniela Morfino, Membro della Commissione Femminicido e Membro della Commissione Ambiente, affronta con schiettezza e determinazione le principali questioni politiche, economiche e sociali che interessano l’Italia.


INTERVISTA Q&A con la Onorevole DANIELA MORFINO, Deputata del Movimento 5 Stelle, su Operato del Governo Meloni, la Situazione Economica, la Scuola Pubblica, la Situazione in Sicilia, l’Operato del Ministro Roccella, l’Operato del Ministro Salvini, etc.



Davide Scialpi: Dopo oltre due anni e mezzo di Governo Meloni, qual è il suo giudizio complessivo sull’operato dell’esecutivo? Che tipo di politiche sta portando avanti?


Onl.e Daniela Morfino: Il giudizio è totalmente negativo. La politica economica della Meloni manca di strategie efficaci per sostenere le fasce più deboli della popolazione. Non possiamo ignorare l’aumento del costo della vita, che ha messo in difficoltà le famiglie e le imprese italiane. La gestione della crisi energetica è stata inefficace, con soluzioni parziali e poco strutturate. L’approccio isolato in politica estera, spesso più ideologico che pragmatico, ha minato la credibilità dell’Italia a livello internazionale. Questo governo fa solo propaganda piuttosto che occuparsi di interventi strutturali che potrebbero davvero risolvere le questioni di fondo del nostro sistema, come la riforma fiscale, la scuola, la giustizia e l’occupazione giovanile. In sintesi, il governo Meloni ha fallito nel fornire soluzioni concrete e inclusive per i cittadini italiani, e ha invece preferito cavalcare slogan. Vogliamo parlare della gestione della sanità pubblica? Un disastro. Ci troviamo ancora a dover fronteggiare una carenza di personale sanitario, un sistema sotto pressione che fatica a rispondere ai bisogni dei cittadini, liste di attesa interminabili e referti consegnati dopo 8-9 mesi quando ti va bene. 



Davide Scialpi: Onorevole, i dati mostrano un PIL sotto le attese, produzione industriale in calo da oltre 24 mesi e inflazione che pesa sulle famiglie con bollette e pressione fiscale in aumento. Crede che ci sia una discrepanza tra la narrazione del governo e la realtà che vivono gli Italiani? Come spiega la differenza tra i dati economici comunicati dal governo, i dati reali e le difficoltà che molti cittadini segnalano?


Onl.e Daniela Morfino: Purtroppo con questa Presidente del Consiglio, che non doveva “disturbare chi vuole fare”, siamo arrivati a 26 mesi di calo della produzione industriale.
I dati Istat parlano chiaro, ribadiscono l’inerzia di un centrodestra incapace di aiutare il Paese a uscire da una crisi che va avanti da due anni.
Siamo in allarme rosso e non sono capaci di usare 209 miliardi del Pnrr che noi abbiamo riportato dall’Europa. Investono miliardi in armi, i salari dei lavoratori continuano a essere bassi, le famiglie non riescono più a fare fronte al carovita, al caro bollette, la sanità e la scuola sono a pezzi. Nella conferenza stampa di gennaio, la Meloni aveva detto di non avere 20 secondi per rispondere a una domanda sul caro energia. L’ennesima scusa per fuggire dalle proprie responsabilità, perché non ci vuole molto tempo per rispondere se si lavora per occuparsi dei problemi dei cittadini. Ha raccontato la favola che sta facendo di tutto per aiutare le famiglie, ma nel frattempo sta destinando altri miliardi alle spese militari. Dopo aver sprecato il Pnrr, tira fuori dal cilindro una totale follia: il sostegno al Piano di riarmo della Von Der Layen da 800 miliardi di euro. Quindi, noi abbiamo ottenuto e lasciato in eredità 209 miliardi per fronteggiare la pandemia, investire in scuola, sanità, infrastrutture e rilanciare il settore produttivo, loro, invece, vogliono buttare decine di miliardi per le armi. Quando questo governo andrà a casa sarà sempre troppo tardi.



Davide Scialpi: Quali sono, a suo avviso, le priorità per sostenere famiglie e imprese in questo momento economico di stagnazione, caro bollette e caro vita? Quali politiche concrete potrebbero migliorare la situazione delle famiglie a basso reddito?


On.le Daniela Morfino: Questo governo non ha fatto una, dico una misura per la crescita a sostegno delle famiglie e delle imprese. Anzi hanno smantellato tutte le nostre misure, come ad esempio il Reddito di Cittadinanza lasciando molte famiglie senza sostegno, e la Transizione con cui avevamo riavviato il motore su innovazione ed energia alle imprese. Pensano solo ad investire 30 miliardi a debito in più per armi, che finiranno nelle tasche dell’industria militare, nelle tasche di colossi statunitensi. C’è un Paese che soffoca tra bollette e carovita e questo governo non fa nulla.



Davide Scialpi: Il governo si oppone alla proposta del Salario Minimo, nonostante l’Italia abbia salari tra i più bassi d’Europa. Come valuta questo comportamento? Il Governo Meloni tiene realmente al rilancio dell’Italia?


On.le Daniela Morfino: Il governo Meloni vive nell’iperuranio, non ha il polso del Paese. Tra ottobre e gennaio le bollette sono aumentate del 5,9% i cittadini hanno speso in media 777€ su luce e gas. Sono rimasti per mesi a guardare, hanno tagliato le buste paghe dei cittadini a basso reddito, hanno aumentato di 1,80€ le pensioni minime, mentre rimettono i privilegi che noi abbiamo tolto e aumentano gli stipendi ai ministri non parlamentari. Una indecenza.



Davide Scialpi: Onorevole, considerando la sua esperienza diretta nel mondo dell’istruzione, come valuta l’operato e le politiche attuate dal ministro Valditara?  Ritiene che miglioreranno o peggioreranno il sistema educativo? Quali misure servono per favorire una scuola di qualità, equa, moderna ed inclusiva?


On.le Daniela Morfino: Il Movimento 5 Stelle ha sempre posto l’istruzione al centro della propria agenda politica, con l’obiettivo di garantire una scuola pubblica di qualità, equa, moderna e inclusiva.

Da docente e parlamentare le dico che le politiche attuate dal ministro Valditara rappresentano un passo indietro per la scuola pubblica italiana, non vanno nella direzione giusta. Al contrario, ci troviamo di fronte a un’impostazione che rischia di aumentare le disuguaglianze nel sistema educativo, anziché ridurle. La retorica del “merito” propagandata dal ministro, se non accompagnata da misure concrete per colmare i divari socio-economici e territoriali, rischia di penalizzare ulteriormente gli studenti più fragili. Inoltre, il taglio delle risorse per l’istruzione e l’assenza di una visione chiara su temi fondamentali come l’innovazione didattica e il contrasto alla dispersione scolastica dimostrano un approccio arretrato e poco lungimirante. Per costruire una scuola davvero inclusiva e moderna, servono misure concrete, servono più investimenti nell’edilizia scolastica, un serio piano di contrasto alla precarietà degli insegnanti e stipendi adeguati, un maggiore focus sull’educazione affettiva e sessuale, un incremento dei fondi per il tempo pieno e per il sostegno agli studenti con bisogni educativi speciali. Servono misure fondamentali per garantire un’istruzione di qualità per tutti. Invece stiamo assistendo al più grande disinvestimento nella scuola pubblica.

La Meloni non parla mai di scuola pubblica e favorisce quella privata.

Il M5S continua a battersi per un’istruzione accessibile e di qualità, per un sistema scolastico che valorizza la didattica innovativa e il pensiero critico, opponendosi a qualsiasi politica che aumenta le disuguaglianze e riduce le opportunità per i nostri giovani.



Davide Scialpi: Il governo ha dichiarato più volte che il Sud è una priorità. Il Governo Meloni sta lavorando per colmare i divari economici e sociali tra il Sud e le altre aree del paese? Qual è la sua valutazione? Quali interventi ritiene più urgenti per il Sud Italia?


On.le Daniela Morfino: Assolutamente no. Siamo di fronte all’ennesimo governo che parla di Mezzogiorno come “priorità”, ma poi nei fatti dimostra un totale disinteresse verso il suo rilancio. I divari economici e sociali tra il Mezzogiorno e il resto del Paese non solo non si stanno riducendo, ma rischiano di aggravarsi a causa di scelte politiche miopi e sbilanciate a favore del Nord. Sul PNRR, il governo ha rinegoziato i fondi senza alcuna visione strategica per il Sud, cancellando investimenti fondamentali per le infrastrutture, la sanità e la scuola. Questa mancanza di visione strategica rischia di lasciare interessate aree senza sviluppo e senza prospettive di crescita. Serve invece una programmazione chiara, con investimenti mirati. E mentre il Nord ottiene risorse per grandi opere, il Mezzogiorno resta privo di collegamenti moderni e servizi adeguati. Gli interventi più urgenti? Servono investimenti massicci in infrastrutture, per colmare il divario nei trasporti e nella digitalizzazione. È necessario rilanciare il lavoro con politiche industriali mirate e un piano straordinario per l’occupazione giovanile, senza un piano concreto per creare occupazione stabile, il Sud continuerà ad essere il luogo da cui i giovani scappano, alimentando il fenomeno della fuga di talenti. Bisogna garantire servizi essenziali, oggi inaccettabilmente inferiori rispetto ad altre aree del Paese.

Poi non parliamo dell’autonomia differenziata, una riforma che rischia di trasformarsi in una condanna definitiva per il Sud. Questo governo sta portando avanti un progetto che, se approvato, cristallizzerà le disuguaglianze tra Nord e Sud, privando le regioni meridionali di risorse fondamentali per sanità, istruzione e trasporti. Il Movimento 5 Stelle si oppone fermamente a questo disegno, che penalizza milioni di cittadini e mina l’unità nazionale.



Davide Scialpi: Parliamo di Sicilia. Quali sono i problemi principali che la Sicilia sta affrontando oggi e quali soluzioni propone? E come valuta l’operato della Presidenza Schifani?


On.le Daniela Morfino: Il principale problema è essere governata da politiche disfattiste del centrodestra, prima con Musumeci e adesso con Schifani. Un disastro dopo l’altro. Se a livello nazionale la Meloni con il suo Governo è riuscita a spendere solo un terzo dei fondi del PNRR, non lo dico io ma Openpolis, in Sicilia per non essere da meno i fondi del PNRR spesi, sono solo il 13%. Ma si rende conto? Sono fermi molti dei 20.534 progetti per un valore di oltre 17 miliardi di euro. Lei sa quanti problemi per la Sicilia si sarebbero risolti se fossero riusciti a mandare avanti questi progetti? Poi non parliamo dei 338 milioni di euro di fondi persi. Una montagna di soldi che non ha precedenti nella storia della Sicilia. Fondi che dovevano consentire alla Sicilia di accorciare la forbice col resto del Paese. Fondi destinati a invasi, dighe, discariche, a interventi contro il dissesto idrogeologico, la riqualificazione urbana e di strade per incapacità, ma per inadempienza se li sono fatti scappare e adesso la loro priorità è l’invio di armi. In merito ho presentato una interpellanza urgente per non fare disperdere questi fondi e riassegnarli alla Sicilia. Ovviamente il Ministro Foti non ci ha messo la faccia e la loro risposta è stata inconsistente ed evasiva. Le infrastrutture stradali, idriche, scolastiche sono un colabrodo, l’emergenza rifiuti non è una fatalità, ma il risultato di una cattiva gestione dei governi di centrodestra di cui Schifani rivendica la continuità. Invece, di costruire inceneritori da centinaia di milioni di euro e con tempi di realizzazione lunghissimi, sarebbe più efficace potenziare gli impianti di trattamento dell’umido e i poli tecnologici del riciclo, già sperimentati con successo in altre regioni. Non parliamo poi della sanità regionale in fratumi: 7 anni di gestione siciliana della destra, Musumeci prima e adesso Schifani, presentano il conto ed è totalmente fallimentare. Hanno distrutto la sanità pubblica facendola diventare un privilegio per pochi. Ricevere un referto dopo 8 mesi è una vergogna inaudita non degna di un Paese civile. Schifani prometteva di azzerare le liste d’attesa ma anche questa volta la sua si è rivelata becera propaganda sulla pelle dei siciliani. Sostiene di mandare a casa i manager incapaci, ma gli ricordo che li ha nominati lui con il suo governo, quindi, la responsabilità politica è anche sua. La pezza peggio del buco. Oggi bisogna parlare il meno possibile e concretizzare i servizi mancanti. Il rischio è che fra tre anni ciascun siciliano dovrà dotarsi di una assicurazione privata per potersi curare e chi è povero o in difficoltà economiche rischia la propria salute. Davanti a tutto questo, la politica targata centrodestra discute solo di nomine. Assurdo



Davide Scialpi: Negli ultimi mesi, I problemi nei trasporti sono aumentati in maniera spaventosa, con ritardi, disservizi e infrastrutture carenti in tutta Italia. Come valuta l’operato del Ministro Salvini? Ritiene che le sue politiche abbiano realmente migliorato la mobilità nel Paese o che siano state insufficienti? Quali interventi sarebbero necessari per un trasporto più efficiente e accessibile? E come valuta la situazione con riferimento alla Sicilia?


On.le Daniela Morfino: Guardi, Salvini è il peggior Ministro delle Infrastrutture nella storia d’Italia. Del resto, difficile aspettarsi qualcosa di diverso da un ministro che ha ridotto al collasso il nostro sistema ferroviario e che ha fallito su tutta la linea sul caro-voli, sui taxi introvabili, su un trasporto pubblico locale alla canna del gas in tante aree del paese, Meridione in primis. Servono investimenti veri, interventi sulle infrastrutture primarie, ma a Salvini importa tagliare nastri e fare proclami e di risultati concreti non se ne vedono. Il presidente Conte col Pnrr ha portato in dote oltre 200 miliardi, e questa destra non riesce a spenderli per le infrastrutture che servono. Le faccio un esempio concreto: in Sicilia la diga Trinità, nel Trapanese, sarà dismessa per gravi carenze infrastrutturali. Possiamo solo immaginare il danno e le pesanti ripercussioni che questa decisione avrà sul territorio, in primis sull’agricoltura. E’ un altro motivo per giudicare disastroso il governo del centrodestra, che oggi, ricordiamolo, governa sia a Roma che in Sicilia. Vede, i “disagi” procurati ai cittadini non sono legati a fantomatici sabotaggi oppure ad un “chiodo” ma da un ministro, insieme al governo, che ha inchiodato un Paese intero.



Davide Scialpi: Rimanendo sulle infrastrutture, Meloni insiste sul Ponte sullo Stretto di Messina presentandolo come grande opera strategica per il Sud. Crede che sia davvero una priorità per la Sicilia e il Sud Italia o questi soldi dovrebbero essere investiti altrove?


On.le Daniela Morfino: E’ un enorme spreco di soldi buttati a mare. Alla Sicilia servono opere utili e non follie di Stato. Per gli esponenti della Lega il ponte sullo stretto serve alla Sicilia più di ospedali e strade, ma per fortuna dopo tutte le nostre denunce anche l’ANAC vuole vederci chiaro e ha chiesto le carte del ponte ai tre ministeri coinvolti. Definendo il ponte sullo Stretto la più importante tra le opere che servono alla Sicilia, in barba a tutti quei cittadini che ogni giorno fanno i conti con un sistema sanitario fatiscente o muoiono su strade ai limiti della percorribilità, dimostra quanto la destra sia completamente scollegata dalla realtà. Le opere che servono alla Sicilia sono gli ospedali, le scuole, infrastrutture, servizi, non di certo questa inutile opera faraonica, che serve a Salvini per piantare la bandierina e farsi la foto con una delle sue felpe. Le stesse felpe che indossava nel 2017, ma con scritto “no al ponte”. Poco importa se sempre più cittadini italiani rinunciano alle cure, a causa di liste d’attesa infinite e dall’impossibilità di permettersi una struttura privata. Mi spiace solo che tanti siciliani abbiano avuto il coraggio di dare la propria fiducia e messo il loro futuro e quello dei loro figli, in mano a questi soggetti, autentici venditori di fumo.



Davide Scialpi: Il piano “ReArm Europe” da 800 miliardi punta a rafforzare le capacità militari dell’UE. Qual è la sua posizione a riguardo? Crede che l’Italia debba investire di più nella difesa-spesa militare o bisognerebbe destinare risorse ad altre priorità?


On.le Daniela Morfino: Quello che serve è una efficiente difesa comune europea e non riarmare i singoli Stati. Il piano ReArm rischia di portare l’Europa in guerra, per questo motivo siamo stati a Strasburgo per dire forte il nostro no. Ricordo che noi abbiamo fortemente voluto un grande piano di investimento, il Next Generation Eu, creato e attuato per ridare speranza alle giovani generazioni dopo la pandemia. Trovate voi le differenze.



Davide Scialpi: Alla luce del suo Ruolo in Commissione Femminicidio e dell’esperienza vissuta in prima persona che ha deciso con coraggio di condividere alla Camera, come giudica le politiche adottate finora per contrastare la violenza sulle donne dal Ministro Roccella? Sono sufficienti? Quali misure servono per ottenere dei risultati significativi?


On.le Daniela Morfino: Guardi, io ho avuto la forza e il coraggio di condividere la mia tragica esperienza grazie a mia figlia. Proprio per questo come parlamentare sono determinata a dare voce a tutte quelle donne che subiscono affinché trovino il coraggio di farlo. Quando una donna denuncia chiede di essere creduta, chiede un’alternativa alla violenza e lo Stato deve offrirgliela. Ma attenzione: le leggi possono avere efficacia solo se al contempo si avvia anche un cambiamento culturale. Perciò dobbiamo incidere sul piano dell’educazione e dell’informazione. Come si fa a non comprendere che introdurre l’insegnamento dell’educazione affettiva e sessuale sin dai primi anni di scuola è la più alta forma di prevenzione della violenza? Educare significa prevenire, significa essere lungimiranti e crescere futuri adulti in grado di padroneggiare anche le emozioni negative, saperle gestire e controllare. Serve forte determinazione e senso di responsabilità comune nel trovare soluzioni, che per questo Parlamento non è solo un impegno morale, ma un dovere. Basta continuare a tenere il conto delle donne uccise dal proprio partner o ex, dobbiamo agire ora, subito, non un minuto di più o saremo sempre una di meno.





Davide Scialpi: Ultima domanda ma non ultima per importanza, le restrizioni a Opzione Donna hanno penalizzato migliaia di lavoratrici dal poter andare in pensione. Fratelli d’Italia la difendeva all’opposizione, poi ha cambiato idea al governo. Nel 2023 le uscite sono crollate di oltre il 70%. Non crede sia stato un tradimento per tante donne?


On.le Daniela Morfino: Certo. Vede, ricevo continue email e messaggi da donne disperate per la cancellazione di “opzione donna” già nella prima manovra e queste donne ci chiedono di aiutarle a far ragionare questo governo in merito. Ma non ascoltano, e queste lavoratrici continuano ad essere escluse e discriminate. Ma la cosa grave è che in campagna elettorale Giorgia Meloni ha promesso loro che non avrebbe cancellato “opzione donna”. Proprio lei che all’opposizione sfilava, alle manifestazioni, con le donne chiedendo la proroga della misura. E oggi cosa fa? Nulla, fa spallucce, si gira dall’altra parte. Questa è la coerenza di Giorgia Meloni. La verità è che questo governo ha l’obiettivo solo di salvare le banche e chi se ne frega se poi si colpiscono i pensionati.



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Team Osservatorio Economia