[Analisi – Ranking] Le Università Telematiche sono le uniche Università Green ed eco-friendly del Sistema Universitario Italiano. Migliorano concretamente e realmente l’ambiente. Le Università tradizionali inquinano

Cari amici bentornati dal vostro Davide Scialpi nell’Osservatorio Economia.
Di recente, abbiamo pubblicato il Dossier Università 2025, contenente il Ranking delle Università più attrattive e meno attrattive d’Italia. Il riscontro ottenuto è stato impressionante: la ricerca e la relativa classifica ha raggiunto un pubblico vastissimo, sia in Italia che all’estero, e ha contribuito a fotografare con chiarezza lo stato reale del sistema universitario italiano, mettendo in luce gerarchie, trend emergenti e trasformazioni strutturali ormai evidenti.
Il finding generale è netto: il mondo universitario italiano è cambiato.
Le università telematiche hanno registrato una crescita senza precedenti imponendosi come le università più attrative ed innovative. Parallelamente, sono in forte ascesa le università di provincia e regionali, spesso più piccole, più accessibili e più vicine ai territori. Al contrario, le università delle grandi città metropolitane dal nome noto e prestigioso mostrano una crisi consecutiva di iscritti da oltre tre anni, segnale evidente di un cambiamento profondo nelle preferenze degli studenti.
Tutti i ranking e le interviste ai Rettori sono disponibili qui nel dossier completo.
A partire dai nostri dati, l’Osservatorio Economia ha avviato una riflessione più ampia sulle implicazioni sociali e ambientali delle nuove traiettorie del sistema universitario.
Un aspetto poco discusso è infatti l’impatto ambientale del mondo universitario. Si parla infatti tanto di green e sostenibilità in Università, con una propaganda che sia ideologica che mossa da interesse economico legato a formazione e fondi. Ma non si controlla e misura quanto inquinano queste Università.
Una considerazione che abbiamo realizzato ma non ancora condivisa è la seguente:
il boom delle università telematiche e l’ascesa degli atenei territoriali generano benefici ambientali paragonabili (e in alcuni casi superiori, a quelli del working from home affermatosi dopo l’esperienza del Covid).
Da qui un’affermazione forte, ve la condividiamo:
Ad oggi Le università telematiche sono le uniche università realmente e concretamente “green” ed eco-friendly
Sono evidentemente le sole università che contribuiscono in modo concreto alla riduzione dell’impatto negativo ambientale del sistema universitario.
Questa evidenza rende necessario riconsiderare criticamente i numerosi ranking che girano nei media e che ambiscono a classificare e a venderci come“green” università tradizionali il cui impatto negativo sull’ambiente è oltremodo superiore.
E’ un dato, un fatto e un evidenza concreta che le Università telematiche sono le uniche Università green e che quindi uniche università che contribuiscono realmente e concretamente al miglioramento dell’ambiente.
E’ chiaro che le Università Telematiche, tutte quelle che ci sono, ovvero le 11 Università Telematiche sono le Università che inquinano meno, che impattano di meno negativamente sull’ambiente e che dominano anche questa classifica dove evidentemente, per conseguenze, le Università Tradizionali che fanno e forzano l’università on campus sono più inquinanti e hanno un impatto negativo sull’ambiente e quindi anche sulla società.
A ben vedere, le Università Telematiche sono la tipologia di Università più progressista che possa esistere, la massima forma di progresso. E che quindi le altre Università, quelle tradizionali sia pubbliche che non-statali, possono ritenersi conservatrici.
In Italia, si è discusso molto del ruolo delle università telematiche italiane e del loro impatto sull’istruzione e sulla società. Meno noto, ma altrettanto rilevante, è il loro contributo positivo all’ambiente. Entriamo nel merito.
L’impatto ambientale negativo nascosto delle Università Tradizionali
Le università tradizionali, siano esse pubbliche o private (dette anche, non statali), basano il loro modello sull’interazione fisica: studenti, docenti e personale devono recarsi quotidianamente per le lezioni in campus, edifici e laboratori, generando emissioni legate a:
- Mobilità-Pendolarismo giornaliero urbano ed extraurbano: automobili, motorini, trasporto pubblico-privato. da parte di studenti, personale e stakeholder coinvolti.
- Trasferimenti e viaggi fuori sede di studenti: affitto o acquisto di appartamenti temporanei o permanenti, con consumo energetico aggiuntivo per riscaldamento, illuminazione e manutenzione.
- Spostamenti a lunga distanza per studenti fuori sede: treni e aerei.
Secondo studi proprio accademici solo il trasporto e la mobilità degli studenti possono rappresentare oltre il 50–60% dell’impronta di carbonio totale di un ateneo. A questo, poi, si aggiungono i consumi energetici degli edifici e dei campus, che restano elevati anche in presenza di efficienza energetica.
Nonostante la voglia matta di queste Università Tradizionali far fare il green e sostenibilità alle imprese, davanti all’opportunità e all’esperienza creata dal covid, questi atenei hanno preferito riforzare l’esperienza on campus dimostrando di non essere interessati fondamentalmente all’ambiente realmente ma solo ideologicamente e per interessi di formazione o di lobby.
Sicuramente, le Università col maggior numero di studenti immatricolati attraverso lauree triennali, magistrali e formazione continua nonché con più enti-edifici connessi e tra queste ci sono sicuramente e in primis le Università delle grandi città metropolitane che ci bombordano giornamente con l’ossessione green e sostenibilità (alcuni sono finiti ai domiciliari dai Politecnici) per meri interessi lampanti economici.
Le Università telematiche sono il modello universitario più green ed eco-friendly
Al contrario, le università telematiche operano completamente online, eliminando gran parte degli spostamenti e delle esigenze infrastrutturali legate alla presenza fisica. Gli studenti possono seguire le lezioni da casa propria e non in edifici energivori e malmessi, senza dover trasferirsi o consumare energia extra in nuovi alloggi.
Secondo studi comparativi, le università telematiche possono ridurre fino all’85–90% le emissioni per studente rispetto ai modelli tradizionali, grazie a:
- Eliminazione quasi totale dei viaggi quotidiani a breve, a media e a lunga distanza.
- Riduzione dei consumi energetici legati agli alloggi fuori sede.
- Riduzione di uso e consumo di edifici fisici e grandi campus.
La Classifica delle Università più green e sostenibili d’Italia vede le 11 Università Telematiche in testa:
- Università Telematica Pegaso – Multiversity V
- Università eCampus V
- Università Mercatorum – Multiversity V
- Università Unitelma Sapienza V
- Università Niccolò Cusano V
- Università Guglielmo Marconi, V
- Università Uninettuno, V
- Università IUL V
- Università Giustino Fortunato V
- Università Leonardo da Vinci V
- Università San Raffaele Roma – Multiversity V
Tutte queste istituzioni rappresentano oggi il massimo esempio di progresso digitale e sostenibilità ambientale nel sistema universitario italiano. Non hanno rivali.
Le Università Telematiche:
- riducono emissioni reali
- riducono il consumo di suolo
- tagliano mobilità forzata
- minimizzano infrastrutture fisiche energivore
Non “comunicano sostenibilità”. La producono per design. Green per natura. Digitali per scelta. A differenza delle tradizionali.
Benchmark sui fattori impattanti
Il trasporto degli studenti e del personale è spesso il componente più importante delle emissioni totali dell’università: in alcune università può arrivare a oltre il 50–60% dell’impronta totale se si considerano tutti i viaggi casa‑campus e turno‑residenza.
Gli studenti fuori sede generano emissioni extra per case in affitto, riscaldamento, illuminazione ed elettrodomestici, che non si esauriscono facilmente quanto accadrebbe se rimanessero nella propria casa abituale.
I campus tradizionali necessitano di grandi spazi fisici e infrastrutture costose in termini di energia, specialmente per edifici datati o estesi.
| Fattore di impatto | Università tradizionali | Università telematiche |
|---|---|---|
| Trasporto studenti/staff | Alto (auto privata, treni, aerei, motorini, bus) | Praticamente nullo |
| Alloggi temporanei fuori sede | Emissioni significative da case affittate o acquistate | Inesistenti |
| Emissioni infrastrutturali (edifici) | Elevate (energia, manutenzione, campus) | Minime (solo energia domestica/studi) |
| Emissioni da IT/cyber infrastrutture | Basse (relativamente) | Presente ma inferiore alla mobilità |
| Emissioni complessive per studente | Standard elevato | Fino a ~85–90% più basso secondo studi comparativi |
Le Università tradizionali generano molto più impatto ambientale negativo rispetto alle loro controparti telematiche, principalmente per viaggi, mobilità, residenze studentesche e strutture fisiche consumatrici di energia.
Studi accademici confrontati indicano risparmi potenziali fino all’85–90% di CO₂ per studente su modelli di istruzione tradizionale vs telematica, soprattutto grazie alla riduzione del trasporto e del consumo energetico legato alla vita sociale e fisica del campus.
Il confronto tra università tradizionali e telematiche mostra in modo chiaro:
- Le università telematiche riducendo mobilità, trasporti e infrastrutture fisiche, offrono un modello di istruzione più sostenibile.
- Le università tradizionali generano emissioni molto più alte per lo stesso numero di studenti, soprattutto a causa di pendolarismo e alloggi fuori sede.
- La difesa di un modello più inquinante per motivi ideologici o elettorali appare contraddittoria e poco coerente con la missione ecologista dichiarata.
Una conclusione inevitabile
Il confronto è chiaro:
- le università telematiche sono strutturalmente più sostenibili e green
- le università tradizionali generano un impatto ambientale negativo nettamente superiore
- difendere un modello più inquinante per ragioni ideologiche, di interessi di lavoro-economici o di lobby appare incoerente con qualsiasi missione ecologista dichiarata.
Le Università Tradizionali sono intrinsecamente carbon-intensive anche quando adottano politiche green perché il loro modello è fisico, concentrato, infrastrutturale. L’infrastruttura è il problema ambientale così come l’idea che per apprendere le persone debbano recarsi in questi luoghi mentre in teoria possono rimanere a casa per farlo.
In un’Italia che ambisce a innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, le università telematiche rappresentano oggi la vera opportunità concreta di progresso e di impatto positivo sull’ambiente, indipendentemente da tutto e soprattuto in maniera più realistica delle Università tradizionali che propongono l’ossessione green (i vari Boeri, Gatti, Ratti, Boeri, Noci) per interessi di ogni tipo ma non sul piano sostanziale. In altre parole, predicano bene per gli altri (per l’opinione pubblica) e razzolano male per loro.
In altre parole, anche su questo indicatore delle Università più green e sostenibili, le Università Telematiche guidano il Sistema Universitario producendo esternalità positive e battono le Università Tradizionali.
Questo fatto, o evidenza fattuale, smentisce e sconfessa ancora una volta i famigerati Ranking QS di Nunzio Quacquarelli (ranking che abbiamo già sconfessato e provato essere farlocchi in questa analisi) che ci propone un mondo tutto suo e che evidentemente non esiste anche su questi temi estremamente sensibili.
Per chiudere, se volete sapere quali sono le Università che ci tengono di più all’ambiente, bè sappiate che sono le Università Telematiche.
Le Università Tradizionali sono estremamente energivore e inquinanti. Scegliere le Università Telematiche genera valore non solo per chi vi si iscrive ma anche per la società con risvolti positivi per l’ambiente.
Le Università Telematiche sono inclusive perché permettono a chiunque di iscriversi (se uno non può seguire per motivi lavorativi o personali o non può trasferirsi in una grande città o per persone disabili), sono sostenibili (non inquinano), sono digitali (permettono un migliore apprendimento, meno stressante).
Cosa comprendiamo? che un conto è la propaganda green (fatta da Università e Partiti per interessi particolari), un conto è l’azione green reale (Università Telematiche).
Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
