[Finanza Decentralizzata] La Vittoria di Trump rilancia le Crypto? Quali sono i paesi pro e contro le monete digitali? L'Italia vuole aumentare la tassazione al 42%.

10
Nov

[Analisi DEFI] La Vittoria di Trump rilancia le Crypto? Quali sono i paesi pro e contro le monete digitali? L’Italia vuole aumentare la tassazione al 42%.

Cari amici, un saluto dal vostro Davide Scialpi e bentrovati o bentornati nel canale ufficiale digitale dell”Osservatorio Nazionale Economia”.

Con questo approfondimento siamo qui ad addentrarci nel mondo della Finanza Decentralizzata, segnatamente nel mondo delle Crypto, ovvero delle Monete Digitali.

Lo facciamo sia perché è un fenomeno reale ma anche e soprattutto perché la vittoria di Trump sembra aver rilanciato pesantemente questo mondo. Il Bitcoin, va rilevato, è stato uno dei temi determinanti per la vittoria di Trump, al netto delle promesse in fatto di inflazione-guerra e immigrazione.

Lato reazione dei mercati, con la vittoria di Trump, oltre ai future che sono saliti sull’azionario USA, soprattutto sulle small cap e Il dollaro che s’è rafforzato rispetto all’euro che è caduto, a registrare una forte impennata, bomba delle bombe, è stato proprio il bitcoin (la moneta digitale), schizzata ad un nuovo record storico, quello dei 75.000 dollari, salendo del 9% in una sola seduta!

Cosa significa? ..che se possiedo 1 bitcoin questo oggi vale ben 75.000 dollari.

A registrare guadagni significativi anche token come Dogecoin. Eitherum e Solana che volano a +20%.

In tal senso, la fiducia degli investitori è tornata, quindi, alta. Ma bitcoin, in particolare, si trova ora a dover confermare la positività. E, per quello, è importante che superi gli 80.000 dollari se vuole convincere con ancora più forza gli investitori.

E’ indubbio che l’industria cripto ha giocato, dunque, un ruolo cruciale nella campagna elettorale di Trump. Trump, dichiarando di voler fare dell’America la nazione crypto numero 1 al mondo, ha trovato l’attenzione e il supporto della community delle Crypto, promettendo di voler costituire una riserva nazionale di Bitcoin come “scorta strategica” nonché di “licenziare” Gary Gensler, presidente della SEC, accusato di aver effettuato una stretta pesante alle società di criptovalute con sede negli Stati Uniti. In altre parole, gli investitori (i cripto lovers) sperano ora che la nuova amministrazione Trump sostituisca Gensler con qualcuno che sia decisamente più favorevole al settore delle criptovalute.

Donald Trump si è presentato, quindi, durante la campagna elettorale, come pro-bitcoin o crypto-friendly promettendo una regolamentazione favorevole all’industria. Questo, ha scatenato il supporto della community e quindi il boom il giorno dopo dell’elezione con entusiasmo a livelli stratosferici.

A questo punto, lato trend economico-finanziario-tecnologico-monetario ( come mi piace dire! ) e al netto netto di potenziali interessi speculativi facili che questo mondo (dal rischio altissimo) porta con sé, diventa, quindi, interessante iniziare a capire gli scenari legati a questi asset finanziario-digitali e l’influenza ad essi legata.

Prima di addentrarci, facciamo però un pò di chiarezza su questo mondo.

Partiamo, anzitutto, col precisare cosa sono le Crypto. Le Crypto, monete digitali, sono una valuta, decentralizzata, che fa parte del DeFi aka Decentralized Finance, il quale rappresenta un intero ecosistema finanziario decentralizzato che consente una gamma di servizi finanziari, come prestiti, trading e investimenti.

Le criptovalute sono gli asset principali utilizzati nella DeFi per transazioni, garanzie, guadagni e altro, ma non rappresentano l’intero ecosistema DeFi.

In altre parole, La DeFi si riferisce a un insieme di applicazioni finanziarie che operano su smart contract (contratti intelligenti) e blockchain, permettendo una vasta gamma di servizi finanziari decentralizzati.A differenza delle semplici criptovalute, che fungono principalmente da mezzo di scambio o riserva di valore, le applicazioni DeFi replicano e ampliano i servizi della finanza tradizionale come prestiti, mutui, scambi di asset e servizi di risparmio, ma senza intermediari come banche o broker.

Le criptovalute come Bitcoin sono state accettate nei mercati finanziari tradizionali a partire dagli anni successivi alla loro creazione, con l’introduzione di scambi pubblici, contratti futures e, più recentemente, la quotazione di società legate al settore crypto e fondi ETF. Questi eventi hanno segnato l’ingresso delle criptovalute nel sistema finanziario globale, contribuendo alla loro crescente legittimazione e riconoscimento.

Fatta questa doverosa introduzione, siamo qui a cercare di capire di più su questo mondo che da un pò di anni a questa parte ha fatto capolino nelle vite di molti.

Ora, come detto, con la vittoria di Trump sembra essersi riacceso all’improvviso. E’ veramente così?

L’Ascesa e l’Evoluzione del Mondo Crypto: Un Viaggio tra Boom e Crolli.

Il mondo delle criptovalute è partito fondamentalmente nel 2009, con il lancio di Bitcoin, una valuta digitale creata per operare senza il controllo di autorità centrali. Fin dai primi anni, l’idea di una moneta decentralizzata ha attratto coloro che desideravano un’alternativa al sistema finanziario tradizionale, che mostrava segni di fragilità soprattutto in periodi di crisi economiche globali.

Inizialmente, però, verso le criptovalute v’è stato molto scetticismo. Erano un fenomeno di nicchia, utilizzato principalmente da pionieri tecnologici e appassionati di crittografia. Per molti, delle truffe. Per altri, una commodity come un altra su cui tradare o investire come fosse oro o azioni. E quindi anche considerato una sorta di GAMBLING, vista la volatilità che li caratterizza. Perché mentre per le azioni si possono più o meno individuare potenziali trend di mercato o crescita o decrescita di imprese seguendo il mondo economico, politico e delle imprese e dei mercati. Per le crypto, tutto dipende da quanta richiesta c’è e quindi è equiparrabile a prodotti che vanno di moda. Il che rende indecifrabile i possibili trend. Della serie: è un pò come puntare al Casinò o indovinare che tutti li comprino o li vendano. Va di moda avere le nuove scarpe della Nike e tutti le stanno comprando?… Allo stesso modo, le monete digitali diventano attrattive all’aumentare della domanda e quindi all’aumentare della voglia da parte delle persone di possederle e di investirci su.

2017-2018: L’Età dell’Oro e il Boom delle ICO

Un momento cruciale per le criptovalute si è verificato tra il 2017 e il 2018, quando il prezzo di Bitcoin e di altre valute digitali, come Ethereum, ha raggiunto massimi storici, attirando l’interesse del pubblico e degli investitori istituzionali. Questo periodo ha visto la nascita di numerosi progetti tramite le ICO (Initial Coin Offerings), metodi di raccolta fondi simili alle IPO, in cui gli investitori acquistavano nuove monete digitali per finanziare start-up basate su blockchain. Tuttavia, la mancanza di regolamentazione ha portato anche a casi di frode, minando temporaneamente la credibilità del settore.

2018-2019: La Caduta e il Ciclo di Raffreddamento

Dopo il boom del 2017, il 2018 ha visto una correzione dei prezzi delle criptovalute, con un calo significativo del valore di molte monete. In questa fase, Bitcoin ha perso circa l’80% del suo valore, mentre moltissimi progetti crypto sono scomparsi a causa della scarsa utilità o dell’instabilità del mercato. Tuttavia, questo “inverno crypto” ha anche portato una maggiore maturità nel settore, con gli sviluppatori e le aziende che si sono concentrati su progetti solidi e tecnologie innovative, gettando le basi per la crescita futura della finanza decentralizzata (DeFi) e dei contratti intelligenti.

2020-2021: Rinnovato Interesse e Boom della DeFi

Dal 2020 in poi, l’interesse per le criptovalute è rinato, spinto da eventi globali come la pandemia di COVID-19 e dall’adozione di massa di Bitcoin come riserva di valore. La crescita esponenziale della DeFi ha ampliato le opportunità per gli utenti crypto, permettendo di guadagnare interessi, prendere in prestito fondi e scambiare asset senza l’intervento di banche o intermediari finanziari. La nascita e la diffusione degli NFT (Non-Fungible Tokens) ha ulteriormente diversificato il mercato, rendendo la blockchain una tecnologia di interesse non solo finanziario, ma anche artistico e culturale.

Il Ruolo di Trump e le Prospettive per le Criptovalute

La vittoria di Donald Trump rappresenta, a ben vedere, un potenziale punto di svolta per il settore crypto negli Stati Uniti. Storicamente, Trump ha sempre mostrato un certo scetticismo verso le criptovalute, soprattutto in relazione alla sicurezza finanziaria nazionale e alla stabilità del dollaro. Tuttavia, la sua nuova amministrazione, nota per la riduzione della regolamentazione e il sostegno alle iniziative pro-business, potrebbe aprire la strada a un approccio più favorevole verso la finanza decentralizzata.

Con un’attenzione rinnovata alla deregulation, è possibile che Trump riduca la supervisione normativa, offrendo alle aziende crypto maggiore libertà di operare e svilupparsi. Questo ambiente potrebbe incentivare l’innovazione e attrarre nuovi capitali, rafforzando la crescita delle applicazioni DeFi e delle criptovalute negli Stati Uniti. Inoltre, una politica fiscale più leggera e un atteggiamento di apertura verso il settore finanziario potrebbero incoraggiare le imprese e gli investitori a esplorare le potenzialità delle valute digitali.

Secondo alcuni esperti, inclusi analisti come Field, (visti i commenti favorevoli in campagna elettorale del Tycoon), l’amministrazione Trump potrebbe sostituire l’approccio più cauto e, a volte, ostile del governo Biden verso il bitcoin con una visione molto più pro e quindi più favorevole all’industria delle criptovalute.

Una delle principali differenze rispetto all’approccio dell’amministrazione Biden sarebbe la riduzione della regolamentazione. Biden ha mostrato preoccupazione per i rischi associati al bitcoin, come la volatilità dei mercati e le preoccupazioni legate alla criminalità finanziaria, portando a normative più restrittive. Al contrario, Trump potrebbe spingere per un ambiente normativo più favorevole, che permetterebbe alle criptovalute di prosperare in modo più libero, supportando l’innovazione e gli investimenti nel settore.

In sintesi, se le dichiarazioni di Trump sulla creazione di un consiglio consultivo e l’incentivazione del mining di bitcoin si concretizzeranno, è probabile che l’industria delle criptovalute negli Stati Uniti subisca una spinta positiva, passando da un clima di incertezze e restrizioni a uno di maggiore favorevolezza e supporto governativo.

Tuttavia, rimane una certa incertezza: Trump potrebbe attuare politiche volte a rafforzare il dollaro, cercando di limitare il potere delle criptovalute come alternative alla valuta statunitense. Le priorità economiche della sua amministrazione potrebbero includere misure di protezione per il dollaro che ridurrebbero la competitività delle criptovalute come riserva di valore.

In altre parole, l’Amministrazione Trump potrebbe rivelarsi cruciale per il mondo delle criptovalute. Durante la campagna elettorale, Trump ha strizzato l’occhio pesantemente a questo mondo per ragioni elettorali. Da qui, un certo ostentato supporto da parte dei crypto lover nei confronti del Tycoon.

Quindi, L’approccio deregolamentato e il sostegno agli affari possono creare opportunità, ma le politiche pro-dollaro potrebbero anche presentare sfide. Tuttavia, con Trump al potere, il settore crypto statunitense sembra pronto per un nuovo capitolo di crescita, pur restando in bilico tra opportunità e rischi normativi. Sarà interessante, quindi, vedere come andranno le cose a prescindere dagli entusiasmi di borsa post vittoria di Trump.

Ma quali sono le principali cryptovalute o asset finanziari monetari digitali decentralizzati (oserei dire)?

Ebbene, amici, qui trovate un breve elenco delle principali criptovalute, ordinate per influenza e potenza nel mercato:

  1. Bitcoin (BTC)
  2. Ethereum (ETH)
  3. Binance Coin (BNB)
  4. Cardano (ADA)
  5. Solana (SOL)
  6. Ripple (XRP)
  7. Polkadot (DOT)
  8. Dogecoin (DOGE)
  9. Litecoin (LTC)
  10. Chainlink (LINK)
  11. Tether (USDT) (Stablecoin)
  12. USD Coin (USDC) (Stablecoin)
  13. Shiba Inu (SHIB)

Bitcoin ed Ethereum, sono considerate le più note, influenti e potenti per vari motivi:

1. Bitcoin (BTC): Caratteristiche

  • Primo a essere creato: Bitcoin è la prima criptovaluta al mondo, lanciata nel 2009. La sua nascita ha dato inizio all’intero movimento delle criptovalute, diventando simbolo e punto di riferimento per il settore.
  • Adozione globale: Bitcoin è la criptovaluta con la maggiore capitalizzazione di mercato e una delle più riconosciute a livello mondiale. È utilizzato come riserva di valore e strumento di investimento da privati, istituzioni e aziende.
  • Riconoscimento istituzionale: Bitcoin è stato il primo a ricevere attenzione da parte di grandi investitori e aziende, il che ha consolidato la sua posizione dominante nel mercato.

2. Ethereum (ETH): Caratteristiche

  • Innovazione tecnologica: Ethereum ha introdotto i contratti intelligenti e la possibilità di creare applicazioni decentralizzate (dApp) sulla sua blockchain. Questo ha aperto la strada alla DeFi (finanza decentralizzata), agli NFT (token non fungibili) e a molte altre applicazioni blockchain.
  • Comunità e sviluppo: Ethereum ha una delle comunità di sviluppatori più attive e una rete che è diventata il fulcro per l’innovazione nel mondo crypto.
  • Trasformazione in Proof of Stake: Ethereum sta passando dalla modalità di consenso Proof of Work (PoW) a Proof of Stake (PoS), migliorando la scalabilità, l’efficienza energetica e la sicurezza della rete.

Seguono BINANCE, quella promossa da Cristiano Ronaldo, e poi CARDANO e SOLANA.

3. Binance Coin (BNB): Caratteristiche

  • Uso nell’ecosistema Binance: BNB è il token nativo di Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo. Viene utilizzato per pagare le commissioni di transazione sull’exchange, ma anche per operazioni su Binance Smart Chain (BSC), che è una piattaforma per sviluppare applicazioni DeFi.
  • Ecosistema in crescita: Binance ha un’ampia gamma di servizi e applicazioni che supportano l’uso di BNB, il che ha aumentato la sua adozione e valore.

4. Cardano (ADA): Caratteristiche

  • Focus sulla sostenibilità: Cardano è una blockchain che mira a risolvere problemi di scalabilità, sicurezza e sostenibilità. È una delle criptovalute che ha attirato attenzione per l’approccio scientifico e peer-reviewed al suo sviluppo.
  • Ricerca e innovazione: La piattaforma è sviluppata da accademici e ingegneri di alto livello, con un approccio di ricerca che mira a garantire una solida base teorica ed empirica per le sue soluzioni blockchain.

5. Solana (SOL): Caratteristiche

  • Velocità e scalabilità: Solana ha guadagnato popolarità grazie alla sua capacità di gestire un numero elevato di transazioni al secondo (TPS) a costi molto bassi. Questo la rende una delle piattaforme preferite per applicazioni DeFi e NFT.
  • Crescita rapida: Nonostante la sua relativamente breve esistenza (lanciata nel 2020), Solana ha visto un’adozione rapida, diventando uno degli ecosistemi più promettenti per le criptovalute.

Queste criptovalute sono influenti e potenti non solo per la loro capitalizzazione di mercato, ma anche per l’innovazione che portano, la solidità delle loro reti, la comunità di sviluppatori e utenti che le supporta, e l’adozione che hanno sia da parte degli investitori che delle istituzioni. Inoltre, le loro utilità specifiche (come pagamenti, smart contract, scalabilità, ecosistemi DeFi, ecc.) le rendono fondamentali nel panorama globale delle criptovalute.

Fondamentalmente, il loro successo dipende anche dalla loro awareness e quindi dal branding positivo che riescono a generare. Più sale l’advocacy, il buzz positivo e l’awareness, più cresce il trust.

Altro aspetto da analizzare per il mondo delle valute digitali è quello dei paesi che supportano il mondo crypto e quelli che non lo supportano.

Paesi Pro e Contro le Criptovalute

Paesi Pro-Crypto

Alcuni Paesi hanno abbracciato e stanno abbracciando l’adozione delle criptovalute con entusiasmo e stanno creando ambienti favorevoli alla loro crescita:

In tal senso, il Primo Paese in assoluto al mondo a rendere Bitcoin una valuta legale è stato El Salvador. Paese che ha incentivato l’uso di Bitcoin anche per attirare investimenti esteri.

La Svizzera, da sempre all’avanguardia in termini di innovazione tecnologica e finanziaria, ha abbracciato con convinzione il mondo delle criptovalute. In particolare, il cantone di Zugo è divenuto un vero e proprio punto di riferimento internazionale per il settore crypto, guadagnandosi il soprannome di “Crypto Valley”. Qui, le leggi favorevoli alle criptovalute e la presenza di aziende fintech hanno creato un ecosistema ideale per lo sviluppo di tecnologie basate su blockchain. Recentemente, anche il Cantone di Lugano si è unito a questo movimento, facendo crescere ulteriormente la reputazione della Svizzera come un polo di attrazione per gli investitori e le imprese crypto.

A livello globale, Singapore si distingue come un hub di riferimento per il settore. Con una regolamentazione chiara e ben strutturata, il paese ha attratto numerosi progetti blockchain e aziende crypto, consolidandosi come un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica. Il governo di Singapore ha infatti creato un ambiente normativo favorevole che stimola gli investimenti e permette lo sviluppo di nuove iniziative nel campo delle criptovalute.

Anche il Portogallo ha fatto della sua politica fiscale uno dei principali motori di attrazione per chi desidera entrare nel mondo delle criptovalute. Con l’esenzione fiscale sui guadagni derivanti dalle crypto, il paese è diventato un rifugio per investitori e appassionati di criptovalute, offrendo loro un contesto vantaggioso per crescere economicamente.

Infine, gli Emirati Arabi Uniti, e in particolare le città di Dubai e Abu Dhabi, stanno promuovendo attivamente un ambiente normativo favorevole alla blockchain. Con un forte impegno da parte delle autorità locali per favorire la tecnologia e la finanza decentralizzata, gli Emirati si stanno affermando come uno degli ecosistemi più dinamici e promettenti per l’industria delle criptovalute, attirando numerosi attori globali e portando avanti importanti iniziative nel campo della digitalizzazione finanziaria.

Paesi Contro le Criptovalute

Alcuni governi e, quindi, paesi rimangono scettici e ostili nei confronti delle criptovalute, a causa di preoccupazioni legate alla sicurezza finanziaria, alla volatilità e al rischio di riciclaggio di denaro:

La Cina ha adottato un approccio molto restrittivo nei confronti delle criptovalute, imponendo il divieto sia sul loro utilizzo che sul mining. Il governo cinese ha scelto di concentrare i propri sforzi sulla creazione di una moneta digitale sovrana, lo yuan digitale, con l’intento di sostituire le criptovalute decentralizzate con una valuta completamente controllata dallo Stato. Questa mossa riflette il desiderio della Cina di mantenere il pieno controllo sulle transazioni finanziarie, limitando l’influenza delle valute digitali straniere e cercando di preservare la stabilità del sistema monetario interno.

In India, le criptovalute sono sottoposte a un regime fiscale severo e a regolamenti stringenti. Sebbene l’interesse per le valute digitali sia cresciuto notevolmente nel Paese, il governo ha imposto pesanti tassazioni e ha creato un quadro normativo che rende difficile per molti l’accesso libero a questi strumenti finanziari. Inoltre, l’India sta sviluppando una propria valuta digitale, con l’obiettivo di contrastare l’uso delle criptovalute private e di offrire una alternativa digitale completamente regolamentata che sostituisca queste monete non ufficiali.

In Russia, sebbene i cittadini siano ancora liberi di detenere criptovalute, il governo ha introdotto restrizioni sull’uso di queste monete digitali. Le criptovalute non sono riconosciute come mezzi di pagamento legali, e recentemente è stata avanzata la proposta di imporre una pesante tassazione sulle transazioni crypto, un tentativo di disincentivare l’uso diffuso delle criptovalute nel Paese. Il governo russo sembra voler mantenere un controllo rigoroso sulle attività finanziarie, limitando l’espansione di un settore che sfugge alle sue mani.

La Turchia ha intrapreso un percorso simile, vietando l’uso delle criptovalute come mezzo di pagamento e imponendo restrizioni sugli exchange crypto, le piattaforme di scambio di valute digitali. Nonostante questi provvedimenti, però, il settore delle criptovalute non è stato completamente bloccato. Le criptovalute possono ancora essere detenute e scambiate, ma le normative restrittive hanno ridotto significativamente la libertà di utilizzo e accesso, alimentando incertezze riguardo al futuro delle crypto nel Paese. In pratica, la Turchia ha adottato una posizione di attesa, dove la regolamentazione è severa, ma non completamente inibitoria.

Le Criptovalute in Italia: Situazione Attuale e Scenari Fiscali Futuri con potenziali aumenti della tassazione

Il panorama delle criptovalute in Italia potrebbe essere soggetto a cambiamenti significativi, soprattutto in relazione alla loro tassazione. In un contesto economico in cui la fiscalità sta assumendo un ruolo centrale nella politica economica del governo, le criptovalute potrebbero entrare nel mirino delle autorità fiscali. Recenti discussioni e proposte legislative (presentate da Giorgetti nella Legge di Bilancio) hanno sollevato la possibilità di un aumento delle tasse sui guadagni derivanti da criptovalute. Sebbene non ci sia stata una dichiarazione ufficiale che porti la tassazione al 42%, alcuni esperti temono che la pressione fiscale sulle criptovalute possa aumentare, spingendo verso una revisione della fiscalità del settore crypto in Italia.

Attualmente, le plusvalenze derivanti da operazioni in criptovalute in Italia sono tassate al 26%, se il guadagno annuale supera i 2.000 euro. Tuttavia, i recenti sviluppi normativi a livello europeo, come la proposta di regolamentazione MiCA (Markets in Crypto-Assets), potrebbero influenzare anche la legislazione italiana, rendendo le criptovalute più regolamentate e monitorate a livello fiscale. Se queste modifiche dovessero tradursi in un aumento delle tasse, ciò potrebbe avere un impatto significativo sugli investitori e sulle startup crypto nel nostro Paese.

A fronte di tale scenario, le criptovalute potrebbero trovarsi a fare i conti con un contesto fiscale più rigido, potenzialmente allontanando alcuni investitori o rallentando l’espansione del mercato, magari verso Lugano e la Svizzera dove invece si sta aprendo molto al mondo crypto. Tuttavia, il governo italiano potrebbe anche cercare di mantenere un equilibrio, promuovendo l’innovazione mentre garantisce che le normative fiscali siano allineate alle pratiche internazionali. Resta da vedere se queste misure si concretizzeranno in un vero e proprio aumento delle tasse o se si tratterà solo di un adeguamento normativo per mantenere il passo con l’evoluzione del settore.

La Posizione di Banca d’Italia sulle Criptovalute

La Banca d’Italia, come altre autorità finanziarie europee, ha mantenuto una posizione prudente nei confronti delle criptovalute. Sebbene non siano vietate, le autorità italiane hanno sempre sottolineato i rischi associati all’investimento in asset digitali. La Banca d’Italia ha avvertito più volte riguardo la volatilità dei mercati delle criptovalute e il potenziale uso illecito di questi strumenti, come nel caso di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

La Banca d’Italia ha anche monitorato da vicino lo sviluppo delle stablecoin e la crescita della blockchain come tecnologia, pur non sostenendo esplicitamente l’adozione delle criptovalute come metodo di pagamento. In generale, la posizione dell’istituto centrale italiano è stata quella di promuovere un approccio regolamentato per garantire la protezione dei consumatori e l’integrità del sistema finanziario, evitando rischi sistemici.

In linea con le normative europee, la Banca d’Italia ha anche partecipato alla discussione sul progetto di una moneta digitale della banca centrale (CBDC), l’euro digitale, che potrebbe rappresentare un’alternativa alla crescente diffusione delle criptovalute. Pur riconoscendo l’importanza dell’innovazione, la Banca d’Italia sembra preferire una regolamentazione che permetta di integrare i benefici delle tecnologie blockchain senza compromettere la stabilità economica.

Il futuro delle criptovalute in Italia potrebbe essere, quindi, determinato da un equilibrio delicato tra la volontà di sostenere l’innovazione e il bisogno di proteggere i consumatori e il sistema finanziario. Le discussioni sulla tassazione delle criptovalute sono destinate a intensificarsi nei prossimi anni, soprattutto con l’introduzione di normative europee più severe e la crescente adozione delle monete digitali nel panorama globale.

Se l’Italia adotterà misure fiscali più severe, con una possibile revisione delle aliquote o una tassazione aumentata, ci potrebbero essere conseguenze sia per gli investitori che per l’industria fintech, che potrebbe affrontare sfide legate alla competitività internazionale. Tuttavia, il governo italiano potrebbe anche scegliere di mantenere una posizione di supporto, simile a quella di altri Paesi europei, per favorire la crescita di un settore emergente ma sempre più rilevante a livello mondiale.

Visto il posizionamento di Trump a riguardo, Restrizioni e tassazione più alta sulle cryptovalute da parte del Governo Meloni, avente più o meno lo stesso segno politico di Destra, potrebbe risultare incoerenti e contro intuitive all’opinione pubblica.

Le zone d’ombra delle Cryptovalute

Le criptovalute, pur essendo un’innovazione affascinante, comportano una serie di rischi significativi, sia per gli investitori che dal punto di vista normativo. Questi rischi vanno attentamente valutati, specialmente in un contesto di crescente adozione e interesse nel mercato globale.

I Rischi per gli Investitori

  • Volatilità estrema: Le criptovalute sono notoriamente volatili. I loro prezzi possono oscillare drasticamente nel corso di pochi giorni o addirittura ore. Questa volatilità è alimentata da fattori come l’incertezza del mercato, gli sviluppi tecnologici, le dichiarazioni politiche e l’interesse speculativo, il buzz digitale. Per gli investitori, questa instabilità può tradursi in guadagni rapidi, ma anche in perdite altrettanto rapide, rendendo gli investimenti in criptovalute particolarmente rischiosi.
  • Speculazione e “mania da mercato”: Spesso le criptovalute sono trattate come asset speculativi, con investitori che comprano in base alla domanda del momento piuttosto che sui fondamentali economici. Questo fenomeno di “mania da mercato” può portare a bolle speculative, dove i prezzi salgono ben oltre il loro valore reale, per poi crollare improvvisamente. Gli investitori che entrano in ritardo in un mercato saturo rischiano di subire gravi perdite.
  • Mancanza di protezione per gli investitori: A differenza degli investimenti tradizionali come azioni o obbligazioni, le criptovalute non sono regolate da enti governativi o autorità finanziarie centralizzate. Questo significa che gli investitori non hanno la protezione di un sistema di assicurazione, come avviene per i depositi bancari, e sono vulnerabili a frodi, hacking e malfunzionamenti tecnici. Inoltre, molte piattaforme di scambio non sono regolamentate, il che aumenta il rischio di truffe.
  • Rischio tecnologico: Poiché le criptovalute si basano su tecnologie emergenti come la blockchain, esistono rischi legati alla sicurezza delle piattaforme di scambio, al software utilizzato e alla possibilità che vengano individuate vulnerabilità. Gli hacker potrebbero compromettere wallet digitali o scambi di criptovalute, portando alla perdita dei fondi degli investitori.

I Rischi Normativi

  • Incertezze normative globali: Le criptovalute operano in un vuoto normativo in molti paesi, e le regolazioni in atto sono spesso incerte e in continua evoluzione. Alcuni paesi, come il Giappone, hanno adottato regolamenti favorevoli, mentre altri, come la Cina, hanno vietato completamente le criptovalute. In molti paesi occidentali, tra cui gli Stati Uniti, l’Unione Europea e il Regno Unito, la regolamentazione è ancora incerta, con le autorità fiscali e finanziarie che lavorano su come gestire gli aspetti fiscali e di antiriciclaggio delle criptovalute. Questo rende l’ambiente normativo instabile, con il rischio che nuove leggi possano influenzare negativamente il mercato.
  • Rischio di regolazione eccessiva: Un altro rischio normativo è che i governi possano optare per una regolamentazione eccessivamente restrittiva. Le autorità potrebbero imporre normative stringenti sul trading, il mining e l’uso delle criptovalute, limitando così l’innovazione e la crescita dell’ecosistema DeFi. Ad esempio, la proposta di alcuni paesi di tassare pesantemente le criptovalute o di obbligare le piattaforme di scambio a raccogliere informazioni dettagliate sugli utenti potrebbe rendere più difficile l’accesso e l’uso delle criptovalute.
  • Rischio di incertezza fiscale: A livello globale, le criptovalute sono trattate in modi diversi dal punto di vista fiscale. In alcuni paesi, le plusvalenze derivanti dalla vendita di criptovalute sono tassate come reddito, in altri come guadagni da capitale. Alcuni paesi potrebbero introdurre imposte specifiche sulle criptovalute o cambiare improvvisamente le loro politiche fiscali, creando incertezze per gli investitori. Inoltre, la possibilità di un aumento della tassazione o di nuove imposte legate alle criptovalute potrebbe disincentivare gli investimenti nel settore.
  • Regolazione dei fornitori di servizi cripto: Le piattaforme che gestiscono lo scambio di criptovalute o che offrono servizi legati alla DeFi possono essere soggette a normative severe. Le autorità potrebbero imporre requisiti di licenza o registrazione, obblighi di trasparenza e controlli sull’anticorruzione, mettendo pressione sulle aziende del settore. In alcuni casi, potrebbero esserci requisiti che portano alla chiusura o alla limitazione dell’attività di tali piattaforme.

Investire in criptovalute comporta, a ben vedere, un equilibrio sottile e delicato tra opportunità e rischi. Mentre il potenziale di guadagno è allettante, gli investitori devono essere preparati ad affrontare una volatilità estrema, rischi di frode e vulnerabilità tecnologiche. Dal punto di vista normativo, l’incertezza e la possibile intensificazione della regolamentazione possono rappresentare ostacoli o opportunità, a seconda dell’approccio che ogni paese adotterà nei confronti delle criptovalute. Pertanto, è fondamentale che gli investitori si informino adeguatamente sui rischi legati a questi asset e che i legislatori agiscano con cautela per bilanciare innovazione e protezione del mercato.

Un paio di riflessioni finali.

Il mondo crypto è ancora giovane e in continua evoluzione. Gli eventi politici, come la nuova presidenza Trump, e le posizioni adottate dai vari Paesi influenzeranno fortemente il futuro delle criptovalute e della DeFi. Mentre alcune nazioni vedono la blockchain come un’opportunità di crescita, altre la considerano una minaccia alla stabilità economica. Tuttavia, ciò che appare chiaro è che il fenomeno crypto è destinato a rimanere e ad avere un impatto sempre più significativo sui sistemi finanziari globali. E questo varierà da paese a paese a seconda degli approcci favorevoli o contrari a riguardo.

Noi, come sempre, monitoreremo il tutto. E vi terremo aggiornati.

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia