[Scenari Politici] Centrosinistra galvanizzato dalla vittoria al Referendum. Chi guiderà il Campo Largo alle elezioni 2027, Conte o Schlein?

Cari amici bentornati a queste latitudini dal vostro Davide Scialpi.
Come sapete, nelle scorse ore, s’è tenuto il Referendum sulla Giustizia, che ha visto la vittoria del NO con la sconfitta del Governo e del Centrodestra sulla riforma che ambiva alla cosiddetta separazione delle carriere.
Il referendum si è trasformato in un vero e proprio test politico. La partecipazione è stata molto alta. Tra le concause della sconfitta possiamo individuare: una gestione non ottimale della campagna referendaria da parte del centrodestra, gli effetti dello scontro nel Golfo con conseguenti aumenti di carburante e gasolio, e la generale incertezza economica. Tuttavia, è pacifico che queste criticità avrebbero potuto impattare qualsiasi governo.
A mio avviso, il NO è stato più provocato dal centrodestra che non dalla forza del centrosinistra, che comunque ne beneficia e che comunque s’è impegnato per il raggiungimento dell’obiettivo. Guardando la geografia del voto, si nota che l’unica parte dell’Italia che ha seguito il governo in pieno sono il Lombardo-Veneto, il Friuli, alcune zone del Lazio e delle Marche, e qualche area della Calabria.
Va detto che da tantissimi anni la politica italiana si ostina a concentrare la propria azione sulla riforma della giustizia e sul cambio costituzionale, mentre il popolo tende a respingerla sistematicamente. Non sentendola come una top priority. Tranne nel caso di discussione della riduzione dei tempi dei processi.
Detto questo, storicamente, i referendum in Italia tendono a trasformarsi in plebisciti sul governo in carica. E anche questo referendum, l’ennesimo sulla giustizia, s’è trasformato quindi in esame politico per il Governo Meloni, che visto l’esito ne indebolisce per conseguenza la leadership a pochi mesi dal voto del 2027, dopo quattro anni di crescita incontrastata, e dando un forte boost alle forze del centrosinistra, pronto a sfruttare la caduta del centrodestra.
L’economia è ferma, la pressione fiscale cresce, i costi dell’energia sono altissimi, e nel Lombardo-Veneto si registra una significativa emigrazione verso l’estero per salari bassi e opportunità professionali lontane dalla formazione (non allineata ai bisogni territoriali) nonché una crescente deindustrializzazione. Al contempo, Centro e Sud Italia richiedono progresso, innovazione e inclusione sociale. Alla luce di tutto ciò, non è chimerico e utopico dire che il NO può essere anche una conseguenza dello stato d’animo degli Italiani rispetto alla situazione in cui versa l’economia lanciando un segnale alla politica di governo.
Per questi motivi, possiamo dire che a beneficiarne è l’opposizione e quindi il centrosinistra che inizia a navigare con il vento in poppa, con una wave favorevole che può portarlo alla vittoria, approfittando di un centrodestra in affanno.
Per conseguenza, si apre la automatica discussione su chi guiderà le elezioni del 2027 nel Campo Largo tra Conte e Schlein.
Il “campo largo” e la leadership: Schlein vs. Conte
Il termine campo largo, come sapete, indica una possibile coalizione ampia di forze progressiste e di centrosinistra (PD, Movimento 5 Stelle, AVS e altre forze minori) pronta a sfidare la destra unita alle elezioni politiche del 2027.
Il nodo politico è e sarà chi guiderà questa coalizione e quale progetto politico sarà poi proposto.
Le dinamiche interne sul leader
Da un lato c’è, Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), già più volte Presidente del Consiglio, che dopo la vittoria del NO, ha proposto di indire primarie di coalizione per scegliere il leader del campo largo in vista delle politiche 2027. La sua proposta punta a un confronto aperto, valorizzando la partecipazione diretta degli elettori progressisti.
Dall’altra parte, c’è Elly Schlein (Partito Democratico), segretaria del PD, rappresenta l’altra figura naturale attorno a cui il campo largo potrebbe aggregarsi. Super motivata ad arrivare al vertice. Tuttavia, all’interno del PD ci sono divisioni e tensioni: la sconfitta del referendum ha riaperto il dibattito su leadership e strategia politica.
Oltre loro, però, all’orizzonte non si vedono altri leader politici in grado di ottenere il consenso necessario per arrivare a Palazzo Chigi.
→ La Percezione della leadership tra gli elettori: Chi la spunterà tra Conte e Schlein?
Giuseppe Conte (M5S)
- Punti di forza: forte radicamento tra gli elettori pentastellati, immagine popolare, difensore dei cittadini comuni. Beneficia della vittoria del NO.
- Punti deboli: meno appeal tra elettori PD o moderati o mondo elitario; primarie possono allungare i tempi e generare divisioni.
- Supporto stimato: 70–75% degli elettori M5S, ma solo 20–25% degli elettori PD lo percepiscono positivamente come leader di coalizione.
Elly Schlein (PD)
- Punti di forza: supporto interno al PD, visione progressista moderna, buona comunicazione sui temi sociali e ambientali. Beneficia della vittoria del NO.
- Punti deboli: minore radicamento tra M5S e moderati; resistenze nel PD più conservatore.
- Supporto stimato: 60–65% degli elettori PD la vedono come leader naturale, mentre 30–35% degli elettori M5S sono favorevoli a un suo ruolo guida.
Scenario politico: cosa succede adesso
- Primarie della coalizione: la proposta più concreta e immediata per risolvere la questione della leadership, con Conte in prima linea per promuoverle.
- Tentativo di unità: PD e M5S dovranno negoziare spazi di competizione e cooperazione, evitando spaccature interne che favorirebbero il centrodestra.
- Schlein e la segreteria PD: il PD deve bilanciare autonomia del principale partito progressista e necessità di costruire una coalizione più ampia.
In sintesi
- Il referendum sulla giustizia è stato bocciato, segnando una sconfitta politica per il governo.
- Il risultato apre possibilità politiche per il campo largo in vista delle elezioni 2027.
- Giuseppe Conte propone primarie di coalizione per scegliere il leader del campo largo e si candida a guidarlo.
- Elly Schlein resta una figura centrale nel PD in cui si aprono percorsi di competizione e confronto nella coalizione e si candida anch’ella alla guida.
Guardando i dati, Conte potrebbe prevalere grazie alla capacità di attrarre voti al Centro e al Sud Italia, mentre Schlein coprirebbe meglio Nord e Alto Centro Italia, pur in aree più conservatrici.
E’ indubbio che Conte riuscirebbe, quindi, a prendere più consenso come leader in quanto nel M5S c’è sempre qualcuno che non vede di buon occhio il PD. Questa sarebbe una forte concessione del PD e AVS verso il M5S per dare garanzie all’alleato (un pò come è successo in Campania), visto che insieme hanno più del doppio dei voti potenziali dei pentastellati. Va detto che anche nel PD c’è chi non vede di buon occhio il mondo dei cinquestelle.
Insieme, PD, AVS e M5S si attestano sul 41-42%.
Intorno al campo largo, Calenda e Renzi perdono appeal e terreno, viste le loro posizioni favorevoli al Sì o poco chiare, come nel caso di Italia Viva, con alta probabilità di irrilevanza politica nel 2027.
Implicazioni politiche
La leadership del campo largo richiederà negoziazioni e compromessi: Conte potrebbe spuntarla proponendosi come mediatore, come accaduto in passato, Schlein, invece, come guida di un campo largo più moderno che parla ai giovani. Le primarie aperte, con partecipazione di tutti gli elettori progressisti, sono uno strumento che possono ufficialmente legittimare la leadership e ridurre fratture interne.
La coalizione 2027 potrebbe avere un leader condiviso o alternato, a seconda del risultato delle primarie e degli accordi interni.
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
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