Donald Trump is back! E' nuovamente il Presidente degli Stati Uniti.

6
Nov

Donald Trump is back! E’ nuovamente il Presidente degli Stati Uniti.

Cari amici, un saluto dal vostro Davide Scialpi, benvenuti o bentornati nel blog dell’Osservatorio Economia!

E’ ufficiale, Mr. Donald Trump is back! E’ nuovamente il Presidente degli Stati Uniti.

In Borsa, salgono Dollaro e Crypto. Giù China e Europa.

Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali degli Stati Uniti, sconfiggendo la vice presidente Kamala Harris in una competizione serrata. La vittoria di Trump segna il suo ritorno alla Casa Bianca dopo il mandato dal 2017 al 2021. La campagna si è concentrata su temi come economia, sicurezza nazionale e politiche migratorie, dove i due candidati proponevano visioni nettamente contrapposte.

Democratici troppo concentrati su Diritti e poco su Politiche Economiche. La Guerra Russia – Ucraina, l’inflazione e l’immigrazione hanno orientato la campagna elettorale che ha trovato risposte maggiori da Trump.

I risultati elettorali hanno mostrato un’alta partecipazione e forti tensioni nei principali stati in bilico, tra cui Georgia, Pennsylvania e Michigan, decisivi per ottenere la maggioranza dei voti elettorali necessari. Harris ha ottenuto sostegno in molte aree urbane e nelle comunità che avevano favorito i Democratici, mentre Trump ha consolidato il supporto nelle aree rurali e negli stati tradizionalmente conservatori, guadagnando terreno in regioni dove i Democratici avevano prevalso nel 2020.

Con il ritorno alla presidenza, Trump dovrà confrontarsi con un Congresso diviso, ma rafforzato dalla riconquista del Senato da parte dei Repubblicani, il che potrebbe agevolare l’avvio delle sue nuove politiche. La sua agenda include piani di rilancio economico e di “America First” sulla scena internazionale, e un approccio rigido sui confini e la criminalità, in contrasto con le priorità progressiste di Harris​.

​La politica economica di Donald Trump ruoterà attorno a principi di “America First”, concentrandosi su una maggiore indipendenza economica, riduzione delle tasse e deregolamentazione per le imprese. Questo approccio mira a incentivare la produzione interna, riducendo le importazioni e potenziando l’occupazione attraverso sgravi fiscali per le aziende manifatturiere e industriali​

Un aspetto chiave sarà la riduzione delle imposte sia per le imprese che per le famiglie, uno schema già introdotto durante il suo primo mandato con il Tax Cuts and Jobs Act del 2017. Questa misura aveva visto tagli consistenti alle aliquote per le aziende e incentivi agli investimenti interni. Trump ha anche espresso l’intenzione di continuare a opporsi a politiche fiscali progressiste, proponendo invece incentivi per il settore privato, mirati a stimolare il mercato del lavoro e ad aumentare il PIL americano attraverso una crescita trainata dalle imprese.

In ambito commerciale, è probabile che Trump riprenda una linea protezionista con una politica rigida nei confronti di paesi come la Cina. Durante la sua campagna, ha menzionato l’intenzione di spingere per accordi commerciali bilaterali che favoriscano l’industria statunitense e disincentivino le delocalizzazioni, incrementando i dazi sulle importazioni di settori strategici​

Infine, Trump potrebbe continuare a ridurre i regolamenti ambientali e le restrizioni per il settore energetico, con l’obiettivo di rendere gli Stati Uniti più competitivi sul fronte energetico, incentivando la produzione nazionale di petrolio, gas e carbone. Questo approccio potrebbe entrare in contrasto con le politiche di sostenibilità e le normative climatiche più rigide introdotte dai Democratici durante l’amministrazione Biden-Harris.

La campagna elettorale di Kamala Harris ha affrontato difficoltà nel coinvolgere una base ampia e variegata di elettori, nonostante il suo ruolo di vice presidente. A molti analisti è apparso evidente che la sua candidatura non riuscisse a catalizzare l’entusiasmo che aveva contraddistinto campagne democratiche precedenti. Inoltre, il suo programma è stato visto come eccessivamente moderato da una parte dell’elettorato progressista, che avrebbe voluto un impegno più netto su questioni come il cambiamento climatico e la riforma sanitaria​

La sua proposta economica si basava su un’espansione dei programmi di welfare e un aumento delle tasse per le fasce più ricche, strategie mirate a ridurre le disuguaglianze e ampliare l’accesso ai servizi sanitari e sociali. Tuttavia, queste posizioni, pur apprezzate dall’elettorato più progressista, non hanno ottenuto lo stesso riscontro tra gli elettori indipendenti o centristi. Harris ha anche evitato una posizione di politica estera forte, preferendo sottolineare il suo impegno su temi sociali e ambientali. La percezione generale è stata quella di un programma “debole” rispetto all’approccio aggressivo e populista di Trump, che si è concentrato sulla ripresa economica e sulla sicurezza nazionale.

In definitiva, la campagna di Harris ha lottato per mobilitare sia l’ala progressista sia gli elettori moderati, risultando troppo incentrata su temi di giustizia sociale e non abbastanza concreta su politiche di rilancio economico, percepite come una delle principali priorità per molti elettori americani in un contesto di incertezze globali e di crisi economica​

Lato Campagna Elettorale, Trump, oltre ai suoi comizi da tutto esaurito in tutti gli Stati Uniti, ha deciso di presenziare in molti Podcast come quello di Joe Rogan e di Valuetainment per parlare a chiunque. L’ultimo podcast ha raggiunto 50 milioni di persone. Qualcosa di mostruoso. In più, quell’occhiolino strizzato al mondo Crypto che ha tifato per lui.

Harris invece ha come al solito fatto affidamento sugli endorsement del mondo della musica e del cinema con le varie uscite di Taylor Swift e Beyoncè.

Se volete approfondire quanto proposto da TRUMP, qui c’è il nostro focus di qualche mese fa: DONALD TRUMP

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia