I takeaways di Davide Scialpi dal Dossier Università 2025 OE: tramonto delle Università big di Città, super affermazione delle telematiche e ascesa delle Università di prossimità, di provincia e a misura d'uomo. Bene anche le Università del Sud.

Dossier Università 2025 di Osservatorio Economia
22
Ago

Università, Davide Scialpi: “L’Università Italiana è ufficialmente cambiata. Si impongono le Università Telematiche, quelle a misura d’uomo, di provincia e di prossimità. Tramonta il fascino delle Università delle grandi Città, dal nome prestigioso”

L’Osservatorio Economia ha prodotto il Dossier Università 2025. In questo approfondimento speciale, attraverso l’analisi dei dati certi del MUR (ex Miur) sulle immatricolazioni, siamo andati ad investigare l’attrattività delle nostre Università, prospettive e trend legati alle iscrizioni.

Abbiamo scoperto Università Super Attrattive e Università Meno attrattive. In altre parole, quelle dove le persone si iscrivono di più e quelle dove si iscrivono di meno tenendo in considerazione un orizzonte temporale tendenzialmente e principalmente di medio e lungo periodo nonché la tipologia di Università ed anche aree territoriali.

In tal senso, abbiamo prodotto molte classifiche o, se volete, ranking ed individuato quelle che sono le Università in forte ascesa, che quindi ricevono maggiormente la preferenza da parte delle nuove generazioni e quelle che invece sono meno attrattive e in crisi di iscritti.

È stato un lavoro di analisi molto complesso ed impegnativo, ma doveroso e utile per chi deve fare la scelta Universitaria o per chi ha bisogno di ottenere l’informazione corretta sul mondo universitario e su dove si stanno iscrivendo di più le persone in fatto di Università e quindi su dove sta andando il mondo Universitario.

In questo dossier, troverete il quadro completo sulle Università Italiane più attrattive del momento, suddivise per categorie:

  • Super Attrattive
  • Attrattive
  • In crescita costante di iscritti da 3 e 4 anni
  • In calo costante di iscritti da 3 e 4 anni
  • Telematiche
  • Private Non-Statali
  • Area di Roma
  • Prime 10 Università per numero di Iscritti

Ecco tutti i link diretti:

Detto questo, abbiamo deciso di condividere con voi alcuni takeaways utili prodotti dal Dr. Davide Scialpi, Direttore Ricerca Osservatorio Economia, sulla base dei finding emersi dal Dossier Università 2025.

Il primo è di carattere generale e da il polso della situazione rispetto a quello che abbiamo scoperto con la nostra ricerca ed è rappresentata dall’immagine che apre questo approfondimento.

“L’Università Italiana è ufficialmente cambiata. Si impongono le Università Telematiche, quelle a misura d’uomo, di provincia e di prossimità. Tramonta il fascino delle Università delle grandi Città, dal nome noto e prestigioso” Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia

Dai dati emersi, si realizza che le telematiche sono letteralmente esplose. Non si tratta di un boom ma di un super boom. Il progresso è ufficialmente arrivato anche nel mondo universitario nonostante 1 anno di lotta serrata da parte del CRUI per limitarne l’ascesa dirompente. L’esplosione ha un paio di nomi: Università Telematica Pegaso, Università Mercatorum.

Quest’anno, L’Università Pegaso con i suoi 7850 iscritti è diventata ufficialmente l’Università privata numero 1 in Italia, spodestando dal trono la prestigiosa e storica Università Cattolica e relegando e ridimensionando, con il supporto di Mercatorum ed Ecampus, le note Bocconi e Luiss a metà classifica.

Siamo di fronte ad un momento storico nel mondo Universitario. Siamo al termine di un era, quella dell’esperienza on campus suddivisa tra Università Statali e Private, e nel contempo siamo all’inizio di una nuova era, quella in cui si opta per il campus digitale e sempre meno per quello fisico.

Nel mondo delle Università, siamo davanti al termine un egemonia, quella di Cattolica, Bocconi e Luiss come Università private dominanti, completamente annientate con un colpo e senza permesso dalle telematiche. Ora, da Università private leader diventano follower. Si riduce, per conseguenza, il loro potere e la loro influenza. Il comando, ce l’hanno le Università digitali fra le non statali. I numeri sono spaventosi.

Ma non è finita qui amici. Sì perché l’Università Pegaso l’ha fatta veramente grossa, oltre ad avere registrato la più alta crescita di iscritti rispetto all’anno scorso, è entrata anche nelle prime 10 Università per numero di iscritti del 24-25 direttamente al 10° posto spodestando anche qui l’Università Cattolica del Sacro Cuore (in crisi di iscritti da 3 anni) che scivola fuori dalla top ten e ridimensiona sempre più il Politecnico di Milano.

Capite bene che Milano sta vivendo un vero e proprio film horror con IULM, CATTOLICA e Bicocca in crisi di iscritti rispettivamente da 3 e 4 anni. Si salva solo la Statale che è in crescita di iscritti da 3 anni,

A tutto questo si aggiunge la crisi di Università dal grande nome di Città come Politecnico di Torino, in crisi di iscritti da 4 anni (Una crisi molto forte), Ca’Foscari Venezia in crisi di iscritti da 4 anni al nord, Università La Sapienza di Roma e Torvergata.

In questo quadro, dove le telematiche ridimensionano Università big e private da grande città, si accerta la crescita fortissima di atenei a misura d’uomo e di provincia e prossimità in contrapposizione. Crescita forte in termini di iscritti da 4 anni per Università di Palermo che tocca quota 9.000 iscritti annui e si piazza all’8° posto nella top ten, per Università di Roma Tre che con i suoi 7.400 iscritti super Torvergata, diventa la 2° Università di Roma e si lancia verso le prime 10 posizioni insieme con l’Università di Bari e Mercatorum, per l’Università di Perugia che viaggia forte intorno ai 6000 iscritti annui, per l’Università di Pavia in Lombardia che supera ufficialmente i 5.000 iscritti annui, per l’Università di Napoli Parthenope che arriva a quota 5300 iscritti.

Bene anche le Università di Genova, il Politecnico di Bari, l’Università di Bari, l’Università di Trento, l’Università di Trieste, l’Università di Catania che sale al 9° posto della top ten delle Università per numero di iscritti, l’Università del Sannio, l’Università di Reggio Calabria, l’Università di Macerata, della Valle d’Aosta, LUISS Roma, Università di Cagliari, Napoli Benincasa, Luiss, dell’Insurbia, dell’Aquila e di Bolzano, che hanno registrato una crescita consecutiva di iscritti per ben 3 anni di fila.

Come potete notare, a trionfare non sono le Università delle grandi città colpite fortemente dalla turistificazione dei centri urbani e dall’inaccessibilità economica. Il Direttore dell’Osservatorio Davide Scialpi aveva previsto tutto questo nella sua analisi sul futuro delle Città, sempre più turistiche sempre meno Universitarie.

A Roma, addirittura, le Università in crisi di iscritti da 3 anni sono le 2 storiche Uniroma1 e Uniroma2 sia l’Università La Sapienza che l’Università Torvergata. A capitalizzare su questo, è arrivata la 3° di Roma, l’Università di Roma Tre che s’è presa la 2° posizione cambiando la geografia del potere e dell’influenza Universitaria locale.

Se quindi vogliamo tracciare le 2 grandi tendenze, queste potrebbero essere queste:

  • Forte affermazione delle telematiche, per il consolidarsi dell’abitudine a studiare da casa e a formarsi a distanza e il rifiuto o rigetto dell’esperienza on campus in favore di quella digitale. Un trend mondiale.
  • Tramonto del fascino dell’Università nelle Grandi Città, sempre più inaccessibili per l’overtoursim e economicamente. Un trend mondiale.
  • La ricerca di un esperienza universitaria più a misura d’uomo. Lo studente non vuole essere un numero all’interno di sistemi pachidermici e poco includenti.

Altro trend interessante è legata al fatto che molte Università del Sud registrano crescite costante di iscritti da molti anni. Segno che le persone credono negli atenei dei propri territori e che quindi sono molto attrattive. In testa a tutte, l’Università di Palermo, Napoli Parthenope, Pegaso, l’Università di Bari, il Politecnico di Bari, l’Università di Catania, l’Università del Sannio, l’Università di Reggio Calabria.

Non solo, le nostre analisi, come accennato e condiviso in un precedente approfondimento, smentiscono i ranking farlocchi che girano nei media e che categorizzano le Università di provincia o non di città come pessime. Le Università di Provincia o di Prossimità sono in ottima salute e in forte ascesa. Ricevono la preferenza delle nuove generazioni. Vedi i casi dell’Università di Trieste, Bolzano, Trento, Catania, Genova, Macerata, Pavia, Insurbia, L’Aquila, Sannio, Reggio Calabria, Università di Bari, Politecnico di Bari, Perugia, Università Politecnica delle Marche.

Prospettive Future

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia, “Continueremo ad assistere al terremoto telematico con un pacco di pop corn in mano (vedremo se le Università private inizieranno a cedere anche con gli iscritti davanti allo strapotere del digitale) nonché a registrare crisi di iscritti per molte Università di quelle menzionate sopra sia tra quelle già in forte declino e sia fra quelle che sono in flessione da 3 anni e specie fra le Università delle grandi Città (L’inaccessibilità economica nella grandi città è un segnale anche indiretto dello stato della nostra Economia, totalmente moribonda) nonché tra nuovi nomi, lungo tutto lo stivale, che potrebbero finire ineluttabilmente nella lista delle meno attrattive. Dall’altra parte, quindi, vedremo l’affermarsi di nuove Università che dalla fascia media, dalla provincia e dalle retrovie potrebbero crescere sempre più e, in alcuni casi, avvicinarsi o addirittura entrare nelle prime 10 approfittando del calo delle big. Sto parlando dell’Università Mercatorum, E-Campus, dell’Università di Roma Tre, dell’Università di Bari e dell’Università di Pisa, dell’Università di Perugia, appostate li per colpire. In altre parole, le grandi Città sono tornate alle normalità, ma non sembrano attrarre più studenti dalla provincia e da altre regioni. Altri fattori stanno spingendo e definendo la scelta universitaria. Stiamo a vedere.“.

Per approfondimenti, entrate in contatto col nostro Direttore Ricerca: Dr. Davide Scialpi dscialpi@osservatorioeconomia.it.

Team Osservatorio Economia