Economia Italiana in panne. Aumenta la Pressione Fiscale (+42.6%). PIL sotto le attese (+0.7%).

4
Mar

L’Economia Italiana non cresce. Aumenta la Pressione Fiscale (+42.6%). PIL sotto le attese (+0.7%).

Cari amici bentornati nell’Osservatorio Economia dal vostro Davide Scialpi.

Nel 2024, l’Italia ha registrato un incremento della pressione fiscale, che ha raggiunto il 42,6% del PIL, rispetto al 41,4% dell’anno precedente. Questo dato, diffuso dall’Istat, ha sollevato un acceso dibattito tra economisti, politici e cittadini, in merito alle conseguenze di tale aumento sulla crescita economica e sulla sostenibilità del sistema fiscale.

Le cause dell’aumento

L’aumento della pressione fiscale è attribuibile a diverse misure introdotte dal governo per incrementare le entrate statali. Tra queste, spiccano:

  • Maggiori imposte dirette, tra cui l’Irpef e l’Ires, cresciute del 6,6%.
  • Incremento delle imposte indirette, come l‘IVA, aumentata del 6,1%.
  • Nuove tasse sul fatturato per piccole e medie imprese, banche e società con elevati ricavi.

Queste misure hanno portato a una crescita complessiva delle entrate fiscali e contributive del 5,7%, superando l’incremento del PIL nominale del 2,9%.

Le conseguenze economiche

Nonostante l’incremento del gettito fiscale, la crescita economica del Paese è rimasta contenuta, con un PIL reale aumentato solo dello 0,7%, lo stesso tasso registrato nel 2023.

L’aumento della pressione fiscale ha sollevato preoccupazioni su vari fronti:

  • Impatto sulle imprese: le nuove imposte hanno inciso sui margini di profitto delle aziende, riducendo la capacità di investimento e di creazione di posti di lavoro.
  • Effetti sui consumi: l’aumento delle imposte indirette, in particolare l’IVA, ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie, con ripercussioni sulla domanda interna.
  • Crescita del debito pubblico: nonostante l’aumento delle entrate fiscali, il debito pubblico è salito al 135,3% del PIL, segnalando che le misure adottate non sono state sufficienti a riequilibrare i conti pubblici.

Le prospettive future

Secondo le previsioni del governo, la pressione fiscale dovrebbe stabilizzarsi intorno al 42,3% del PIL fino al 2027. Tuttavia, ciò solleva interrogativi sulla capacità dell’esecutivo di mantenere le promesse di riduzione del carico fiscale nei prossimi anni. Inoltre, saranno necessarie riforme strutturali per favorire la crescita economica e migliorare l’efficienza della spesa pubblica.

L’aumento della pressione fiscale in Italia nel 2024 rappresenta dunque un tema centrale nel dibattito economico e politico, con implicazioni significative per imprese, cittadini e prospettive di sviluppo del Paese.

L’economia Italiana è praticamente ferma e diretta verso la stagnazione.

Vi giro qui l’elenco dei principali indicatori economici dell’Italia per il 2024:

  • Prodotto Interno Lordo (PIL): Crescita dello 0,7% nel 2024, inferiore all’obiettivo governativo dell’1%.
  • Deficit pubblico: Riduzione al 3,4% del PIL nel 2024, migliorando rispetto al 7,2% del 2023 e al di sotto del target del 3,8%.
  • Debito pubblico: 2.965,7 miliardi. Aumento al 135,3% del PIL nel 2024.
  • Interessi sul Debito Pubblico: la spesa totale per interessi nel 2024 ha raggiunto i 100 miliardi di euro
  • Pressione fiscale: Incremento al 42,6% nel 2024.
  • Tasso di disoccupazione: Leggero calo al 6,3% a gennaio 2025, con la creazione di 145.000 posti di lavoro.
  • Tasso di inflazione: Previsto all’1,6% nel 2025 e 2026. Al momento è all’1,7%.
  • Produzione industriale: 23° mesi consecutivi di calo della produzione industriale. Diminuzione dello 0,5% nel primo trimestre del 2024 rispetto al trimestre precedente.
  • Export: 623,5 miliardi di euro, in flessione dello -0,4% rispetto ai 626 miliardi di euro del 2023.
  • Saldo commerciale: Surplus di +5.980 milioni di euro a dicembre 2024.
  • Surplus Commerciale: esportazioni – importazioni, positiva e pari a quasi 55 miliardi di euro perché sono calate le importazioni.
  • Saldo delle partite correnti: Surplus di 4.228 milioni di euro a dicembre 2024.
  • Evasione Fiscale: 82,4 Miliardi.
  • Borsa Italiana: 37 delisting vs 21 IPO.

Faccio notare che alcuni dati, come il tasso di disoccupazione e gli indici di fiducia, si riferiscono ai primi mesi del 2025, mentre altri indicatori coprono l’intero anno 2024.

Va poi segnalato che questi indicatori non riescono a fotografare pienamente il reale stato dell’economia e del benessere di un paese. Esempio: l’occupazione potrebbe essere alta ma a fronte di contratti precari e i salari estremamente bassi, il risultato non risulta essere competitivo e valido.

C’è poco da camminare a testa alta qua. Giorgetti non gira.

Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia