[Analisi] Costo dell'Energia alle stelle: l’Italia prima in Europa per i prezzi dell’elettricità. Implicazioni per l'economia.

21
Ago

L’Italia ha i prezzi dell’Elettricità più alti d’Europa (113,3 mvh). Governo Meloni inefficace. Le implicazioni per l’Economia: industria meno competitiva e caro bollette per famiglie

Cari amici bentornati nell’osservatorio economia dal vostro Davide Scialpi.

Con questo approfondimento, siamo qui a condividere con voi una serie di dati e informazioni sui costi dell’energia di Luglio pubblicati nelle ultime ore. Dati che ci danno il quadro della situazione sul perché le nostre imprese, i consumatori e le nostre famiglie sono e saranno sempre più sotto pressione.

Con 113,3 €/MWh, l’Italia si conferma il paese con i prezzi dell’elettricità più alti in Europa. I dati diffusi da EmberMarket Operator mostrano un quadro preoccupante: l’Italia paga molto più dei partner europei.

Basti pensare che in Germania il prezzo è fermo a 90 €/MWh, in Francia a 79,4 €/MWh e in Spagna addirittura a 73,9 €/MWh. All’estremo opposto, la Svezia vanta un costo di appena 29,3 €/MWh, quasi un quarto rispetto a quello italiano.


Perché l’Italia paga di più

Le cause sono strutturali:

  • forte dipendenza dal gas naturale, ancora dominante nella produzione elettrica;
  • ritardi nello sviluppo delle rinnovabili e delle infrastrutture di accumulo;
  • domanda estiva elevata, con picchi legati al condizionamento;
  • limitata capacità di importazione dai vicini europei.

Le implicazioni economiche

Industria meno competitiva

→ I settori energivori (acciaio, ceramica, chimica, carta) affrontano costi fino al 30% superiori rispetto ai concorrenti tedeschi o spagnoli, con un impatto diretto sulla competitività internazionale.

Famiglie e PMI sotto pressione

→ Bollette più pesanti riducono il potere d’acquisto dei consumatori e aumentano i costi operativi delle piccole e medie imprese.

Rischio alto di delocalizzazione

→ Alcune imprese potrebbero valutare di spostare la produzione in paesi con energia più economica e stabile.


La sfida per il futuro

Il “primato” italiano evidenzia l’urgenza di accelerare la transizione energetica:

  • più rinnovabili,
  • migliori infrastrutture di rete,
  • interconnessioni più forti con il mercato elettrico europeo.

Solo così l’Italia potrà ridurre la dipendenza dal gas, abbassare le bollette e rafforzare la propria competitività.

Benchmark: Mercato vs Consumatore finale

PaesePrezzo mercato (€/MWh)Prezzo domestico (€/MWh)Moltiplicatore
Italia → 113,3 → 3743,3×
Germania → 90,0 → 3944,37×
Francia → 79,4 → 2983,75×
Spagna → 73,9 → 2413,26×
Svezia → 29,3 → 1314,47×
Austria → 91,6 → 3603,93×
Cechia → 93,2 → 3593,85×
Slovacchia → 99,8 → 2252,25×
Polonia → 103,4 → 1991,93×
Romania → 104,8 → 1831,75×
Ungheria → 103,7 → 1030,99×
Ucraina → 107,4 → 580,54×

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Con i dati del moltiplicatore, possiamo confrontare non solo i prezzi all’ingrosso (mercato) ma anche i prezzi finali al consumatore domestico e il relativo “moltiplicatore” (quanto cresce il prezzo dall’ingrosso alla bolletta).

Elaborazioni “Osservatorio Economia” su Dati Ember – Electricity prices in Europe, July 2025, €/MWh. Data: Ember, Market Operator.

Leggenda:

  • Barre blu e arancioni per mercato e consumatore finale.
  • Linea verde con cerchi per il moltiplicatore (quanto cresce il prezzo dalla Borsa elettrica alla bolletta).

Cosa emerge

Anzitutto, emerge che Germania e Svezia hanno margini e tasse altissimi/e.

  • Nonostante un prezzo all’ingrosso molto basso (Svezia 29 €/MWh), i consumatori pagano oltre 130 €/MWh.
  • In Germania il divario è ancora più evidente: 90 €/MWh all’ingrosso → 394 €/MWh in bolletta.
  • Qui incidono pesantemente tasse, oneri di rete, contributi per la transizione energetica.

L’Italia si caratterizza per costi alti già al mercato

  • Il prezzo di partenza (113 €/MWh) è già il più alto d’Europa.
  • Anche se il moltiplicatore (3,3×) è più basso della Germania, il risultato finale è comunque tra i più onerosi per i consumatori.

L’Europa dell’Est (Romania, Polonia, Slovacchia) si caratterizza per margini contenuti

  • Moltiplicatori intorno a 1,7–2,3×: significa che lo Stato o le utility trattengono margini ridotti, spesso con politiche di sussidio o regolamentazione dei prezzi al dettaglio.

L’Ungheria e Ucraina si caratterizzano per prezzi calmierati

  • Ungheria: 103,7 €/MWh sul mercato, ma i consumatori pagano quasi lo stesso (103 €/MWh).
  • Ucraina: addirittura sotto il costo di mercato (58 €/MWh).
  • Evidente presenza di controlli tariffari e sussidi pubblici.

Come potete notare, si vede chiaramente il divario tra paesi come Germania/Svezia (moltiplicatori altissimi) e Ungheria/Ucraina (prezzi calmierati).

In breve

  • Germania e Svezia → alti prezzi domestici nonostante mercati convenienti, per via di fiscalità e oneri di sistema.
  • Italia → doppio problema: prezzo di mercato più caro + prezzo finale molto alto → penalizza sia industria che famiglie.
  • Ungheria e Ucraina → prezzi domestici artificialmente bassi grazie a sussidi, ma con rischio di insostenibilità finanziaria per lo Stato e le utility nel medio-lungo termine.

Che dire, amici. Ci sembra che questo Governo non riesca a farsi rispettare e sembra essere oltremodo inefficace. Il problema del costo dell’energia alto va avanti da troppo tempo. Se un paese ha i costi e i prezzi dell’elettricità più alti, l’economia e quindi le imprese e il potere d’acquisto dei consumatori ne risentiranno.

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia