L'Università dI Perugia è tra gli atenei più attrattivi d'Italia: iscritti in crescita da 4 anni, senso di comunità, collaborazione fra atenei e internazionalizzazione. Intervista al Rettore Maurizio Oliviero
Dossier Università 2025 - Università Attrattive - Intervista al Rettore dell'Università di Perugia Professore Maurizio Oliviero
La forte crescita di attrattività dell’Università di Perugia. Senso di comunità, internazionalizzazione, collaborazione con altri atenei e servizi di qualità come punti di forza. Intervista al Rettore Prof. Maurizio Oliviero
Cari amici, bentornati nell’Osservatorio Economia dal vostro Davide Scialpi.
Il Dossier Università 2025 ha investigato e quantificato l‘Attrattivitàreale delle nostre Università individuando gli atenei più attrattivi nonché trend, prospettive e cambiamenti che stanno letteralmente ridisegnando il mondo accademico.
In questo approfondimento, diamo spazio e coinvolgiamo i protagonisti dell’attrattività, ovvero quelle università che si sono distinte per molti anni per la capacità di attrarre studenti creando esperienze sempre più in linea con le evoluzioni della società e le esigenze delle nuove generazioni e dei territori.
Tra le Università più attrattive d’Italia s’è affermata l’Università di Perugia che negli ultimi 4 anni ha registrato una crescita costante delle iscrizioni, consolidandosi come polo universitario nazionale dinamico e sempre più apprezzato da chi desidera intraprendere un esperienza di formazione con un forte orientamento all’internazionalizzazione.
Abbiamo avuto l’onore di intervistare il Magnifico Rettore, Professor Maurizio Oliviero, artefice di questo successo insieme alla comunità dell’ateneo, che ci racconta cosa rende speciale e attrattiva l’Università di Perugia: dal modello universitario alla qualità dell’offerta formativa e alla collaborazione con altri atenei, dalla qualità dei servizi all’impegno nella ricerca e nell’innovazione.
Un’intervista da non perdere, per scoprire come l’Università di Perugia coniuga innovazione e prospettive di sviluppo professionale su scala globale e locale.
INTERVISTA SPECIALE con il Rettore Professore MAURIZIO OLIVIERO sull’attrattività, le scelte strategiche, l’offerta formativa, le iniziative e i progetti innovativi, le collaborazioni con altri atenei, e la visione strategica dell’Università di Perugia
Dr. Davide Scialpi: Rettore Oliviero, l’Università di Perugia registra ben 4 anni consecutivi di crescita nelle iscrizioni, risultando tra i cosiddetti atenei Super Attrattivi d’Italia. Quali i fattori determinanti di questo splendido risultato?
Rettore Maurizio Oliviero: “I fattori che incidono sono molteplici. L’università è una realtà molto complessa: non esiste un solo indicatore. E ciò che si consegue è sempre il risultato di un lavoro di squadra.Nel mio mandato ho avuto la fortuna di collaborare con una governance coesa e con una comunità che ha condiviso strategie e obiettivi. Il Rettore può dare una visione, una traccia, ma senza il contributo di colleghi e colleghe, nulla sarebbe stato possibile.
Un ruolo importante lo hanno avuto in maniera particolare anche gli studenti: li abbiamo ascoltati, coinvolti, e spesso hanno saputo offrirci una lettura critica, costruttiva e propositiva delle nostre scelte. I numeri dicono che stiamo crescendo, ma il merito è soprattutto del senso di comunità che si è consolidato attorno all’Ateneo.Quindi, se c’è un merito che io vorrei ascrivere a questo periodo è la predisposizione del nostro ateneo all’ascoltodei nostri studenti.”.
Dr. Davide Scialpi: Ha parlato di comunità e di ascolto degli studenti. Quanto impattano questi aspetti?
Rettore Maurizio Oliviero:“Moltissimo. Coinvolgere gli studenti significa arricchire la visione dell’Ateneo. Confrontandoci con loro, abbiamo ricevuto stimoli preziosi e critiche costruttive che ci hanno aiutato a migliorare e a innovare. Non è retorica: partecipazione e condivisione rendono più faticoso il percorso, ma quando c’è una visione comune su strategia e asset i risultati arrivano”.
Dr. Davide Scialpi:Che tipo di campus o modello Universitario è quello dall’ateneo di Perugia?
Rettore Maurizio Oliviero: “Perugia non è un campus isolato, ma un ateneo diffuso nella città. È una caratteristica che difendiamo con convinzione. Studiare a Perugia significa vivere l’università dentro la città, tra edifici storici e spazi urbani che diventano parte della vita studentesca. Questo favorisce integrazione, valorizza il patrimonio architettonico e trasforma gli studenti in cittadini attivi”
Dr. Davide Scialpi:Quali scelte concrete avete adottato per rendere l’Università sempre più attrattiva?
Rettore Maurizio Oliviero: “Abbiamo puntato su tre assi fondamentali: diritto allo studio, qualità dei servizi e dell’offerta formativa.
In particolare, abbiamo fatto una scelta forte sul diritto allo studio. L’articolo 34 della Costituzione afferma che i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto ai più alti gradi di istruzione. Per noi è un principio guida. In Italia, si ritene che le Università statali non possano essere anche università con una gestione di rendimento alta. Questo è un errore. Il pubblico deve poter dimostrare di essere in grado di vivere anche un mercato economico. E questo lo si fa con un offerta formativa che sia dinamica e in grado di leggere i bisogni di un territorio di riferimento ma anche di una dimensione nazionale ed internazionale e creando attrattività attraverso servizi di qualità.
Per esempio, abbiamo investito molto nella mobilità: grazie a un accordo con Regione Umbria e il Comune di Perugia, dal 2021 offriamo trasporto pubblico gratuito a oltre 19.000 studenti (che presto diventeranno 20.000). Pagano solo una quota simbolica e hanno un servizio annuale di trasporto urbano e regionale. È stata una scelta costosa ma fondamentale: ha ridotto traffico e inquinamento, migliorato la vivibilità e reso più accessibili gli alloggi anche fuori dal centro. Questa è stata una risposta ad una lettura di che abbiamo dato ad una richiesta di qualità di servizi e avendo ascoltato gli studenti sulla possibilità di intervenire in tal senso. Una scelta che ha premiato.
Quindi, diritto allo studio, capacità di leggere le visioni del territorio, servizi e internazionalizzazione.
Dr. Davide Scialpi:Qual è la strategia di internazionalizzazione?
Rettore Maurizio Oliviero: “Quattro anni fa abbiamo avviato una rete che coinvolge 5 continenti con oltre 500 accordi che si sviluppano attraverso varie modalità: esperienze di studio con i double degree, anche con periodi molto lunghi. Grazie a questi, gli studenti possono ottenere una doppia laurea, trascorrere periodi all’estero, e partecipare a progetti di ricerca condivisi. Chi ha merito, anche se in difficoltà economiche, può contare su borse di studio specifiche. Questo modello ci consente di rafforzare i legami di ricerca e di far crescere i nostri giovani dentro reti accademiche globali, preparando una nuova generazione capace di muoversi nel mondo senza perdere il legame con il proprio territorio. Gruppi di ricerca che però non devono poter leggere solo la dimensione pubblica ma che devono essere in grado di far parte anche del mondo delle realtà private. Mi permetto di dire che dei nostri giovani si parla tanto. Io credo che i nostri giovani bisognerebbe più che altro ascoltarli e fare lo sforzo di capire il loro linguaggio.
2 anni fa come ateneo di Perugia, abbiamo realizzato un iniziativa che si chiama YOUNG SPARK SYMPOSIUM: attraverso la rete di nostri accordi internazionali, abbiamo individuato 100 atenei, rappresentativi dei 5 continenti, a cui abbiamo chiesto di inviarci 2 studentiperché potessero essere qui a Perugia per discutere come loro vedono il mondo e il presente e il futuro.Questa iniziativa ci ha permesso di capire e imparare tante cose: mentre noi grandi viviamo con una certa inquietudine l’avvento dell’intelligenza artificia. I giovani non hanno per nulla paura dell’AI. Noi viviamo con inquietudine quello che l’AI potrà determinare come impatto sociale e ci preoccupiamo di lasciare nella visione umanistica il governo di queste innovazioni. I giovani ce l’hanno ben chiaro.
Quando parliamo, quindi, di giovani, loro vivono la contemporaneità e noi facciamo fatica a capire il mondo che sta arrivando. I primi a fare lo sforzo ad ascoltare dovremmo essere noi e questa è una visione indispensabile. Diversamente ci ritroveremo a camminare su binari paralleli non percependo le novità che stanno immaginando. Siamo grandi sostenitori dell’esperienza internazionale e continueremo a promuoverla, ma è importante creare le condizioni affinché i nostri giovani possano realizzarsi professionalmente, con buone prospettive salariali e qualità della vita, senza essere costretti a cercarle altrove.
Dr. Davide Scialpi:Come avete lavorato, invece, sull’offerta formativa?
Rettore Maurizio Oliviero: “Negli ultimi sei anni, come Università di Perugia abbiamo deciso di porre particolare attenzione al legame tra strategia e offerta formativa mettendo al centro la collaborazione tra atenei.Per sua natura, il nostro sistema universitario italiano tende a promuovere la competizione tra gli atenei. Ma ritengo che questo possa essere uno stimolo positivo solo se serve a migliorare l’organizzazione e la qualità dell’offerta. La vera priorità deve essere intercettare le passioni, i talenti e le potenzialità dei giovani, accompagnandoli con un orientamento efficace. Se questo percorso fallisce, gli studenti possono abbandonare gli studi o scegliere altri atenei, generando una “diseconomia” educativa e sociale.
Abbiamo quindi scelto la strada della ‘coopetizione’ con altri atenei del Centro Italia. Invece di competere, abbiamo scelto di collaborare. In particolare, con le Università delle Marche di Ancona e dell’Aquila, cinque anni fa, abbiamo dato vita a una rete di collaborazione con l’obiettivo di sviluppare l’offerta formativa in maniera coordinata, rispondendo alle esigenze dei territori e dei giovani in modo più efficace.
Questa logica ci ha permesso di promuovere l’ateneo non come singola realtà, ma come parte di una rete, ampliando la visione strategica e rafforzando il legame con associazioni locali e stakeholders del territorio.
Promuoviamo insieme i nostri corsi, ragioniamo congiuntamente sulle esigenze dei territori e sviluppiamo strategie comuni. È una logica di “coopetizione”: competere per crescere, ma cooperare per offrire ai giovani più opportunità. E i dati di Almalaurea lo confermano: oltre il 90% dei nostri laureati trova lavoro a tempo indeterminato in settori legati al proprio percorso di studi.
Oggi, questa rete di coopetizione si è estesa ad altri atenei delle Marche e dell’Abruzzo e dell’Umbria come nel caso del coinvolgimento dell’Università per Stranieri di Perugia.
I tre territori UMBRIA, MARCHE e ABRUZZO hanno avuto un inversione di tendenza negli ultimi anni e sono fortemente convinto che questo sia dovuto all’impatto della rete universitaria creata. Fra di noi sviluppiamo un Erasmus di interateneo: studenti e personale si muovono fra gli atenei. Se noi avremo il coraggio di fare un reclutamento sul modello anglosassone, questo ci potrebbe aiutare ancora di più perché otterremmo la possibilità di prenderci la responsabilità di avere ricercatori e ricercatrici che rispondono alle finalità e scelte strategiche che le università e i territori necessitano e possono e devono fare.
La nostra didattica, quindi, non si limita a rispondere ai cambiamenti generali, ma anche ad intercettare le esigenze specifiche del territorio“.
Dr. Davide Scialpi:Ci può citare di iniziative e progetti di ricerca che rappresentano meglio il volto innovativo dell’Università di Perugia?
Rettore Maurizio Oliviero: “La nostra università ha fatto delle scelte molto forti sul fronte della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Abbiamo sviluppato i cosiddetti WORK PACKAGES,gruppi di ricerca interdisciplinari coinvolgendo nello stesso team l’esperto di cyber security, il filosofo, il chimico, il medico e così via. Questo ha incoraggiato soprattutto le capacità di progettazione su scenari extra universitari.
Tra i vari progetti, mi piace segnalare queste 3 iniziative che rappresentano bene l’ateneo:
VITALITY. Un ecosistema dell’innovazione, finanziato attraverso il PNRR, che unisce e coinvolge università, imprese e territori di Umbria, Marche e Abruzzo. Grazie alla rete di collaborazione con le università dell’Abruzzo, delle marche e dell’Umbria, noi siamo stati selezionati tra gli 11 ecosistemi dell’innovazione del PNRR.Vitality ha il compito di stimolare, attraverso gli spoke, la collaborazione tra università e mondo produttivo, creando un’interfaccia stabile con imprese, startup e istituzioni locali. È un progetto che guarda al territorio e si concluderà nel 2026, con prospettive di autonomia anche oltre quella data.
CAOS: È una delle tre grandi infrastrutture europee che supporteranno la costruzione dell’Einstein Telescope, il futuro osservatorio per lo studio delle onde gravitazionali. L’Università di Perugia vanta una lunga tradizione di ricerca in questo campo e con CAOS consolida un ruolo di riferimento internazionale.
CURI’: È un progetto a cui tengo in modo particolare, nato dalla collaborazione con il sistema sanitario regionale e in fase di avvio. Si basa sull’uso dell’intelligenza artificiale e delle scienze omiche per sviluppare una sanità predittiva e personalizzata. Attraverso analisi genomiche e computazionali sarà possibile individuare predisposizioni a particolari patologie oncologiche e intervenire con terapie di precisione, fino alla progettazione di farmaci mirati. Questo approccio non solo migliora l’efficacia delle cure, ma riduce i costi complessivi, affrontando la sfida cruciale di rendere la sanità più accessibile a tutti. Abbiamo scelto di chiamare questo modello One Health, perché unisce ricerca, cura e sostenibilità in un’unica visione.
Sono progetti che uniscono ricerca, trasferimento tecnologico e impatto sociale”.
Dr. Davide Scialpi:A proposito di innovazione tecnologica,che ruolo gioca la tecnologia e la digitalizzazione nella didattica e nell’inclusione?
Rettore Maurizio Oliviero: “Le Università stanno cambiando. I risultati conseguiti vanno letti con mandato di 6 anni di cui 3 con il COVID. Io mi sono insediato nel 2019. Negli anni del Covid abbiamo potenziato l’Internazionalizzazione ma abbiamo anche digitalizzato il nostro ateneo, stimolando i colleghi più restii a passare dall’analogico al digitale. L’innovazione tecnologica è sicuramente utile e può rappresentare uno straordinario ausilio per il futuro e la crescita nonché per il potenziamento della formazione. Basta dialogarci da pari.
Oggi è chiaro: la presenza resta fondamentale perché la socializzazione è parte del percorso di formazione ma le tecnologie possono rendere l’università più accessibile, soprattutto per studenti lavoratori. Lo studente lavoratore, con le opportunità delle digitalizzazione, ha grandi opportunità oggi. In questo caso il digitale può sostenere questo mondo, ma rimane fondamentale l’Università in presenza senza rifiutare l’innovazione tecnologica che è amica dell’uomo. Non ci sono innovazioni nella storia che siano state fatte contro l’umanità. Ci sono molte invenzioni nella storia che sono state utilizzate contro l’umanità. Dipende da noi essere umani come decidiamo di utilizzare queste innovazioni. Non dobbiamo, quindi, temere l’innovazione: è un alleato. La differenza la fa sempre l’uso che ne facciamo come comunità”.
Dr. Davide Scialpi:Che università lascia al suo successore e che messaggio vuole dare ai giovani che oggi scelgono di iscriversi?
Rettore Maurizio Oliviero: “Vede, chi guida un ateneo è un custode pro tempore. Io vedo questo ruolo come una staffetta: si corre con tutte le energie e la massima determinazione, poi si passa il testimone a chi verrà dopo.Noi siamo soddisfatti del lavoro fin qui svolto. Essere soddisfatti significa aver provato a fare del nostro meglio e a farlo con il massimo impegno. Oggi guidare un ateneo è un attività molto diversa dal fare il rettore 15 – 20 anni fa, qualcosa di molto difficile e complesso. Nel mio caso sono stato fortunato ad avere una comunità solida, molto critica quando era giusto che fosse critica ma sempre una critica costruttiva, collaborativa, ed avere avuto delle persone che hanno lavorato nella stessa direzione e che qualche volta hanno anche sposato la visione e che hanno aiutato a correggere una visione che poteva essere sbagliata. Quindi, è importante capire che le nostra Università stanno cambiando e che hanno bisogno di una capacità di lettura che non debba essere poggiata sulla visione di un solo rettore ma su una visione di comunità. Anzi, userei la parola comunità al plurale “le comunità” perché se un ateneo si muove in un contesto di rete, tutto diviene più forte.
Alle nuove generazioni non voglio dare consigli, ma un invito: continuate ad essere protagonisti. Negli ultimi anni, dai giovani sono arrivate le spinte più forti sul clima, sull’ambiente, sul rifiuto della guerra. Sono loro i veri portatori di valori universali. L’università deve ascoltarli, sostenerli e creare le condizioni perché possano crescere, realizzarsi e restare, contribuendo allo sviluppo del Paese.
Per il futuro, auspico solo il coraggio di fare scelte che indirizzino correttamente e concretamente i nostri giovani verso i propri talenti e verso la propria crescita.
Non ho consigli da dare a chi verrà dopo perché sono convinto che chi verrà avrà gli strumenti per continuare a leggere i cambiamenti dei nostri atenei e dei nostri territori. Il giorno dopo che una persona come me che ha fatto questo lavoro e che ha provato a fare del suo meglio e che crede in questa sua dimensione di comunità, a questo punto dalla guida dell’ateneo si rimette in fondo al vagone del treno e continua a spingere per continuare a fare il suo lavoro per contribuite un cambiamento sia dal punto di vista dello sviluppo umano, tecnologico e del territorio e dell’umanità intera“.
Intervista a cura di Dr. Davide Scialpi, Direttore Osservatorio Economia
Per coloro i quali volessero comprendere più trend, prospettive e cambiamenti, il nostro Dossier Università 2025 va ad investigare l’Attrattività delle nostre Università, da quelle più attrattive a quelle in crisi:
Super Attrattive – In crescita costante di iscritti da 4 anni
Attrattive – In crescita costante di iscritti da 3 anni
In calo costante di iscritti da 3 e 4 anni
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